confronto sul futuro del sistema. “La crescita va guidata”


Governare la crescita del sistema Prosecco, preservarne il valore economico e garantire un futuro sostenibile alle imprese vitivinicole. È stato questo il filo conduttore della tavola rotonda “Quali orizzonti per il sistema delle denominazioni del Prosecco?”, promossa da CIA Agricoltori Italiani Treviso all’Enoteca Veneta di Conegliano. Un confronto che ha riunito i presidenti dei tre Consorzi di tutela del Prosecco, i rappresentanti di ISMEA e i vertici nazionali di CIA Agricoltori Italiani per riflettere sulle prospettive di uno dei comparti più importanti dell’agroalimentare italiano, chiamato oggi a confrontarsi con un mercato in continua evoluzione, nuove dinamiche di consumo, cambiamenti climatici e una crescente necessità di coniugare competitività, sostenibilità e redditività.

Ad aprire i lavori è stato il presidente di CIA Agricoltori Italiani Treviso, Salvatore Feletti, che ha spiegato il significato del titolo scelto per il convegno. Parlare di “sistema”, ha osservato, significa riconoscere che Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e Asolo Montello DOCG, pur mantenendo identità, governance e mercati differenti, rappresentano un patrimonio comune capace di creare valore per l’intera filiera, dalla produzione fino alla commercializzazione internazionale.

“Queste tre realtà convivono sul territorio e sui mercati si confrontano, a volte anche si scontrano, ma rappresentano un patrimonio che dà forza a tutta la filiera. Il valore che il consumatore riconosce al Prosecco deve però tradursi in redditività per le aziende, perché senza redditività non può esserci una prospettiva.”

È proprio la redditività, secondo Feletti, la questione sulla quale si giocherà il futuro del comparto. Negli ultimi vent’anni il sistema delle denominazioni ha saputo aumentare il valore del Prosecco, ma oggi diventa indispensabile comprendere quanto di quel valore riesca realmente a rimanere nelle aziende agricole: “Riuscire a definire una soglia minima non è semplice, però capire quali siano gli elementi di costo che incidono sulla redditività diventa fondamentale. Queste denominazioni stanno creando molto valore, ma non sempre questo valore viene tradotto in una reale redditività. Dobbiamo capire quali prospettive riescono a costruire le aziende con i margini che riescono a ottenere.”

Da qui la proposta lanciata da CIA Treviso di avviare, insieme a ISMEA, un osservatorio economico sulla redditività delle aziende viticole, capace di analizzare i costi di produzione, individuare le soglie di sostenibilità economica e fornire dati oggettivi su cui costruire le future strategie dei Consorzi e delle istituzioni.

Il quadro economico illustrato da Tiziana Sarnari, responsabile dell’Ufficio Indicazioni Geografiche di ISMEA, ha confermato quanto il sistema Prosecco rappresenti oggi una delle principali eccezioni positive del panorama vitivinicolo internazionale. Se da una parte il mercato mondiale del vino sta attraversando una fase di trasformazione, con consumi in rallentamento, una riduzione degli scambi internazionali e una domanda sempre più orientata verso vini bianchi, spumanti e produzioni certificate, dall’altra il Nord-Est continua a trainare il settore italiano. 

I numeri raccontano infatti una realtà di assoluto rilievo: il Veneto genera oltre 4 miliardi di euro di valore legato alle denominazioni vitivinicole, seguito dal Friuli Venezia Giulia con 862 milioni di euro, mentre Treviso è la prima provincia italiana, con oltre 2 miliardi di euro di valore. Il Prosecco DOC si conferma la prima denominazione italiana sia per volumi sia per valore economico, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG occupa il quarto posto per volumi e il terzo per valore, mentre Asolo Montello DOCG rientra tra le prime quindici denominazioni italiane. Le tre denominazioni mostrano inoltre una crescita costante degli imbottigliamenti e della produzione nell’ultimo decennio, confermando il ruolo strategico del territorio nel panorama vitivinicolo nazionale. Un sistema che, secondo Sarnari, dovrà però continuare ad evolversi, perché “la produzione cambia e il cambiamento non va subito, ma guidato”, ricordando inoltre come il vino rappresenti oggi non soltanto un prodotto agricolo, ma anche cultura, turismo e identità del territorio

Proprio questi numeri, secondo i relatori, dimostrano che la sfida non consiste più soltanto nel continuare a crescere, ma nel governare il successo. Un concetto ribadito dal presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, Franco Adami, convinto che il Prosecco continui ad avere caratteristiche uniche nel panorama mondiale: “Non vedo dei pericoli concreti, vedo solo delle opportunità che dobbiamo cogliere. Il Prosecco ha caratteristiche inimitabili: abbiamo esportato nel mondo non soltanto un vino, ma uno stile di vita. L’unico nemico del Prosecco è il Prosecco stesso. Il rischio è non saper gestire il successo. Dobbiamo imparare anche a dire qualche no, senza inseguire soltanto la crescita, ma governando il potenziale produttivo e i nostri vigneti.”

Governare il successo significa anche rafforzare la collaborazione tra le tre denominazioni. Per Michele Noal, presidente del Consorzio Asolo Montello DOCG, il sistema ha oggi molte più opportunità di collaborazione che motivi di divisione: “Sono tra quelli che sostengono che i tre Consorzi abbiano molte più cose da mettere insieme di quelle che li dividono. Lo dimostrano i progetti condivisi sulla sostenibilità e le opportunità nella promozione. La forza del Prosecco apre nuovi mercati e lascia spazio anche alle denominazioni più piccole di raccontare il proprio territorio. Il vino diventa così il miglior ambasciatore di queste terre e delle emozioni che sanno trasmettere.”

Perché questo equilibrio possa mantenersi nel tempo, diventa centrale anche il ruolo dei Consorzi di tutela. Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio Prosecco DOC, ha ricordato come la governance della filiera sia uno degli strumenti più importanti per preservare il valore delle denominazioni: “Il ruolo del Consorzio è fondamentale: significa governare la quantità di vino immessa sul mercato per mantenerne il valore, garantire il corretto equilibrio tra domanda e offerta e distribuire il valore lungo tutta la filiera, nell’interesse dei produttori e dei consumatori.”

Una riflessione che si inserisce in un contesto nazionale più complesso, come ha evidenziato il presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini. Se molte denominazioni italiane, soprattutto quelle dei vini rossi, stanno attraversando una fase difficile, il Prosecco continua infatti a distinguersi per capacità produttiva e risultati commerciali: “Non dobbiamo abbassare la guardia. Serve continuare a investire sulla qualità, mantenere accessibili i prezzi per i consumatori ed esplorare nuovi mercati come India, Mercosur e Stati Uniti. Ma soprattutto dobbiamo continuare a fare sistema: è stata la chiave del successo di questi anni e dovrà esserlo anche in futuro. I problemi non vanno nascosti sotto il tappeto, ma affrontati insieme, perché è nell’unità che il sistema Prosecco trova la sua forza.”

Più che un semplice confronto sullo stato di salute del comparto, la serata ha quindi delineato una vera e propria linea di indirizzo per il futuro: continuare a creare valore, distribuirlo lungo tutta la filiera, garantire redditività alle imprese e rafforzare la collaborazione tra le tre denominazioni, affinché il sistema Prosecco continui a rappresentare uno dei modelli più solidi e competitivi del vino italiano.

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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 Mihaela Condurache

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