Perché alcuni gatti bevono l’acqua dalla zampa prima di avvicinarsi alla ciotola?



Infila una zampa nella ciotola, sposta appena la superficie e ritira il polpastrello bagnato. Poi lo lecca, con la concentrazione di chi sta completando un’operazione delicatissima. L’acqua finisce anche sul pavimento, dettaglio amministrativo che al gatto interessa molto poco.

Alcuni lo fanno una volta, giusto per controllare. Altri bevono quasi esclusivamente dalla zampa, trasformata per l’occasione in un cucchiaino peloso. Le spiegazioni più diffuse chiamano in causa le vibrisse, la profondità del recipiente, il bisogno di sorvegliare l’ambiente e la preferenza per l’acqua in movimento. Nessuna, presa da sola, vale per tutti.

Gli studi disponibili hanno analizzato soprattutto il rapporto dei gatti con ciotole, fontanelle e recipienti di forme diverse. Manca invece una prova sperimentale costruita appositamente per stabilire perché un gatto immerga la zampa prima di bere. Conviene quindi parlare di ipotesi comportamentali plausibili, osservando ciò che cambia da un animale all’altro.

La zampa mette l’acqua in movimento

Una superficie perfettamente ferma può essere difficile da distinguere, specialmente dentro una ciotola profonda, trasparente o illuminata male. Sfiorandola, il gatto produce piccole onde che rendono immediatamente visibile il livello dell’acqua. Un colpetto, due cerchi concentrici e il recipiente ha superato il primo controllo.

Il gesto può servire anche a saggiare distanza e profondità prima di abbassare il muso. Alcuni gatti, dopo avere verificato l’acqua, bevono normalmente. Altri leccano direttamente il pelo bagnato. È un sistema più lento e meno efficiente, certo, ma l’efficienza domestica raramente compare in cima alle priorità feline.

Anche la posizione della ciotola può pesare. Un recipiente incastrato in un angolo, collocato in un passaggio o condiviso con altri animali può lasciare il gatto meno tranquillo mentre tiene la testa abbassata. Le linee guida dell’American Association of Feline Practitioners e dell’International Society of Feline Medicine raccomandano risorse multiple, separate e facilmente accessibili, in luoghi nei quali il gatto possa sentirsi al sicuro e mantenere un certo controllo sull’ambiente.

Bere dalla zampa permette di restare più sollevati e di interrompere subito l’operazione. Questo legame specifico non è stato dimostrato sperimentalmente, però può spiegare perché il comportamento compaia soprattutto nelle case con più animali o davanti a ciotole sistemate in posti poco riparati.

Le vibrisse contano, la loro “fatica” molto meno

Le vibrisse sono strutture sensoriali specializzate, inserite più profondamente nella pelle rispetto ai normali peli. Aiutano il gatto a raccogliere informazioni sugli oggetti vicini, sugli spazi e sui movimenti dell’aria. È quindi possibile che alcuni animali trovino scomodo infilare il muso dentro una ciotola stretta, con i baffi continuamente premuti contro i bordi.

Da questa osservazione è nata l’espressione whisker fatigue, cioè “affaticamento delle vibrisse”. La formula ha avuto una carriera brillante sulle confezioni delle ciotole larghe e basse. In laboratorio, parecchio meno.

Uno studio pubblicato sul Journal of Feline Medicine and Surgery ha confrontato il comportamento di 38 gatti davanti alla ciotola abituale e a un modello commerciale progettato per evitare il contatto con le vibrisse. Gli animali non hanno mangiato quantità maggiori, trascorso più tempo sul cibo o lasciato cadere meno bocconi usando il recipiente largo. Ventiquattro gatti su 38 lo hanno comunque preferito quando potevano scegliere.

La preferenza esisteva dunque in una parte del campione, mentre i segnali attribuiti alla cosiddetta fatica delle vibrisse non sono emersi. Lo studio riguardava inoltre il cibo, non l’acqua. Applicarne automaticamente i risultati al gatto che bagna la zampa richiede un piccolo salto, lo stesso compiuto spesso dal marketing con notevole agilità.

Offrire una ciotola larga, bassa e stabile rimane comunque una prova semplice. Se il gatto smette di pescare l’acqua e torna a bere direttamente, avrà espresso il proprio parere. Senza compilare il questionario di soddisfazione.

La fontanella piace ad alcuni gatti, la ciotola ad altri

Muovere l’acqua può anche renderla più interessante. Succede spesso con i cuccioli e con i gatti che inseguono le gocce, aspettano davanti al rubinetto o osservano ogni riflesso come se custodisse un segreto di Stato. In questi casi la zampa serve per avviare il gioco, mentre bere arriva dopo. Talvolta parecchio dopo, quando il pavimento è già coinvolto.

Da qui deriva l’idea che tutti i gatti preferiscano l’acqua corrente. Gli esperimenti restituiscono abitudini molto più individuali.

In uno studio condotto su gatti adulti sani, 14 animali hanno completato il confronto tra acqua ferma, acqua circolante e acqua in caduta libera. Nel complesso, il tipo di recipiente non ha prodotto differenze apprezzabili nel consumo. Soltanto tre gatti hanno mostrato una preferenza statisticamente significativa: ciascuno ha scelto un sistema diverso. Uno l’acqua circolante, uno quella in caduta, il terzo la normale acqua ferma. Anche davanti all’abbeveratoio, il fronte felino rimane compatto quanto una riunione di condominio.

Un precedente esperimento su 13 gatti di famiglia aveva registrato un consumo leggermente superiore con la fontanella, senza una riduzione significativa della concentrazione delle urine. Uno degli animali aveva inoltre rifiutato la fontana e manifestato vomito e leccamento eccessivo del pelo durante il periodo di prova. Gli autori conclusero che il dispositivo non aveva aumentato in modo sostanziale l’assunzione d’acqua.

La fontanella può piacere, intrattenere e incoraggiare alcuni gatti a bere. Per altri è soltanto un elettrodomestico che gorgoglia senza essere stato consultato. La scelta più utile consiste nell’offrire più punti d’acqua, recipienti puliti e stabili e, quando possibile, alternative diverse.

Quando la zampa smette di essere una stranezza

Un gatto che beve dalla zampa da anni, mantiene il proprio peso e non mostra altri cambiamenti sta probabilmente seguendo una preferenza consolidata. Si può provare a spostare la ciotola, scegliere un recipiente più largo oppure aggiungere una seconda fonte d’acqua. Se continua, avrà semplicemente deciso che quello è il suo metodo. La casa si adeguerà con uno strofinaccio.

Serve invece attenzione quando il comportamento compare all’improvviso insieme a una sete molto più intensa. Ciotole svuotate rapidamente, maggiore produzione di urina, dimagrimento, appetito alterato, vomito o debolezza meritano una valutazione veterinaria.

Il Cornell Feline Health Center indica tra le possibili cause di una perdita eccessiva di acqua e di un aumento compensatorio della sete la malattia renale cronica, il diabete, l’ipertiroidismo, il vomito e la diarrea. Diabete e ipertiroidismo possono inoltre accompagnarsi a maggiore produzione di urina, variazioni dell’appetito e perdita di peso.

Finché il livello nella ciotola scende come sempre e il gatto resta quello di sempre, il polpastrello bagnato è soltanto una delle sue procedure interne. Se aumenta la sete, il gesto cambia peso: il pavimento può aspettare, il veterinario no.

 

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 Ilaria Rosella Pagliaro

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