Nel video pubblicato dalla CNN il 28 luglio 2026, piazza Risorgimento a Roma appare come uno spazio con poca ombra, proprio mentre sulla città cominciava una nuova ondata di caldo. Alcune sedute, racconta il servizio, sono troppo calde per essere utilizzate. La riqualificazione giubilare pensata anche per rendere più vivibile l’area intorno al Vaticano ha così ottenuto una vetrina internazionale meno favorevole di quelle preparate al computer.
Il problema della vegetazione era già noto al Campidoglio. Undici giorni prima dell’uscita del filmato, Roma Capitale aveva comunicato la sostituzione di undici alberi in vaso. I documenti pubblici permettono anche di correggere le cifre circolate nella polemica politica: la piazza visibile oggi non risulta costata 40 milioni e il finanziamento da 14 milioni è stato successivamente ridotto a 6 milioni di euro.
Correggere i numeri è necessario. Il risultato rimane sotto gli occhi di chi attraversa la piazza nelle ore più calde.
Undici alberi sostituiti, mentre l’ombra deve ancora crescere
Il 17 luglio il Dipartimento Tutela Ambientale ha annunciato potature e la sostituzione di undici alberature in vaso, tra olmi, lecci, frassini e lagerstroemie. Le piante erano “in condizioni di sofferenza a causa del caldo estremo”. Il Comune ha inoltre potenziato l’irrigazione dell’area, dove la riqualificazione ha portato 53 nuove alberature e circa 2.000 metri quadrati di superficie depavimentata.
Il Comune attribuisce la sofferenza delle piante al caldo estremo. Per una piazza romana progettata negli anni delle estati sempre più lunghe e feroci, però, il caldo non può essere trattato come un evento imprevedibile. La scelta delle specie, la dimensione dei vasi, la disponibilità d’acqua e la manutenzione fanno parte della riuscita di un intervento urbano, soprattutto quando il verde viene presentato come strumento di adattamento climatico.
Nella sua replica al servizio della CNN, l’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi ha richiamato il 75% di superficie pedonale, i 2.000 metri quadrati di asfalto rimossi e sostituiti con materiale drenante e i vincoli paesaggistici e architettonici che, nelle piazze storiche monumentali, rendono più complesse le piantumazioni.
Sono dati utili. Nelle ore centrali, però, l’ombra resta poca e parte della vegetazione ha già dovuto essere sostituita.
Uno studio pubblicato su Nature Communications, basato sui dati satellitari di 293 città europee, ha rilevato nell’Europa meridionale temperature superficiali fino a 4 °C inferiori nelle aree urbane coperte da alberi rispetto al tessuto costruito continuo. Il vantaggio dipende anche dalla quantità d’acqua disponibile e può ridursi durante gli estremi di calore mediterranei. Lo studio misura la temperatura delle superfici, diversa dalla temperatura dell’aria e dal comfort percepito dalle persone.
Gli alberi giovani impiegano anni per sviluppare chiome capaci di ombreggiare una piazza. Proprio per questo un progetto destinato a essere utilizzato subito dovrebbe prevedere protezioni temporanee efficaci. Il sole di Roma non ha firmato il cronoprogramma.
La piazza “conclusa”
Le comunicazioni ufficiali non coincidono nemmeno sullo stato dell’opera. Nella nota del 17 luglio dedicata agli alberi, Roma Capitale scrive che il progetto è stato “concluso a dicembre del 2024”. Il portale Roma si trasforma continua invece a classificare l’intervento come “cantiere”: indica la chiusura del primo stralcio nel dicembre 2024 e colloca un secondo stralcio tra dicembre 2025 e settembre 2026.
Quel calendario non coincide con gli atti adottati dopo la riduzione del finanziamento da 14 a 6 milioni di euro. L’ordinanza commissariale numero 2 del gennaio 2025 spiega che, a causa dei tempi stretti, il progetto originario non avrebbe potuto essere completato secondo il cronoprogramma previsto. È stata quindi finanziata la sola fase superficiale necessaria a rendere utilizzabile la piazza, comprendente pavimentazione, viabilità, percorsi pedonali, verde ed elementi reversibili.
La scheda allegata alla stessa ordinanza colloca la conclusione di entrambi gli stralci nel quarto trimestre del 2024, il collaudo nel primo trimestre del 2025 e l’integrazione degli arredi nel trimestre successivo. Il cronoprogramma finanziario assegna inoltre 5,5 milioni di euro al 2024, 500 mila euro al 2025 e nessuna somma al 2026.
Il portale comunale mantiene invece un secondo stralcio compreso tra dicembre 2025 e settembre 2026, senza spiegare come questo calendario si raccordi con quello allegato all’ordinanza del gennaio 2025. La “piazza di Schrödinger” ha anche due cronoprogrammi.
La discordanza amministrativa non cambia l’esperienza di chi usa lo spazio. Piazza Risorgimento è stata riaperta per il Giubileo ed è accessibile da dicembre 2024. Chi si siede su una panchina bollente non si trova dentro un’anteprima tecnica: sta utilizzando una piazza consegnata alla città.
Da 40 milioni a 14, poi il progetto si ferma a 6
Dopo il video sono circolate soprattutto due cifre: 40 e 14 milioni di euro. Entrambe esistono nei documenti, ma appartengono a progetti e momenti differenti. Usarle come costo già sostenuto per la piazza attuale è inesatto.
La deliberazione n. 27/2024/CCC della Corte dei conti ricostruisce una prima operazione che comprendeva la riqualificazione superficiale, un parcheggio sotterraneo, un sottopassaggio pedonale, ascensori e servizi pubblici. Una versione iniziale valeva 30 milioni, divisi tra 5 milioni pubblici e 25 a carico del concessionario. La proposta elaborata successivamente dall’impresa arrivava a 40 milioni di euro, interamente a carico del privato, e prevedeva un numero di posti auto molto più alto. Il parcheggio è stato poi escluso dall’intervento giubilare.
Il Dpcm dell’8 marzo 2024 ha finanziato con 14 milioni pubblici il nuovo progetto, ormai concentrato sulla riqualificazione della piazza e sulla mobilità superficiale.
Nel gennaio 2025, però, l’ordinanza numero 2 del Commissario straordinario ha registrato un costo complessivo di 6 milioni di euro. Gli altri otto milioni, sui quali non erano state assunte obbligazioni giuridicamente vincolanti, sono stati spostati verso altri interventi giubilari.
La cifra è confermata dal Dpcm del 31 luglio 2025 e dalla scheda comunale aggiornata. Rappresenta il costo programmato dell’opera; la spesa effettiva definitiva potrà essere stabilita attraverso la rendicontazione e atti di chiusura dell’intervento.
Quaranta milioni appartenevano alla proposta privata che comprendeva il parcheggio sotterraneo insieme alla sistemazione della piazza e alle altre opere. Quattordici milioni costituivano il finanziamento pubblico assegnato al progetto successivo, privo del parcheggio. Sei milioni sono il costo programmato dopo la rimodulazione.
La CNN non misura l’isola di calore, però mostra come si usa la piazza
Il filmato non presenta rilevazioni comparative tra la vecchia e la nuova piazza e non permette di quantificare l’effetto della riqualificazione sull’isola di calore. La stessa Strategia di adattamento climatico di Roma analizza il caldo urbano attraverso temperature superficiali satellitari, dati meteorologici e anomalie termiche notturne.
Il video mostra qualcosa di più semplice e altrettanto importante: come si usa davvero lo spazio quando arriva l’estate. Le sedute esposte al sole diventano difficili da utilizzare, l’ombra è ancora limitata e undici alberi hanno richiesto una sostituzione a meno di due anni dalla conclusione dichiarata del primo stralcio.
Il portale comunale conserva la previsione di una seconda fase da concludere nel settembre 2026, mentre gli atti successivi descrivono un intervento ridotto e un calendario diverso. La piazza, intanto, è già aperta. Per chi la attraversa alle tre del pomeriggio, la prova del caldo è cominciata.
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Ilaria Rosella Pagliaro
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