Nuova ondata di calore, i consigli dell’Ulss2 per affrontare il caldo in sicurezza


Le temperature continuano a salire e il Veneto si prepara ad affrontare una nuova ondata di calore, cominciata nel pomeriggio di giovedì. 

Se finora i servizi di emergenza non hanno registrato un aumento significativo dei malori, gli specialisti avvertono che gli effetti del caldo intenso si manifestano spesso dopo alcuni giorni di esposizione. Per questo l’Ulss2 Marca Trevigiana, nel corso di un punto stampa oggi venerdì coordinato dalla direttrice sanitaria dott.ssa Maria Caterina De Marco, ha illustrato una serie di indicazioni per la popolazione da adottare fin da subito, fondamentali soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e lavoratori esposti all’aperto.

“In questo momento non registriamo un aumento delle chiamate al 118 per malori dovuti al caldo – ha spiegato la direttrice del SUEM, dott.ssa Maria Luisa Ferramosca – ma le criticità compaiono generalmente dopo tre o quattro giorni di temperature elevate. Anticipare i consigli di prevenzione può quindi contribuire a ridurre il numero delle persone che si sentiranno male”.

Tra le raccomandazioni principali c’è quella di evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, tra le 11 e le 18, rinunciando anche all’attività sportiva all’aperto in quelle fasce orarie. In casa è consigliabile mantenere le finestre chiuse durante il giorno, abbassare tapparelle e scuri e arieggiare gli ambienti solo nelle ore serali e notturne. Se si utilizza il condizionatore, la temperatura dovrebbe essere mantenuta tra i 25 e i 26 gradi, evitando di esporsi direttamente al getto d’aria.

Fondamentale anche una corretta idratazione: è opportuno bere almeno due litri d’acqua al giorno, salvo diversa indicazione del medico, limitando alcolici, bevande zuccherate e caffeina, che favoriscono la disidratazione. L’alimentazione dovrebbe essere leggera, privilegiando frutta e verdura di stagione. È stato ricordato inoltre di non modificare autonomamente le terapie farmacologiche, ma di consultarsi sempre con il proprio medico, e di indossare abiti leggeri in fibre naturali come cotone e lino. Un richiamo importante riguarda anche auto e animali: nessuno deve essere lasciato all’interno di un veicolo, nemmeno per pochi minuti.

Attenzione al colpo di calore

Il rischio più grave è rappresentato dal colpo di calore, una vera e propria emergenza sanitaria che può colpire soprattutto anziani e bambini, ma anche persone giovani e sane in particolari condizioni. 

“Si verifica quando l’organismo non riesce più a regolare la propria temperatura – hanno detto – I sintomi principali sono perdita di coscienza o stato confusionale, temperatura corporea molto elevata e pelle calda, arrossata e asciutta, segno dell’interruzione della normale sudorazione. In questi casi è necessario spostare immediatamente la persona all’ombra, iniziare il raffreddamento con impacchi di acqua fredda e chiamare tempestivamente il 118”.”

“Avere cura degli anziani e delle persone sole”

La popolazione anziana e quella fragile è tra le più vulnerabili agli effetti del caldo, ha spiegato la direttrice della Geriatria dell’ospedale di Conegliano, dott.ssa Stefania Volpato: “Con l’età diminuisce il senso della sete e aumentano patologie croniche e terapie farmacologiche che possono favorire la disidratazione. L’idratazione deve essere stimolata anche quando l’anziano non avverte sete, naturalmente tenendo conto delle eventuali patologie presenti – sottolinea – È inoltre importante consumare pasti piccoli e leggeri, ricchi di frutta e verdura, evitando modifiche “fai da te” delle terapie, che devono essere gestite esclusivamente dal medico”.

Un altro aspetto riguarda la conservazione dei medicinali: “Con le alte temperature devono essere mantenuti sotto i 25 gradi, lontano da fonti di calore e da ambienti eccessivamente caldi”.

Grande attenzione va riservata anche agli anziani che vivono soli. “La solitudine rappresenta un fattore di rischio importante – evidenzia Volpato –. È utile che familiari, amici o vicini di casa li contattino più volte o facciano loro visita durante la giornata per verificare che bevano, mangino e assumano correttamente le terapie. La disidratazione, infatti, può provocare stati confusionali, peggioramento della funzione renale e riacutizzazione di numerose patologie croniche, come insufficienze renali, stati confusionali nelle demenze, problematiche respiratorie e cardiopatie”.

I numeri confermano il fenomeno: attualmente circa un quarto dei ricoveri in Geriatria riguarda pazienti disidratati, spesso arrivati in ospedale per sonnolenza o confusione mentale, sintomi poi ricondotti proprio alla carenza di liquidi.

Lavoro: stop nelle ore più a rischio

Particolare attenzione è riservata anche ai lavoratori esposti alle alte temperature. Come ha ricordato la direttrice dello SPISAL, dott.ssa Maria Domenica Pedone, la prevenzione è una responsabilità condivisa tra datori di lavoro e lavoratori.

Resta in vigore l’ordinanza della Regione Veneto che impone, nei settori più esposti come edilizia, agricoltura, cave e lavori stradali, l’interruzione delle attività nelle ore di massimo rischio, in particolare tra le 13 e le 16. Anche laddove l’ordinanza non si applica direttamente, è comunque necessario rimodulare gli orari di lavoro, privilegiando le ore più fresche della giornata.

“Nei luoghi di lavoro devono essere garantiti acqua fresca, pause frequenti in zone ombreggiate o climatizzate e un’alimentazione adeguata” ha osservato. Lo Spisal continua l’attività di vigilanza sul territorio: “Dal 17 giugno sono stati effettuati controlli in 39 cantieri, 5 aziende agricole e 58 imprese di altri settori, riscontrando una sola violazione dell’ordinanza. Varie ditte comunque, per via del caldo, ricorrono alla cassa integrazione o alle ferie anticipate”.

I numeri dell’emergenza

Dal 15 giugno a oggi i Pronto soccorso dell’Ulss hanno registrato 438 accessi per disidratazione, su oltre 179 mila accessi complessivi. Numeri destinati, secondo gli specialisti, ad aumentare se le alte temperature dovessero persistere nei prossimi giorni.

Il messaggio degli esperti è semplice: prevenire è la migliore difesa. Bere con regolarità, evitare l’esposizione nelle ore più calde, controllare le persone più fragili e intervenire tempestivamente ai primi segnali di malessere possono fare la differenza ed evitare conseguenze anche molto gravi.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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