+21,4% di presenze, il 2026 parte con numeri sopra la media nazionale


Turismo in crescita in Abruzzo nel 2025, con 8,7 milioni di presenze e 2,2 milioni di arrivi, entrambi ai massimi livelli e in aumento rispettivamente del 21,4% e del 22,3% rispetto all’anno precedente. Pescara registra un incremento del 15,6% dei pernottamenti, pari a 209.600 in più, e del 26% degli arrivi, ma cala la permanenza media, che scende da 3,5 a 3,2 notti. È quanto emerge dall’indagine del Cresa, Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali, che evidenzia anche la crescita dei flussi internazionali e il ruolo sempre più rilevante dei piccoli comuni (quelli con una popolazione residente inferire ai 5mila abitanti). Positivi anche i primi dati del 2026, con una crescita del turismo regionale superiore alla media nazionale.

 Chieti è la provincia che anche nel 2025 ha fatto osservare la migliore performance (+32,9%, pari a 406,6 mila presenze in più), seguita dall’Aquila (+23,7%, corrispondente a 311,8 mila), da Teramo (+18,5%, pari a 605,2 mila) e, a distanza, da Pescara (+15,6%, equivalente a 209,6 mila). 

Gli arrivi crescono in misura lievemente superiore rispetto alle presenze: la regione ne registra 2,2 milioni, con un incremento di 404,4 mila unità, pari al 22,3%. Nel dettaglio, Teramo raggiunge 684,7 mila arrivi (+96,2 mila, +16,3%), L’Aquila 610,5 mila (+127 mila, +26,3%), Pescara 479,6 mila (+99 mila, +26%) e Chieti 439,3 mila (+82,3 mila, +23,1%).

Turisti stranieri in aumento, ma prevale ancora la componente italiana

In relazione alla provenienza dei turisti, gli italiani registrano un aumento su base annua sia degli arrivi (+314,8mila, pari al 20%) sia delle presenze (+1,1 milioni, corrispondenti al 18,4%). Gli stranieri riportano invece un aumento del 38,2% sul fronte degli arrivi (+89,6mila) e del 38% delle presenze (+411,7mila). 

Il maggiore incremento della componente straniera ha prodotto un aumento del suo peso sul totale: la quota degli arrivi è passata dal 13% al 14,6%, mentre quella delle presenze è salita dal 15,1% al 17,2%. Il turismo in Abruzzo rimane tuttavia alimentato principalmente dagli italiani. La durata media dei soggiorni si conferma stabile per gli stranieri, a 4,6 notti, e diminuisce leggermente per gli italiani, passando da 3,9 a 3,8 notti.

Germania, Svizzera e Stati Uniti tra i principali Paesi di provenienza 

Tra i turisti internazionali che scelgono l’Abruzzo, la Germania si conferma il principale mercato di provenienza, con il 17% degli arrivi stranieri e il 19% delle presenze. Seguono la Svizzera, con il 7% degli arrivi e l’8% delle presenze, e gli Stati Uniti, con rispettivamente il 7% e il 6%. Francia e Belgio completano il gruppo dei principali Paesi di provenienza: la prima rappresenta il 7% degli arrivi e il 5% delle presenze, mentre il secondo pesa per il 5% degli arrivi e il 6% dei pernottamenti.

Crescono i turisti stranieri in tutte le province 

Le dinamiche provinciali della componente estera sono particolarmente positive. 

Per gli arrivi, gli incrementi vanno dal +56,4% di Pescara al +43,3% di Chieti, passando per il +27,3% dell’Aquila e il +20,3% di Teramo. Sul fronte delle presenze, invece, la crescita maggiore si registra a Chieti (+59,9%), seguita dall’Aquila (+47,8%), da Pescara (+39,1%) e da Teramo (+26,4%). A Pescara, dunque, gli arrivi internazionali segnano l’incremento più consistente tra le quattro province, mentre le presenze aumentano del 39,1%. La permanenza media dei turisti stranieri scende però da 4,6 a 4,1 notti. 

La durata media dei soggiorni degli stranieri aumenta invece all’Aquila, da 3,3 a 3,5 notti, a Teramo, da 6 a 6,3, e a Chieti, da 3,5 a 3,9. Buono anche l’andamento provinciale dei flussi turistici nazionali. L’Aquila registra un aumento del 25,2% degli arrivi e del 20,8% delle presenze, con la permanenza media che scende da 2,7 a 2,6 notti. Teramo segna rispettivamente +15,7% e +17,1%, con un aumento da 5,5 a 5,6 pernottamenti. A Pescara gli arrivi italiani crescono del 19,7% e le presenze dell’8,2%, mentre la permanenza media diminuisce da 3,3 a 3 notti. Chieti registra infine un +19,9% degli arrivi e un +28,5% delle presenze, con soggiorni medi che passano da 3,5 a 3,7 notti.

Boom turistico nei piccoli comuni e nelle aree interne 

Particolarmente brillante l’andamento dei comuni montani, che registrano un aumento degli arrivi di circa un quarto e delle presenze di oltre il 30%, arrivando a raccogliere più del 30% degli arrivi regionali e oltre il 20% delle presenze. A contribuire in maniera decisiva è stata la componente straniera, che nei comuni montani ha fatto registrare una crescita del 37% degli arrivi e del 56% delle presenze. 

Secondo l’indagine, questi risultati sottolineano l’importanza delle destinazioni minori per una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici sul territorio e per la valorizzazione delle aree interne. La crescita si inserisce in una tendenza che premia borghi, paesaggio naturale, sport di montagna e itinerari territoriali, intercettando una domanda sempre meno concentrata sulle destinazioni tradizionali.

Hotel scelti dalla maggioranza dei turisti 

Per quanto riguarda le tipologie di strutture ricettive, quelle alberghiere ospitano la maggioranza degli arrivi e delle presenze complessive, rispettivamente il 73% e il 63% del totale regionale. Il risultato è sostenuto soprattutto dalla componente del turismo nazionale. La quota delle strutture alberghiere supera la media regionale a Pescara, dove rappresenta l’85% degli arrivi e il 74% delle presenze, e all’Aquila, con il 78% degli arrivi e l’80% dei pernottamenti.

Turismo, Abruzzo in crescita anche nel 2026: dati sopra la media nazionale 

I primi dati relativi al 2026 confermano il trend positivo. Secondo le rilevazioni del ministero del Turismo, nel periodo gennaio-giugno la crescita tendenziale degli arrivi in Abruzzo si è attestata al 7,2%, mentre quella delle presenze ha raggiunto il 7,7%. Entrambi i risultati superano le medie nazionali, pari rispettivamente al 4,4% e al 4,9%. 

La crescita è proseguita anche a luglio, con un aumento del 6,5% degli arrivi e del 6,7% delle presenze rispetto allo stesso mese del 2025, contro incrementi nazionali del 4,2% e del 4,4%. Nei primi sette mesi dell’anno, i piccoli comuni hanno registrato aumenti del 9,6% degli arrivi, che collocano l’Abruzzo al terzo posto tra le regioni italiane dopo Lazio e Friuli Venezia Giulia, e del 10,9% delle presenze, il dato più alto a livello nazionale. Anche in questo caso le variazioni risultano superiori alle medie italiane. 

I risultati indicano la capacità della regione di intercettare una domanda turistica sempre più orientata verso destinazioni meno tradizionali, borghi e aree interne, grazie a un’offerta ampia e diversificata.


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