istituzioni, magistratura e associazioni a confronto


Secondigliano gliano riparte dai giovani, dalla cultura e dalla partecipazione per costruire nuove opportunità e contrastare ogni forma di illegalità. È questo il messaggio emerso dall’incontro inaugurale del progetto “Legalità in Comune – Il Villaggio dei Giovani al Centro Pertini”, svoltosi  presso il Centro Giovanile Sandro Pertini, in piazza Luigi Di Nocera.

L’iniziativa, promossa dalla 𝗖𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗟’𝗨𝗼𝗺𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗟𝗲𝗴𝗻𝗼 e da 𝗔𝗴𝗼𝗿𝗮̀ 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗼𝗽𝗲𝗮 𝗔𝗣𝗦, con il finanziamento del Comune di Napoli nell’ambito dell’avviso pubblico “Giovani e Legalità 2026”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, del mondo scolastico e delle numerose realtà associative impegnate sul territorio.

Un confronto che ha affrontato il tema della legalità da diverse prospettive, dalla prevenzione della criminalità giovanile alla funzione rieducativa della pena, fino alla necessità di valorizzare la storia e il patrimonio culturale di Secondigliano.

Ad aprire gli interventi è stata 𝗥𝗶𝘁𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗿𝗶𝗼, presidente della cooperativa L’Uomo e il Legno, che ha ricordato i 21 anni di esperienza della realtà sociale, nata con una forte vocazione all’inclusione lavorativa e all’accompagnamento delle persone più fragili.

Un ritorno alle origini, invece, per 𝗠𝗮𝗻𝘂𝗲𝗹 𝗙𝗮𝗯𝗼𝘇𝘇𝗼, presidente di Agorà Partenopea APS, che ha ricordato come l’associazione abbia mosso i primi passi proprio al Centro Pertini nel 2013.

Tornare oggi nello stesso luogo da promotore di un progetto dedicato ai giovani e alla legalità rappresenta, ha spiegato, un’emozione particolare. Anche perché il Centro Pertini custodisce una parte importante della memoria cittadina, essendo stato sede dell’ex Comune autonomo di Secondigliano.

𝗙𝗮𝗯𝗼𝘇𝘇𝗼 ha sottolineato la necessità di superare la narrazione che identifica troppo spesso Secondigliano esclusivamente con la criminalità e l’omertà. La presenza di tante associazioni, cooperative e istituzioni dimostra, al contrario, l’esistenza di un tessuto sociale vivo, capace di collaborare e costruire iniziative concrete.

Nel suo intervento, 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗧𝗿𝗼𝗶𝗮𝗻𝗼, presidente della VII Municipalità, ha richiamato il valore degli insegnamenti ricevuti da persone che hanno dedicato il proprio impegno al territorio, ricordando con particolare partecipazione la figura di 𝗩𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘇𝗼 Vanacore, commemorato anche da Rita Caprio,  al quale era legato da un rapporto personale e di condivisione di ideali.

A richiamare la necessità di una riflessione critica è stato 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗘𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼, presidente della Commissione Polizia Locale e Legalità del Comune di Napoli, che ha invitato istituzioni e comunità a non accontentarsi dei risultati raggiunti.

Pur riconoscendo il lavoro svolto negli ultimi anni nel campo delle politiche giovanili, 𝗘𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼 ha sottolineato la necessità di intensificare gli sforzi per restituire un’immagine diversa di Secondigliano, valorizzandone la storia, le tradizioni e il patrimonio culturale attraverso iniziative capaci di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni.

L’obiettivo deve essere quello di sottrarre sempre più spazi all’illegalità, non soltanto attraverso il controllo del territorio, ma anche investendo nell’educazione, nella cultura e nelle opportunità di aggregazione.

Un impegno che deve accompagnarsi alla memoria delle vittime innocenti della criminalità, senza dimenticare le pagine più dolorose della storia del quartiere.

Ricordare il passato, dunque, ma soprattutto lavorare per impedire che determinate tragedie possano ripetersi, offrendo ai ragazzi strumenti e alternative concrete alla devianza.

Particolarmente intenso l’intervento di 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗣𝘂𝗴𝗹𝗶𝗮, magistrato del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, che, come 𝗘𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼, ha rivendicato con orgoglio le proprie origini secondiglianesi.

Attraverso ricordi personali e familiari, il magistrato ha ripercorso gli anni più drammatici della faida di camorra, quando la violenza armata condizionava pesantemente la vita quotidiana dei cittadini.

Un periodo nel quale, ha ricordato, si arrivava persino a raccomandare alle persone di evitare di uscire di casa, per il rischio di essere raggiunte accidentalmente dai proiettili durante gli scontri tra gruppi criminali.

Una testimonianza che restituisce il clima di paura vissuto da un’intera comunità e che rende ancora più evidente l’importanza di preservare la memoria di quella stagione.

Ma 𝗣𝘂𝗴𝗹𝗶𝗮 ha voluto soffermarsi anche su un altro aspetto fondamentale della legalità: la funzione rieducativa della pena.

Il magistrato ha ricordato come sia compito dello Stato garantire percorsi che favoriscano il recupero e il reinserimento sociale delle persone condannate, in attuazione di quanto stabilito dall’articolo 27 della Costituzione italiana.

Un principio che non può rimanere soltanto sulla carta e che richiede investimenti, strumenti e opportunità concrete affinché chi ha commesso un reato possa intraprendere un percorso di cambiamento.

La legalità, quindi, non riguarda soltanto la prevenzione e la repressione dei reati, ma anche la capacità delle istituzioni di offrire possibilità di riscatto e reinserimento.

Sul tema della prevenzione si è concentrato l’intervento di 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗦𝗶𝗮𝗻𝗶, presidente della Fondazione Giancarlo Siani, che ha invitato a studiare con maggiore attenzione il fenomeno della devianza giovanile.

Richiamando anche gli episodi di violenza verificatisi al Vomero, 𝗦𝗶𝗮𝗻𝗶 ha evidenziato quanto sia necessario comprendere i segnali di disagio e le dinamiche che possono condurre i ragazzi verso comportamenti violenti, senza attendere che il fenomeno esploda o che si verifichino nuove tragedie.

Il punto centrale della sua riflessione è stato proprio il valore della conoscenza: soltanto studiando il fenomeno, analizzandone le cause e comprendendo i contesti nei quali si sviluppa, è possibile individuare strumenti efficaci di prevenzione.

Un invito a superare gli interventi dettati esclusivamente dall’emergenza, per costruire un lavoro costante che coinvolga scuole, famiglie, istituzioni e realtà educative.

La prevenzione, in questa prospettiva, deve partire dall’ascolto e dalla comprensione del mondo giovanile, prima ancora che dall’intervento successivo a episodi di violenza.

Tra gli interventi anche quelli di Piero De Luca, dirigente dell’ IC Sauro – Errico – Pascoli, vera e propria roccaforte di legalità del quartiere e secondiglianese d’adozione per il suo impegno alla guida dell’ istituto, e di Samuele Ciambriello, garante regionale dei detenuti che ha ricordato come l’ emergenza minori coinvolga tutta la città, senza distinzione di quartieri.
L’incontro ha confermato anche il ruolo centrale del mondo associativo nella costruzione di percorsi condivisi di cittadinanza attiva.

Il progetto proseguirà con attività, laboratori e momenti di confronto, fino a uno degli appuntamenti più significativi annunciati nel corso dell’incontro: la marcia della legalità del 30 ottobre, attualmente in fase di organizzazione.

L’iniziativa intende portare nelle strade cittadini, associazioni, giovani e rappresentanti delle istituzioni per testimoniare concretamente l’impegno contro la criminalità e a favore della sicurezza.

Dal confronto al Centro Pertini emerge soprattutto una convinzione condivisa: Secondigliano non può essere identificata soltanto con le ferite della camorra. È anche un territorio ricco di storia, cultura, esperienze educative e persone che ogni giorno lavorano per costruire alternative.

La sfida è trasformare questo patrimonio in opportunità reali, soprattutto per i più giovani, facendo della legalità non soltanto un principio da affermare, ma una pratica quotidiana da costruire insieme.

Raffaele Sarnataro


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