Strade vicinali, il punto in Consiglio comunale


Copparo. La riacquisizione delle strade vicinali al patrimonio comunale resta uno degli obiettivi dell’Amministrazione comunale di Copparo. È stato ribadito nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale. A riscontro dell’interpellanza del gruppo consiliare Pd, il vicesindaco Bruna Cirelli ha fatto il punto sul percorso avviato già alla fine del 2024 e sulle criticità che, nel frattempo, sono emerse.

Si tratta di un tema complesso, che affonda le proprie radici in vicende amministrative iniziate negli anni Sessanta e che oggi richiedono un’attenta ricostruzione documentale prima di poter arrivare all’acquisizione delle strade da parte del Comune. Un passaggio indispensabile per poter programmare e realizzare interventi strutturali di manutenzione.

Il percorso ha preso avvio con la delibera approvata dal Consiglio comunale nel dicembre 2024, con la quale l’Amministrazione aveva individuato lo strumento normativo, la legge 448 del ’98, che consente l’accorpamento al demanio stradale tramite provvedimento dell’Ente locale, previa acquisizione del consenso formale degli attuali proprietari.

Gli uffici hanno quindi avviato un’approfondita attività istruttoria per individuare le strade che rispettassero i criteri necessari, con particolare riferimento a quello dell’uso pubblico. È stato stilato un primo elenco e, a seguito di approfondimenti, è stata indicata via Brazzolo come caso pilota, per poi estendere il metodo alle altre vicinali del territorio. Sono quindi state delineate le tempistiche: entro giugno 2025 individuazione dei proprietari frontisti e verifica necessità di eventuali frazionamenti catastali, entro fine anno 2025 trasmissione della comunicazione di avvio del procedimento ai proprietari frontisti, entro giugno 2026 presumibile acquisizione del consenso scritto da parte di tutti i proprietari, entro dicembre 2026 delibera di Consiglio Comunale di acquisizione della strada e nell’anno 2027 i lavori di manutenzione del manto stradale, per cui sono stati già stanziati 300mila euro nel programma triennale dei lavori pubblici.

In base a questo calendario sono stati censiti per via Brazzolo 71 proprietari frontisti ed è stato avviato il procedimento, con l’invio delle comunicazioni necessarie. Ad oggi sono pervenuti 31 riscontri da parte dei proprietari frontisti.

Tuttavia durante questa fase è emersa una difficoltà che ha cambiato il quadro della situazione. Dalla documentazione trasmessa dai proprietari non è stato infatti possibile ricondurre con certezza la proprietà del sedime stradale ai frontisti, mentre dagli accertamenti comunali è risultato che neppure il Comune risulta proprietario dell’area. È quindi venuto meno il presupposto necessario per procedere con la cessione gratuita prevista dall’iter definito, come chiarito anche nel corso dell’incontro con i residenti della via nel marzo scorso.

Per comprendere l’origine del problema è stato necessario ricostruire la storia amministrativa di queste strade.

Via Brazzolo (ex via Bruno Rossi), come altre vicinali del territorio, è stata realizzata dall’Ente Delta Padano come strada interpoderale. Nel 1966 il Consiglio comunale ne aveva previsto l’acquisizione gratuita una volta completata la costruzione, mentre due anni dopo la strada è stata consegnata al Comune soltanto per la gestione e la manutenzione, senza che fosse mai formalizzato il trasferimento della proprietà. Successivamente, nel 1970, la strada è stata riclassificata dal Consiglio comunale come vicinale a uso pubblico. Un provvedimento che riguardava esclusivamente la classificazione amministrativa e che non comportava il passaggio della proprietà al Comune.

Nel frattempo l’Ente Delta Padano, che dalle visure catastali risulta l’ultimo intestatario delle strade, è stato trasformato nell’Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo (Ersa) e, con la soppressione di quest’ultimo nel 1993, la normativa regionale ha previsto il trasferimento del patrimonio alla Regione, che avrebbe intanto in capo l’onere della manutenzione, e successivamente agli enti locali competenti. Un iter che, per queste strade, non risulta però essersi mai concluso formalmente.

È proprio su questo punto che oggi si concentra l’attività dell’Amministrazione. Il Comune ha infatti chiesto alla Regione di chiarire quale sia quindi l’attuale titolarità delle aree.

«Abbiamo scelto di affrontare una questione che da decenni era rimasta irrisolta – spiega il vicesindaco Bruna Cirelli -. L’obiettivo dell’Amministrazione rimane quello di riportare le strade vicinali nel patrimonio comunale, ma farlo significa prima ricostruire con precisione tutta la loro storia amministrativa e proprietaria. Senza questo passaggio rischieremmo di costruire un percorso privo delle necessarie basi giuridiche».

Fino a quando non arriverà una risposta dalla Regione, non sarà possibile definire tempi certi per il completamento dell’iter. Se verrà confermato che la proprietà appartiene alla Regione Emilia-Romagna, la procedura dovrà essere ridefinita attraverso un trasferimento tra enti pubblici, superando così il percorso inizialmente previsto con il coinvolgimento dei proprietari frontisti.

«Si tratta di un rallentamento dovuto alla necessità di risolvere un nodo che emerge da vicende amministrative iniziate molti decenni fa – aggiunge il vicesindaco -. Ottenere la certezza della proprietà significa creare le condizioni per poter intervenire in modo stabile sulle strade e garantire una gestione chiara anche per il futuro».

Nel frattempo il Comune continua comunque a intervenire per le manutenzioni indispensabili a garantire la sicurezza della circolazione.

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