Da Elmex a Sensodyne Junior: questi sono i migliori dentifrici per bambini, secondo il nuovo test


Quando spunta il primo dente permanente inizia una fase particolarmente delicata per la salute del cavo orale dei bambini. Lo smalto dei nuovi denti è infatti ancora immaturo e ha bisogno di essere protetto con una corretta igiene quotidiana. Ma quale dentifricio scegliere?

A fare il punto è Öko-Test, che ha messo alla prova 20 dentifrici per bambini pensati proprio per la fase di passaggio dalla dentatura da latte a quella permanente.

La buona notizia è che, secondo il test della rivista tedesca, sono numerosi i prodotti che si sono dimostrati consigliabili e che una buona protezione dei denti non deve necessariamente essere costosa.

I risultati del test

Uno degli aspetti più importanti analizzati dal test riguarda la presenza e la quantità di fluoro. Nei dentifrici Junior la concentrazione è generalmente pari a 1.450 ppm, un valore superiore ai 1.000 ppm indicati come riferimento per i bambini fino a sei anni e considerato particolarmente utile per proteggere lo smalto ancora immaturo dei denti permanenti.

Le linee guida tedesche sulla prevenzione della carie nei denti permanenti, aggiornate nel 2025, indicano infatti l’utilizzo quotidiano di un dentifricio al fluoro con una concentrazione compresa tra 1.000 e 1.500 ppm come una misura efficace per la prevenzione della carie nei bambini e negli adolescenti. L’efficacia, sottolinea Öko-Test, aumenta con la concentrazione di fluoro.

Proprio per questo motivo, la rivista ha penalizzato i prodotti con una quantità di fluoro significativamente inferiore a 1.450 ppm e si è mostrata particolarmente critica nei confronti dei dentifrici privi di fluoro, anche quando contengono idrossiapatite. Secondo la valutazione degli esperti tedeschi, le evidenze scientifiche disponibili sull’idrossiapatite non sarebbero ancora sufficienti per considerarla un sostituto affidabile del fluoro nella prevenzione della carie. L’idrossiapatite presenta il vantaggio di non avere, allo stato attuale delle conoscenze, effetti collaterali sulla salute noti e alcune prime evidenze suggeriscono un possibile effetto protettivo sui denti, ma sono necessarie ulteriori ricerche.

Un’altra sostanza finita sotto la lente è il sodio lauril solfato, conosciuto anche come SLS. Si tratta di un tensioattivo utilizzato nei dentifrici soprattutto per la sua capacità di produrre schiuma e facilitare la rimozione della placca.

Secondo gli esperti tedeschi, però, questo ingrediente può risultare irritante per la delicata mucosa orale e per questo la sua presenza è stata valutata negativamente nei dentifrici destinati ai bambini.

Il test non si è concentrato soltanto sulla formula dei dentifrici, ma ha preso in considerazione anche il packaging e su questo aspetto c’è ancora molto da fare per ridurre l’impatto degli imballaggi.

Solo due dei tubetti di plastica analizzati contenevano materiale riciclato e, in entrambi i casi, la percentuale era inferiore al 30%, una soglia minima che la rivista considera auspicabile. Secondo Öko-Test, sarebbe tecnicamente possibile utilizzare una quantità maggiore di materiale riciclato senza compromettere la sicurezza dei prodotti.

Un’altra criticità riguarda le confezioni esterne: alcuni dentifrici sono venduti all’interno di una scatola di cartone che, secondo la rivista, sarebbe superflua perché il tubetto potrebbe essere commercializzato senza questo ulteriore imballaggio.

I migliori dentifrici del test

Nel complesso, il test ha dato risultati molto positivi, la maggior parte dei dentifrici analizzati è stata giudicata infatti consigliabile e anche tra i prodotti reperibili in Italia le valutazioni sono state generalmente buone.

Tra i promossi con “buono” ci sono l’Elmex Junior, il Curaprox Kids Menta, il Weleda Junior, il Sensodyne Junior e il Logodent Junior Cool Mint. Nel caso dei primi 4, la formulazione è stata valutata molto positivamente, mentre il giudizio finale è stato leggermente ridimensionato (potevano ottenere “molto buono”) soprattutto per aspetti legati alla confezione e alla sostenibilità. Il Logodent, invece, è stato penalizzato per la concentrazione di fluoro, pari a 1.200 ppm, inferiore ai 1.400-1.450 ppm considerati nel test come riferimento per i bambini dai 6 anni in su.

Strappa invece solo una sufficienza l’Oral-B Junior. In questo caso, a pesare negativamente è stata soprattutto la presenza di Sodium Lauryl Sulfate (SLS), un tensioattivo che Öko-Test considera da evitare nei dentifrici destinati ai bambini.

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@Öko-Test

Come è stato condotto il test

Per realizzare il test, sono stati acqusitati 20 dentifrici per bambini consigliati a partire dalla comparsa dei denti permanenti, reperiti in farmacie, supermercati, discount e negozi online. Tra i prodotti esaminati c’era anche un dentifricio certificato come cosmetico naturale e uno privo di fluoro. I prezzi, uniformati per un contenuto di 50 millilitri, variavano da 25 centesimi a 5,83 euro.

In laboratorio è stata analizzata la quantità di fluoro presente nei dentifrici, verificandola anche rispetto ai valori dichiarati. I prodotti sono stati inoltre sottoposti ad analisi per individuare eventuali metalli pesanti e altri elementi. Per quanto riguarda gli ingredienti, è stata verificata la presenza di tensioattivi aggressivi come il sodio lauril solfato ed esaminate le dichiarazioni in etichetta alla ricerca di altre sostanze considerate problematiche, tra cui biossido di titanio, polimeri sintetici e conservanti.

La rivista ha controllato anche le indicazioni d’uso relative ai bambini sotto i sei anni per i dentifrici contenenti fluoro tra 1.000 e 1.500 ppm, verificando in particolare la presenza dell’avvertenza sull’utilizzo di una quantità pari a un pisello. Sono state inoltre valutate eventuali dichiarazioni ambientali sulle confezioni e chiesto ai produttori se i tubetti contenessero materiale riciclato post-consumo, richiedendo anche la documentazione a sostegno di tali affermazioni. Infine, è stato verificato se i tubetti fossero inseriti in confezioni esterne di cartone considerate non necessarie.

Fonte: Öko-Test

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 Francesca Biagioli

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