la Provincia adotta la metodologia BIM per una gestione sempre più efficiente delle opere pubbliche


La Provincia di Treviso compie un ulteriore passo avanti nel percorso di innovazione e trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, introducendo in modo strutturato la metodologia BIM (Building Information Modeling) nella gestione delle opere pubbliche, dalla procedura di gara per l’appalto dei lavori fino al cantiere.

Una scelta strategica, finanziata dall’Ente nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con le risorse destinate allo sviluppo dei sistemi informatici e dei servizi in cloud, che consente di semplificare i procedimenti amministrativi, migliorare la qualità della progettazione e rendere più efficiente la realizzazione e la gestione degli interventi, con particolare riferimento all’edilizia scolastica superiore. L’investimento previsto dalla Provincia per completare il processo di innovazione, tra il 2025 e il 2028, è di circa 200 mila euro.

L’adozione del BIM si inserisce nel percorso di modernizzazione che la Provincia sta portando avanti da anni, in linea con gli indirizzi nazionali e con quanto previsto dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023 e successive modifiche), che dal 1° gennaio 2025 rende obbligatorio l’utilizzo dei metodi e degli strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per gli interventi di importo superiore a 2 milioni di euro. Per arrivare a questo traguardo, la Provincia ha intrapreso il percorso di qualificazione previsto dalla normativa, che prevede l’adozione di un atto di organizzazione, di un piano di formazione specifico per il personale che utilizza il metodo BIM e di strumenti hardware e software necessari a gestire, attraverso processi digitali, l’intero ciclo di vita delle opere pubbliche realizzate.

Il Building Information Modeling rappresenta un’evoluzione sostanziale rispetto ai tradizionali sistemi di lavoro: attraverso un modello digitale tridimensionale intelligente, che consente di integrare tutte le informazioni tecniche, economiche e gestionali di un’opera, si favorisce la collaborazione tra la Provincia, i progettisti, le imprese e i tecnici coinvolti nei lavori, riducendo il rischio di errori e interferenze già nelle fasi preliminari e migliorando il controllo dell’intervento fino alla manutenzione dell’edificio nel tempo.

Per la Provincia di Treviso, ciò si traduce in una maggiore qualità della progettazione, nella riduzione delle criticità in fase esecutiva, nella razionalizzazione dei tempi e dei costi e in una gestione più efficace del patrimonio pubblico. Un beneficio soprattutto per gli interventi di edilizia scolastica superiore, settore nel quale l’Ente ha investito, solo negli ultimi anni, oltre 100 milioni di euro, per garantire ai 40 mila studenti che frequentano i 37 Istituti scolastici della Marca trevigiana (distribuiti in più di 100 edifici), immobili sempre più sicuri, efficienti e sostenibili.

L’introduzione del BIM è accompagnata anche da un significativo percorso di formazione del personale tecnico interno e dall’aggiornamento degli strumenti informatici, affinché la digitalizzazione diventi parte integrante dei processi amministrativi e progettuali dell’Ente.

Tra le prime esperienze applicative figura il progetto relativo all’intervento di recupero dell’Ex Poste, opera da 8 milioni di euro che consentirà di ampliare la sede didattica a disposizione degli studenti del Liceo Artistico di Treviso. L’attività ha consentito di adeguare il progetto esecutivo agli standard BIM, armonizzare tutta la documentazione di gara, definire i requisiti informativi e accompagnare il Responsabile Unico del Progetto e il personale tecnico nella gestione digitale dell’intero procedimento, dalla predisposizione degli atti fino alla verifica dei modelli informativi e al collaudo finale.

“L’innovazione digitale rappresenta uno dei pilastri della Provincia di Treviso – sottolinea il presidente Marco Donadel –. L’adozione della metodologia BIM non costituisce soltanto un adeguamento a quanto previsto dalla normativa nazionale, ma soprattutto una scelta strategica per rendere la nostra macchina amministrativa sempre più moderna, efficiente e trasparente. Significa migliorare la qualità delle procedure, coordinate e condivise tra tutti i soggetti coinvolti nei lavori per ridurre così il margine di errore, ottimizzare le risorse pubbliche e garantire interventi ancora più efficaci, in particolare nell’edilizia scolastica, un ambito nel quale la Provincia investe con continuità (oltre 3 milioni sono destinati quest’anno per manutenzioni e adeguamenti degli edifici) per offrire agli studenti scuole sicure, innovative e adeguate alle esigenze della didattica. La digitalizzazione, oggi pervasiva e imprescindibile, rappresenta un percorso essenziale per offrire servizi migliori ai cittadini e amministrare con sempre maggiore efficienza”.

“L’implementazione del metodo BIM rappresenta un ulteriore tassello del processo di trasformazione digitale che la Provincia sta portando avanti in questi anni, con l’obiettivo di rendere i processi sempre più efficienti, interoperabili e orientati alla qualità – le parole del vicepresidente con delega all’Innovazione digitale, Fabio Maggio –. L’Ente ha investito nel potenziamento delle infrastrutture informatiche, nella migrazione dei servizi in cloud, nella sicurezza dei sistemi e nella formazione del personale, perché la vera innovazione non riguarda solo la tecnologia, ma soprattutto le competenze e l’organizzazione. Oggi possiamo contare su strumenti avanzati che consentono una gestione più efficace delle informazioni e delle opere pubbliche, garantendo maggiore trasparenza, controllo degli interventi e capacità di programmazione. È un risultato importante che guarda al futuro e che ci permette di affrontare le nuove sfide della Pubblica Amministrazione con strumenti adeguati e all’avanguardia”.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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