#Finsubito news – Veneto, 50 milioni per alloggi pubblici e canoni calmierati


Per una famiglia in graduatoria, un appartamento pubblico chiuso per manutenzione è una casa esistente che resta irraggiungibile. I bandi intervengono su quel patrimonio fermo, con lavori destinati a riaprire porte già costruite. L’attesa si misura anche nei mesi impiegati per rimettere in uso ciò che gli enti possiedono già.

Per chi cerca casa: i bandi comunali ERP restano il canale da seguire. I programmi di social housing avranno avvisi collegati ai singoli progetti dopo la selezione degli enti e il recupero degli immobili.

Sommario dei contenuti

Gli alloggi ERP bloccati dalle manutenzioni

Il primo bando attua l’Azione 2.11.1 della nuova sezione «Alloggi a prezzi accessibili» del PR Veneto FESR 2021-2027. Riguarda appartamenti di edilizia residenziale pubblica sfitti e non assegnabili per carenze manutentive. La Regione usa una formula più circoscritta di «inagibili»: il comunicato del 31 ottobre parla di unità ferme per lavori da eseguire e non estende a ciascun immobile una dichiarazione formale di inagibilità.

Sono ammessi manutenzione straordinaria e restauro. Rientrano anche risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia; l’efficientamento energetico accompagna gli interventi previsti dai progetti. Conclusi i lavori, gli appartamenti rientrano nel circuito ERP e vengono assegnati a canone sociale alle famiglie presenti nelle graduatorie territoriali.

Le candidature spettano agli enti che amministrano gli alloggi

Ater e Comuni candidano gli interventi; possono farlo anche le aziende speciali comunali che amministrano il patrimonio ERP. Ogni proposta parte da immobili già individuati e da lavori quantificati.

Il comunicato non pubblica il numero degli appartamenti che saranno recuperati. Il conteggio emergerà dai progetti ammessi e dalla spesa richiesta per i cantieri. Lo stanziamento copre cantieri con importi diversi; il numero finale delle case dipenderà dai progetti ammessi.

Il social housing attraversa due patrimoni pubblici

Il secondo bando attua l’Azione 2.11.2 e segue due sottolinee già definite dagli atti regionali. Una riguarda alloggi ERP destinati temporaneamente a finalità sociali ai sensi dell’articolo 46 della legge regionale 39/2017; l’altra interessa immobili pubblici estranei al patrimonio ERP.

Per le unità ERP impiegate nel social housing, la legge regionale 12/2026 fissa una durata massima di cinque anni. Alla scadenza riacquistano la destinazione originaria e tornano all’edilizia residenziale pubblica. La provenienza dell’immobile determina la durata dell’uso sociale e la destinazione finale.

Anche gli enti sanitari possono candidare immobili

Nel social housing possono partecipare Comuni, Ater, aziende speciali comunali e IPAB. Nell’elenco compaiono anche le Aziende ospedaliere e l’Istituto Oncologico Veneto. I progetti riguardano immobili pubblici sfitti da recuperare per l’uso abitativo.

La candidatura può partire dall’ente sanitario proprietario dell’immobile. Il legame fra casa e luogo di lavoro entra nella selezione dei progetti, soprattutto nei territori dove il personale fatica a trovare una locazione compatibile con il reddito.

Più punti ai progetti maturi e ai risparmi energetici

Il punteggio premierà i progetti localizzati nei Comuni con maggiore popolazione e le proposte ritenute più urgenti. Terrà conto dello stadio progettuale raggiunto e dell’incremento delle prestazioni energetiche previsto.

Nel social housing, le persone a cui il progetto è rivolto incidono sul punteggio. Gli interventi per il personale sanitario e sociosanitario ricevono una precedenza ulteriore. Anche i progetti destinati alle giovani coppie e ai nuclei con minore capacità economica ottengono punteggi preferenziali. La preferenza opera nella graduatoria dei progetti; le regole per assegnare le abitazioni arriveranno negli avvisi dedicati.

Quando le famiglie entreranno nella procedura

La fase attuale seleziona immobili e lavori. Per l’ERP continuano a valere i bandi comunali e le graduatorie territoriali previste dalla legge. Sul social housing l’accesso inizierà con gli avvisi collegati ai progetti finanziati, dopo il recupero degli edifici.

L’ente competente stabilirà requisiti e modalità di domanda secondo gli atti regionali. Per chi cerca un’abitazione, contano la fine del cantiere e la pubblicazione dell’avviso locale.

Redditi e canoni non sono quantificati nell’annuncio

La DGR 1153 del 13 ottobre 2026 ha fissato i requisiti degli interventi di social housing e ha rinviato a un altro provvedimento l’accertamento della situazione economica dei destinatari e i limiti di reddito, anche su base territoriale. Il comunicato del 31 ottobre parla di ridotta capacità economica e canone calmierato. Non riporta una soglia ISEE unica né un importo mensile valido per tutto il Veneto.

Oggi manca una cifra regionale con cui calcolare l’accesso. Requisiti economici e canone dovranno comparire negli atti applicativi.

Dalla legge di luglio ai bandi di ottobre

La sequenza degli atti precede l’annuncio di fine ottobre. La Commissione europea ha approvato il 18 marzo 2026 la riprogrammazione che ha destinato 50 milioni agli alloggi a prezzi accessibili. La legge regionale 12 del 21 luglio ha superato i limiti numerici dell’articolo 46 per i soli progetti finanziati con risorse europee e ha ampliato gli enti ammessi.

Il 13 ottobre la DGR 1153 ha definito i requisiti del social housing, dopo il parere favorevole della Seconda Commissione del 10 settembre. Il 31 ottobre la Giunta ha annunciato l’approvazione dei due bandi. Il pezzo pubblicato da Sbircia la Notizia il 10 luglio seguiva il Pdl 72 prima del voto d’Aula; il nuovo atto porta quella vicenda dalla norma alla selezione degli interventi.

La dote veneta e i fondi statali hanno origini diverse

La dote deriva dal PR Veneto FESR 2021-2027. Il richiamo politico al Piano Casa nazionale non fonde i due stanziamenti. I 970 milioni del decreto legge 66/2026 seguono una linea statale distinta, già descritta nel nostro articolo sul Piano Casa approvato dal Senato; i 50 milioni veneti appartengono alla riprogrammazione europea regionale.


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