guida al percorso di 14 tappe tra Fabriano e L’Aquila


Nato come progetto di solidarietà dopo i terremoti dell’Appennino, il Cammino nelle Terre Mutate è un itinerario di oltre 250 chilometri che attraversa Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Un viaggio tra natura, borghi e comunità che racconta la rinascita dei territori colpiti dal sisma.

Un cammino nato dalla solidarietà

Il Cammino nelle Terre Mutate è un itinerario di oltre 250 chilometri che attraversa Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, seguendo il filo delle comunità colpite dai terremoti dell’Appennino. Ogni tappa racconta un territorio che ha saputo resistere, mantenendo vive tradizioni, relazioni e paesaggi.

L’idea prende forma nel 2012 con la Lunga Marcia per L’Aquila, promossa da Movimento Tellurico, Federtrek e APE Roma. Un piccolo gruppo di persone attraversò l’Appennino per richiamare l’attenzione sulla ricostruzione ferma dopo il sisma del 2009 e sull’abbandono delle aree interne. Dopo i terremoti del 2016 e del 2017 il progetto si è trasformato in un cammino permanente.

Dal 2017 il percorso cresce grazie al lavoro di volontari, associazioni locali e abitanti. Nel 2024 nasce l’Associazione di volontariato Cammino nelle Terre Mutate, che riunisce rappresentanti di tutte le aree attraversate e porta avanti l’eredità solidale del progetto.

Un viaggio che sostiene le comunità

Percorrere il Cammino nelle Terre Mutate significa anche incontrare le persone che hanno scelto di restare o di tornare dopo il terremoto. Lungo il percorso si scoprono storie di rinascita, come quelle di chi ha avviato nuove attività agricole o di chi ha promosso servizi di trasporto sociale per contrastare l’isolamento delle frazioni più colpite. Il cammino mostra che la ricostruzione non riguarda soltanto edifici e infrastrutture, ma soprattutto le comunità: riportare servizi, creare opportunità e permettere alle persone di continuare a vivere in questi territori. Ogni tappa diventa così un’occasione per conoscere un Appennino che, a quasi dieci anni dal sisma del 2016, continua a ricostruire il proprio futuro.

Il percorso

cammino terre mutate

©Cammino nelle terre mutate

Tra sentieri, parchi e antiche vie

Il Cammino si sviluppa per il 70% su sentieri e strade sterrate e per il restante 30% su asfalto. Dove possibile segue tracciati già esistenti, come il Sentiero Italia, il Grande Anello dei Sibillini, il Cammino Naturale dei Parchi e numerosi sentieri Cai. La segnaletica dedicata accompagna gli escursionisti, ma è consigliabile utilizzare anche le tracce Gps, qui trovate la mappa digitale.

Dalle Marche ai Sibillini

Le prime due tappe conducono da Fabriano a Camerino, attraversando boschi, colline coltivate, vigneti e piccoli borghi dell’entroterra marchigiano. Il panorama cambia gradualmente fino ad aprirsi sulle cime dei Monti Sibillini.

Il cuore del Parco dei Sibillini

Da Camerino il percorso raggiunge Fiastra e il suo lago, quindi attraversa una delle sezioni più spettacolari dell’intero cammino. Crinali panoramici, pascoli d’altura, il Santuario di Macereto e la valle di Ussita accompagnano il camminatore fino a Campi di Norcia.

Norcia e Castelluccio

Una breve tappa porta a Norcia, città di San Benedetto. Da qui inizia una delle salite più impegnative dell’itinerario, premiata dall’arrivo al Pian Grande di Castelluccio, con il Monte Vettore sullo sfondo e, tra maggio e giugno, la celebre fioritura delle lenticchie.

I paesi simbolo del terremoto

Da Castelluccio il cammino raggiunge Arquata del Tronto, quindi Accumoli e Amatrice, i luoghi più colpiti dal terremoto del 2016. Il percorso attraversa borghi ancora interessati dalla ricostruzione e permette di comprendere da vicino la storia recente di queste comunità.

Verso il Gran Sasso

Le ultime tappe conducono ad attraversare Campotosto, Mascioni e Collebrincioni. Antichi sentieri pastorali, il lago di Campotosto, altopiani e panorami sul Gran Sasso accompagnano gli ultimi chilometri del viaggio.

L’arrivo all’Aquila

L’ultima giornata è una piacevole discesa verso il centro storico dell’Aquila, passando per il quartiere di San Giuliano e il Santuario della Madonna Fore. È il punto d’arrivo di un itinerario che racconta la forza di un territorio e delle persone che lo abitano.

Informazioni pratiche

Permessi e viabilità

Nelle tappe che attraversano Arquata del Tronto e Accumoli possono essere richieste autorizzazioni per il passaggio in alcune zone ancora interessate dai lavori di ricostruzione. Prima della partenza è consigliabile verificare eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale del Cammino.

Credenziale e cammino in tenda

La credenziale viene rilasciata dall’Associazione Cammino nelle Terre Mutate a fronte di una donazione volontaria. Serve a raccogliere i timbri lungo il percorso e contribuisce al sostegno del progetto. Sul sito ufficiale è disponibile anche una sezione dedicata a chi desidera affrontare il cammino con la tenda, con informazioni utili sull’organizzazione dell’itinerario.

Informazioni generali

Lungo il percorso possono esserci alcune difficoltà logistiche e un numero limitato di posti letto, soprattutto in alta stagione. Per questo è consigliabile prenotare con largo anticipo le strutture ricettive e affrontare il cammino con spirito di adattamento e rispetto verso le comunità locali.

Per l’equipaggiamento bastano uno zaino da trekking, scarponi adeguati, abbigliamento tecnico, giacca impermeabile, borraccia, bastoncini telescopici e un piccolo kit di primo soccorso. È consigliabile avere anche una torcia, crema solare e il necessario per l’igiene personale.

Chi desidera sostenere il progetto può acquistare il merchandising ufficiale, il cui ricavato contribuisce alla promozione e alla manutenzione del Cammino.

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 Marco Crisciotti

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