Contratti regolari, retribuzioni adeguate, orari trasparenti e maggiori garanzie sulla sicurezza. Sono questi gli obiettivi del protocollo d’intesa siglato a Firenze dal Comune, dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, con le rispettive categorie di riferimento, e da AIGAB, l’Associazione italiana gestori affitti brevi. L’accordo punta a contrastare il lavoro irregolare e lo sfruttamento nella filiera degli affitti turistici, tutelando chi si occupa delle pulizie, del trasporto della biancheria, della manutenzione degli appartamenti e dell’accoglienza degli ospiti.
La firma è arrivata dopo l’approvazione in giunta della delibera presentata dagli assessori Dario Danti, con delega al lavoro, e Jacopo Vicini, assessore allo sviluppo economico e al turismo. Il protocollo intende estendere le garanzie a tutte le persone impiegate nel settore, comprese quelle che lavorano per conto di imprese esterne incaricate dai gestori o dai proprietari degli immobili.
“Chi pulisce gli appartamenti turistici, trasporta la biancheria e accoglie gli ospiti ha diritto a contratti corretti, retribuzioni adeguate e sicurezza – ha dichiarato Danti, sottolineando che – ogni ora svolta deve essere riconosciuta e pagata, e il ricorso agli appalti non deve ridurre le tutele”. L’assessore ha evidenziato la necessità di rafforzare la collaborazione con sindacati e gestori per affrontare le segnalazioni, far emergere le irregolarità e favorire la regolarizzazione dei rapporti di lavoro.
Per Vicini, il rispetto delle regole deve riguardare l’intera filiera degli affitti brevi, compresi i servizi affidati a soggetti esterni. “Con questo protocollo il Comune chiede ai gestori un impegno preciso anche sulle attività affidate a imprese esterne: conoscere i fornitori, verificare la regolarità contributiva e retributiva e prevedere compensi che consentano di rispettare i contratti”, ha spiegato l’assessore, indicando nella trasparenza e nella tutela degli operatori regolari due obiettivi centrali dell’intesa.
Anche AIGAB ha espresso il proprio sostegno all’accordo. Il presidente Marco Celani ha dichiarato: “Siamo felici di fare la nostra parte per un monitoraggio condiviso della correttezza dei rapporti di lavoro nella filiera, anche nei servizi affidati a imprese esterne”. Celani ha aggiunto che “tutelare i lavoratori significa tutelare anche gli operatori che rispettano le regole”, indicando nella professionalizzazione del settore uno strumento per migliorare la legalità e le condizioni occupazionali.
Soddisfazione è stata espressa anche dalle organizzazioni sindacali, che da tempo segnalano criticità soprattutto nelle attività di pulizia e nei servizi operativi legati agli appartamenti turistici. Cgil Firenze, Filcams Cgil Firenze e Nidil Cgil Firenze definiscono l’accordo “uno strumento importante per dare diritti e dignità a un lavoro troppo spesso invisibile e sfruttato” e lo indicano come il primo protocollo di questo tipo in Italia, arrivato dopo lo sciopero del settore dell’ottobre 2025. Le sigle sottolineano inoltre l’importanza di responsabilizzare i committenti lungo tutta la catena degli appalti e annunciano il potenziamento del progetto di sindacato di strada rivolto anche alle comunità di lavoratrici e lavoratori stranieri.
Per Cisl Fi-Po e Fisascat Cisl Fi-Po, l’intesa stabilisce un riferimento per il settore: “Chi aderisce a questo protocollo sceglie la legalità e contratti veri, orari trasparenti e sicurezza per chi pulisce e gestisce gli appartamenti turistici”. Uil Toscana e Uil Trasporti Toscana evidenziano invece che “il turismo legato agli affitti brevi non può produrre ricchezza a scapito dei diritti di chi lavora”, chiedendo che agli impegni sottoscritti seguano interventi concreti per garantire occupazione di qualità, sicurezza e dignità.
Secondo le stime delle associazioni di rappresentanza riportate nel documento, la gestione professionale delle locazioni turistiche brevi a Firenze coinvolge circa 2.000 addetti, oltre la metà dei quali impiegati nell’indotto delle pulizie. Le principali criticità segnalate riguardano la regolarità dei rapporti di lavoro, la corretta registrazione delle ore svolte e il rispetto dei contratti, in particolare per chi opera negli appartamenti attraverso imprese esterne.
Il protocollo prevede l’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e dei relativi accordi territoriali. Stabilisce inoltre che i rapporti di lavoro siano correttamente inquadrati e che gli orari effettivi vengano rilevati, così da riconoscere anche le prestazioni supplementari e straordinarie. Per registrare le attività svolte nei diversi immobili potranno essere utilizzati strumenti digitali, nel rispetto della privacy e delle garanzie dei lavoratori.
Una parte dell’accordo è dedicata alla sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione alla movimentazione dei carichi, all’impiego dei prodotti per le pulizie e all’organizzazione delle attività durante le allerte meteo. Sono previsti anche possibili momenti di formazione e materiali informativi in più lingue.
Sul fronte degli appalti, i corrispettivi dovranno essere adeguati a sostenere i costi del lavoro e saranno previste verifiche sulla regolarità contributiva e retributiva delle imprese coinvolte. Gli eventuali subappalti dovranno essere autorizzati in modo espresso e motivato. I committenti dovranno inoltre predisporre e aggiornare un elenco dei fornitori, indicando gli appartamenti nei quali ciascuna impresa svolge la propria attività.
Il documento stabilisce anche una procedura per affrontare le segnalazioni sindacali: entro quindici giorni dalla comunicazione, salvo comprovati impedimenti organizzativi, dovrà essere promosso un confronto con il gestore o il proprietario interessato e con le eventuali imprese coinvolte, per verificare le condizioni di lavoro e favorire la regolarizzazione. Le questioni che non troveranno soluzione e le possibili violazioni saranno trasmesse agli organismi competenti.
L’intesa si inserisce nel quadro degli strumenti comunali di contrasto al lavoro irregolare. Il regolamento del Comune di Firenze prevede già la decadenza dell’autorizzazione in caso di impiego di lavoro irregolare accertato dalle autorità competenti con un provvedimento definitivo. Il nuovo protocollo punta a rafforzare la prevenzione e il confronto tra le parti, estendendo l’attenzione alle condizioni di lavoro lungo l’intera filiera degli affitti brevi.
Foto comunicato Comune di Firenze
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