Il nostro viaggio tra Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno. Palazzi storici, botanica esotica, castelli e la magia dell’Alto Adige passo dopo passo
Natura selvaggia, vicoli medievali e un’atmosfera in cui l’anima alpina incontra il calore mediterraneo. Abbiamo vissuto un viaggio straordinario in Alto Adige, guidati dai racconti e dalle storie dei suoi luoghi simbolo. Un’esperienza visiva e sensoriale tra storia principesca, architettura Liberty e archivi d’alta quota, lontano dai soliti percorsi turistici. Venite con noi alla scoperta di quattro perle del Südtirol.
Il microclima magico di Merano e la passeggiata lungo il Passirio
La prima tappa del nostro viaggio ci ha portati a Merano, una città dove il paesaggio sembra sfidare la logica geografica. Proseguendo verso il cuore pulsante della cittadina, ci siamo concessi un momento di puro relax passeggiando lungo le rive del fiume Passirio. La Passeggiata Lungo Passirio ci ha regalato uno scorcio romantico e senza tempo: il contrasto perfetto tra il soffio fresco delle sue acque turchesi e l’eleganza sofisticata dei palazzi che lo circondano. Qui, tra il fruscio degli alberi secolari e il suono ritmico del fiume che scorre veloce, abbiamo riscoperto l’essenza stessa di Merano come città termale, lasciandoci incantare dalla natura verdeggiante che incornicia la sponda e invita a rallentare il passo.
@RebeccaManzi/GreenMe
Lungo la sponda del fiume abbiamo incontrato la Chiesa Evangelica di Cristo, uno dei gioielli neo-gotici più affascinanti e inaspettati di Merano. Immersa nel verde, questa chiesa ci ha colpito subito per la sua eleganza sobria ma maestosa, con la tipica pietra a vista e l’alto campanile che si staglia contro il cielo alpino. Costruita verso la fine dell’Ottocento per accogliere la crescente comunità protestante durante l’epoca d’oro del turismo termale, rappresenta una testimonianza fondamentale dell’anima cosmopolita della città. Varcare la sua soglia ci ha regalato una sensazione di profonda pace, un’oasi di silenzio e raccoglimento a pochi passi dal centro.
Ci siamo poi immersi nel cuore dello shopping lungo i Portici di Merano, voluti dal conte Mainardo II nel XIII secolo e divisi in Portici della montagna e Portici del fiume. Il viaggio architettonico è completato dal Duomo di San Nicolò, con il campanile di 83 metri e la vicina Cappella di Santa Barbara, fino ai capolavori dello stile Liberty come la Wandelhalle e la maestosa Kurhaus, un capolavoro dello stile Art Nouveau/Jugendstil, progettato da Josef Czerny nel 1874 e successivamente ampliato dall’architetto Friedrich Ohmann tra il 1912 e il 1914.
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Bressanone: l’arte barocca e l’eleganza della Torre Bianca
Spostandoci verso la Valle Isarco, Bressanone ci ha accolti con la sua imponente storia di principato ecclesiastico. Il punto focale della città è il maestoso Duomo di Bressanone, ricostruito in stile barocco con 33 tipologie differenti di marmo pregiato e oltre 200 metri quadrati di affreschi sul soffitto. Il vicino Palazzo Vescovile (Hofburg) conserva la memoria dei principi vescovi all’interno del Museo Diocesano, famoso per le stufe in maiolica e la collezione di presepi liturgici.
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A pochi passi dal complesso della cattedrale, il nostro sguardo è stato inevitabilmente catturato dall’elegante Torre Bianca della chiesa di San Michele Arcangelo. Con i suoi 72 metri di altezza e la caratteristica cuspide chiara, questo campanile gotico svetta fiero sul centro storico rappresentando uno dei punti di riferimento più riconoscibili dell’intera città. Abbiamo scoperto come la struttura fungesse un tempo da torre civica e di avvistamento contro gli incendi, mentre oggi continua a scandire la vita cittadina grazie alle sue bifore traforate e alla melodia del suo carillon composto da decine di campane.
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Le case colorate di Brunico e il museo di Reinhold Messner
Proseguendo nella Val Pusteria, abbiamo raggiunto Brunico. Nonostante la pioggia leggera che spesso accompagna le giornate alpine, le facciate variopinte del centro storico regalano uno spettacolo vivace e caloroso. Varcando la suggestiva Porta Ragen, una delle antiche porte d’accesso alla città medievale, ci siamo trovati immersi in un’atmosfera d’altri tempi. Questa storica porta fortificata, che collega la via principale alle dimore nobiliari dell’omonimo quartiere, conserva ancora intatto il fascino sobrio ed elegante dell’architettura pusterese, accogliendo i viaggiatori tra botteghe artigiane e raffinate boutique.
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Passeggiando lungo il corso, il nostro itinerario ci ha condotti al cospetto della Chiesa delle Orsoline, situata accanto all’antico convento e alla porta cittadina omonima. Ci siamo fermati ad ammirare la raffinata architettura in stile tardo gotico di questo complesso religioso, fondato nel XVII secolo e diventato nei secoli un fondamentale centro educativo e spirituale per l’intera vallata. L’interno della chiesa, raccolto e intriso di silenzio, racchiude preziosi altari dipinti e affreschi che testimoniano la profonda devozione e la cura artistica conservata con devozione dalle suore nel corso dei secoli.
Rivolgendo lo sguardo verso il colle, la nostra vista è stata interamente catturata dalla sagoma del Castello di Brunico, che domina dall’alto la vallata e la sottostante Chiesa di Santa Maria Assunta. Il maniero possiede un valore culturale inestimabile: ospita infatti il MMM Ripa, il quinto nodo del celebre progetto museale ideato dal leggendario alpinista Reinhold Messner. In lingua tibetana, la parola Ripa unisce i concetti di montagna e uomo; varcandone le soglie, abbiamo riscoperto un percorso espositivo interamente dedicato alle culture, alla vita quotidiana e alle tradizioni delle popolazioni montane di tutto il mondo.
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Vipiteno: la Torre delle Dodici e le dimore dei minatori
La tappa finale del nostro viaggio ci ha portati a Vipiteno, borgo situato nell’Alta Valle Isarco a 950 metri di altitudine, celebre per la sua Latteria Vipiteno fondata nel 1884. Il borgo è diviso nettamente in due dalla suggestiva Torre delle Dodici, che separa la Città Vecchia dalla Città Nuova.
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Passeggiando lungo la via centrale, tra caratteristici erker (bovindi) infiorati, abbiamo ammirato palazzi tardogotici di rara bellezza. Tra questi spiccano Casa Flamm, con i suoi affreschi porticati, Casa Geizkofler e la Casa del Giudizio, tutte testimonianze della ricchezza accumulata dagli imprenditori minerari del XV e XVI secolo. Altro punto d’interesse è il Palazzo Comunale, con la splendida Sala del Consiglio interamente rivestita in legno e la stufa in maiolica del Seicento. Nel cortile interno sono custoditi reperti romani eccezionali, come la Stele del Dio Mitra e la pietra miliare dell’anno 200 d.C., perfetta conclusione di un viaggio che ci è rimasto nel cuore.
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Rebecca Manzi
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