Il validatore va ancora sfiorato prima di salire. Il conto, invece, per chi vive a Porto può fermarsi a zero euro. Dal 10 luglio i residenti della città portoghese possono viaggiare gratuitamente sui trasporti pubblici di tutta l’Area Metropolitana grazie al nuovo Passe Metropolitano Gratuito associato al Cartão Porto. Metro, autobus STCP e Unir, treni urbani CP, tram e, quando sarà operativo, anche il collegamento fluviale Porto-Gaia: il titolo è annuale, senza limite di viaggi e senza ricariche mensili.
È una di quelle misure talmente semplici da spiegare che quasi sorprende: vivi a Porto, hai diritto alla carta comunale, il trasporto pubblico diventa un servizio gratuito. Il Comune mette i soldi, il residente mette la tessera sul lettore e può attraversare anche i confini cittadini continuando a viaggiare nell’intera area metropolitana. Per una volta l’invito a lasciare l’automobile a casa arriva accompagnato da qualcosa di più concreto di una campagna con una bicicletta sorridente sulla locandina.
Un abbonamento gratuito, davvero
Il nuovo pass è destinato agli over 23 titolari del Cartão Porto.; bambini e giovani tra i 4 e i 23 anni continuano invece a utilizzare il Passe Jovem, già gratuito. La carta comunale può essere richiesta da chi ha il domicilio fiscale a Porto e anche dagli studenti che vivono e studiano in città pur mantenendo il domicilio fiscale altrove. Chi risiede a Porto e lavora in un altro comune può utilizzare il titolo per raggiungere il posto di lavoro, perché la copertura comprende tutta l’Area Metropolitana.
Anche l’adesione è stata costruita per evitare il piccolo calvario burocratico che spesso accompagna le agevolazioni pubbliche. Chi possiede già un Cartão Porto. con chip può aggiornarlo in una biglietteria Andante o presso un agente Payshop; chi ha una carta senza chip può attivare il servizio attraverso il portale. Il Comune di Porto ha inoltre previsto la richiesta online per chi deve ancora ottenere la tessera. Il rinnovo arriverà dopo un anno, verificando che il requisito della residenza sia ancora presente.
Dietro lo zero sul conto del passeggero c’è naturalmente un investimento pubblico. Lo studio che accompagna la misura stima un costo annuo massimo nell’ordine dei 20,5 milioni di euro. Il meccanismo scelto dal Comune contiene però una precauzione interessante: la compensazione viene legata alle validazioni effettive e ha come tetto il valore del normale abbonamento metropolitano, invece di riconoscere automaticamente la stessa cifra per ogni avente diritto. Insomma, il Comune paga l’utilizzo reale fino al limite previsto dal pass. Una gratuità finanziata, quindi, e con i tornelli che fanno anche da contabili.
A Roma il residente paga ancora 250 euro l’anno
Il confronto con Roma viene quasi da solo. Nella Capitale un residente che utilizza regolarmente autobus, tram, metropolitana e ferrovie urbane può acquistare l’abbonamento annuale Metrebus Roma a 250 euro. Il mensile personale costa invece 35 euro. Sono tariffe relativamente contenute per chi usa i mezzi tutti i giorni, soprattutto scegliendo l’annuale, però rimangono una voce del bilancio familiare che a Porto è appena scomparsa.
E appena ci si sposta oltre i confini di Roma la cifra sale. Gli abbonamenti annuali Metrebus Lazio che comprendono la zona di Roma partono da 404 euro per le zone A-B e aumentano secondo la distanza, fino a 688,40 euro per le fasce più estese. Porto ha scelto esattamente la direzione opposta: il residente parte dalla città e continua a usare gratuitamente la rete metropolitana anche quando il suo viaggio termina in un altro comune.
Le dimensioni di Roma renderebbero un’operazione simile molto più costosa. Questo è evidente e i due bilanci comunali non possono essere sovrapposti con la calcolatrice in mano. La scelta portoghese rimane però interessante proprio sul piano politico: una parte delle risorse per la mobilità viene utilizzata per abbattere direttamente il prezzo percepito dalle persone. Se il problema è convincere qualcuno a prendere il mezzo pubblico più spesso, togliere l’abbonamento dalla lista delle spese mensili è un incentivo piuttosto difficile da fraintendere.
In Italia la gratuità arriva soprattutto per categorie
L’Italia, sia chiaro, qualche esperimento interessante ce l’ha. A Bologna il Comune ha costruito un sistema molto ampio di agevolazioni: nel 2026 ha ricordato che studenti e studentesse bolognesi viaggiano gratuitamente sugli autobus e che per residenti con ISEE sotto i 35 mila euro e over 70 sono previste riduzioni importanti. Secondo l’amministrazione, il 97% degli utenti dell’abbonamento annuale urbano o extraurbano accede ormai a una tariffa gratuita o agevolata.
A Genova esistono invece forme di gratuità rivolte agli over 70 residenti nell’area metropolitana, con specifiche fasce orarie. Sono politiche utili e possono incidere parecchio sulla mobilità delle persone che ne beneficiano. Il modello portoghese fa però un passo ulteriore: usa la residenza come criterio principale e apre il servizio agli adulti indipendentemente dal reddito.
La differenza si vede soprattutto nel messaggio. Le agevolazioni italiane dicono spesso: se appartieni a questa categoria, ti aiutiamo a sostenere il costo del trasporto. Porto ha deciso di dire ai propri residenti una cosa diversa: questo viaggio lo paga la città.
Porto prova a togliere una buona ragione per usare l’auto
La gratuità da sola non fa comparire una metropolitana sotto casa e non moltiplica le corse nelle ore di punta. Frequenza, affidabilità e capienza continuano a pesare sulla scelta di chi ogni mattina deve arrivare al lavoro in orario. Porto, intanto, ha eliminato una barriera immediata e molto concreta: quanto costa provarci ogni giorno.
Ed è qui che l’iniziativa merita attenzione anche da questa parte d’Europa. In Italia spendiamo miliardi per nuove linee, autobus, tram, ferrovie e rinnovo delle flotte; il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti continua a finanziare interventi sul trasporto rapido di massa e sul materiale rotabile. Porto aggiunge un altro pezzo al ragionamento: dopo aver costruito il servizio bisogna anche rendere conveniente usarlo.
Per un residente, la differenza tra un mezzo pubblico da prendere “quando conviene” e uno che hai già pagato con le tasse può diventare enorme. Una fermata di metro per andare al lavoro, un autobus per raggiungere il centro, un treno per spostarsi fuori città cessano di essere piccole decisioni economiche ripetute ogni giorno.
A Roma l’annuale da 250 euro rimane sul listino. A Porto, dal 10 luglio, per chi vive in città quella voce può essere cancellata. Se l’obiettivo è avere meno automobili in strada, è quantomeno un ottimo posto da cui cominciare.
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Ilaria Rosella Pagliaro
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