Sono tornati a correre sulla sabbia della spiaggia di Pinedo, a Valencia, montati senza sella lungo un tracciato di 700 metri. Anche nel 2026 si rinnovano le Corregudes de Joies, una manifestazione equestre con oltre 180 anni di storia che continua a essere difesa in nome della tradizione, ma che solleva interrogativi sempre più difficili da ignorare sul benessere dei cavalli coinvolti.

Perché dietro l’immagine folkloristica di una corsa sulla spiaggia resta un dato molto concreto: sono gli animali a sostenere lo sforzo fisico della competizione, lanciati ad alta velocità su un terreno sabbioso, in pieno agosto e davanti a centinaia di spettatori.

Le prime gare dell’edizione 2026 si disputano proprio oggi, martedì 11 agosto, a partire dalle 18, nella zona della Creu de la Conca. Domani, invece, la manifestazione si fermerà eccezionalmente per l’eclissi totale di Sole del 12 agosto, visibile anche da Valencia.

La coincidenza tra il fenomeno astronomico e l’orario delle gare ha portato gli organizzatori a sospendere per un giorno la competizione per ragioni di sicurezza legate a partecipanti, squadre e pubblico. Le corse riprenderanno giovedì 13 agosto e proseguiranno venerdì 14, quando è prevista la consegna dei trofei.

Cavalli lanciati per 700 metri sulla sabbia

Il funzionamento delle Corregudes de Joies è rimasto pressoché invariato nel tempo. Cavalieri e amazzoni si affrontano a coppie lungo circa 700 metri di spiaggia, montando i cavalli senza sella.

Ed è proprio il terreno a rappresentare uno degli aspetti più controversi della manifestazione. Correre sulla sabbia significa infatti affrontare una superficie diversa da una pista e che può richiedere uno sforzo maggiore agli arti e alla muscolatura dell’animale, soprattutto quando la velocità aumenta.

A questo si aggiungono il periodo dell’anno, il caldo potenzialmente intenso di agosto, il rumore, la presenza del pubblico e la stessa pressione della competizione. Tutti fattori che rendono difficile ridurre il tema del benessere animale alla semplice presenza di una visita veterinaria prima della gara.

Il premio che dà il nome alla manifestazione è la joia, un fazzoletto di seta legato a una corona d’alloro. Secondo la tradizione, la corsa nacque tra gli agricoltori dell’orto valenciano, che si sfidavano per dimostrare la velocità dei propri cavalli da lavoro; chi vinceva conquistava la joia, che avrebbe poi donato alla persona amata. Quel contesto, però, non esiste più.

I cavalli da lavoro hanno lasciato spazio ad animali impiegati per la competizione e la sfida, da pratica legata alla vita rurale, è diventata uno spettacolo pubblico. È rimasta invece la corsa sulla sabbia, proprio l’elemento più spettacolare per gli spettatori e allo stesso tempo quello che merita maggiore attenzione dal punto di vista degli animali.

I controlli veterinari non chiudono la questione

L’edizione 2026 è iniziata lunedì 10 agosto con la preparazione della pista, il peso dei cavalli, la revisione veterinaria e i primi allenamenti.

La presenza di controlli sanitari prima della competizione è certamente necessaria, ma non basta da sola a rispondere alle critiche rivolte alla manifestazione. Stabilire che un animale è idoneo a gareggiare in un determinato momento non significa infatti eliminare automaticamente lo stress e il carico fisico legati alla corsa.

La questione sollevata da anni dalle associazioni animaliste riguarda proprio la natura stessa dell’evento: cavalli utilizzati in una competizione ad alta velocità, sulla spiaggia e in condizioni ambientali che in agosto possono essere particolarmente impegnative.

Le Corregudes sono organizzate dall’Associació Corregudes de Joies i Sant Antoni Abad de Pinedo, con la collaborazione dell’Ajuntament de València, dell’amministrazione locale e della Fundación Deportiva Municipal. Fanno parte della Festa Grossa in onore della Virgen del Rosario e ogni estate richiamano sulla spiaggia numerosi residenti e visitatori.

Oltre 180 anni di storia, ma la tradizione basta?

Le istituzioni valenciane presentano le Corregudes de Joies come una delle tradizioni più caratteristiche di Pinedo. La manifestazione avrebbe più di 180 anni di storia e dal 2022 è riconosciuta dalla Generalitat Valenciana come Fiesta de Interés Turístico Provincial.

Ma è proprio il richiamo alla tradizione a rendere inevitabile una domanda: il fatto che una pratica venga ripetuta da generazioni è sufficiente per considerarla ancora accettabile quando coinvolge animali sottoposti a uno sforzo per l’intrattenimento del pubblico?

Negli anni le associazioni per la tutela animale hanno contestato più volte le condizioni delle corse, richiamando l’attenzione sul possibile stress fisico ed emotivo dei cavalli e, in particolare, sullo sforzo richiesto da una gara veloce sulla sabbia nel pieno dell’estate.

Il punto non è negare l’esistenza di una storia o il valore identitario che una parte della comunità attribuisce alla manifestazione. È chiedersi se quella storia debba necessariamente continuare a essere riprodotta nello stesso modo.

Molte tradizioni sono cambiate proprio perché è cambiata la nostra sensibilità nei confronti degli animali. Il riconoscimento culturale di una festa, quindi, non dovrebbe trasformarsi in una zona franca nella quale il tema del loro benessere passa automaticamente in secondo piano.

Nel 2026 le corse si fermano per l’eclissi

Quest’anno le Corregudes conosceranno almeno una pausa insolita. Il 12 agosto 2026 la Spagna sarà attraversata da un’eclissi totale di Sole, visibile anche dalla Comunità Valenciana. La coincidenza tra il fenomeno astronomico e l’orario previsto per le gare ha portato gli organizzatori a sospendere la giornata di mercoledì per garantire la sicurezza di partecipanti, squadre e spettatori.

Per un giorno, dunque, i cavalli non correranno, le competizioni riprenderanno il 13 agosto, mentre venerdì 14 si terranno le ultime sfide e la consegna dei trofei.

Una sospensione eccezionale dovuta a un evento astronomico, mentre resta ancora aperta la questione più ampia: se una corsa di cavalli sulla sabbia, organizzata come spettacolo e mantenuta in nome di una tradizione ultracentenaria, sia ancora compatibile con un’idea moderna di tutela e rispetto degli animali.

Fonte: Fdmvalencia.es

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 Redazione GreenMe

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