sedici affitti conclusi per trattenere lavoratori e professionalità – Valledaostaglocal.it


Trovare un alloggio è diventato uno dei passaggi più difficili per chi vuole costruirsi un futuro ad Aosta, anche quando ha un lavoro stabile, un reddito adeguato e tutte le condizioni per inserirsi nella comunità. È su questo nodo, che intreccia mercato immobiliare, occupazione e coesione sociale, che si concentra Habita Aosta, il progetto con cui il Comune cerca di rendere più accessibile il mercato privato degli affitti e impedire che la carenza di soluzioni abitative finisca per allontanare dalla città persone di cui il sistema economico ha bisogno.

Avviata il 1° settembre 2025 nell’ambito del programma europeo LGNet, l’iniziativa ha accompagnato 100 persone nel primo anno di attività. Al 14 ottobre, il bilancio comprende 63 persone singole, 20 nuclei familiari, quattro dei quali monoparentali e per la maggior parte con figli minorenni, e sei studenti lavoratori. Tra i beneficiari figurano 46 persone con un contratto a tempo indeterminato, 23 lavoratori stagionali con un impiego continuativo e quattro persone inserite in percorsi di apprendistato della durata compresa tra tre e cinque anni.

Numeri che raccontano una realtà precisa: il problema abitativo non riguarda soltanto chi si trova in condizioni di fragilità economica, ma coinvolge anche persone che lavorano e contribuiscono alla vita produttiva della città, senza riuscire necessariamente a trovare un appartamento in affitto. Una difficoltà che, se non affrontata, rischia di trasformarsi in un freno all’attrattività del territorio e alla capacità delle imprese di reperire e trattenere personale.

«Con Habita Aosta vogliamo affrontare in modo concreto il problema della casa nella nostra città», spiega l’assessore alle Politiche sociali, ai Presidi di comunità e alla coesione, Marco Gheller. Il progetto, precisa, si rivolge al mercato privato e a persone che «lavorano, hanno un reddito adeguato e sono già inserite nella società, ma incontrano difficoltà nel trovare un alloggio». Non si tratta, quindi, di un intervento di edilizia residenziale pubblica, bensì di uno strumento che prova a facilitare l’incontro tra chi cerca casa e chi dispone di un immobile da affittare, coinvolgendo istituzioni, proprietari e agenzie immobiliari.

La posta in gioco, secondo l’assessore, va oltre la risposta al singolo bisogno abitativo. «Se vogliamo che Aosta continui a essere una città in cui si vive e si lavora, dobbiamo creare condizioni perché chi contribuisce alla sua crescita possa restarci. Non possiamo permetterci di perdere competenze e professionalità perché manca una casa». È un richiamo alla dimensione economica e sociale dell’emergenza abitativa: la disponibilità di alloggi a prezzi e condizioni accessibili incide sulla possibilità di stabilirsi in città, sulla continuità occupazionale e, più in generale, sulla capacità del territorio di mantenere le proprie risorse umane.

Sul fronte operativo, Habita Aosta ha contattato 157 alloggi e coinvolto 20 agenzie immobiliari, arrivando alla conclusione di 16 contratti di locazione, sei dei quali fuori dal territorio comunale, grazie al coinvolgimento dei Comuni della Plaine. A questi risultati si aggiungono due rinnovi contrattuali. Sono state inoltre avviate collaborazioni con l’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari e con la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali della Valle d’Aosta, nella prospettiva di allargare la rete di soggetti disponibili a contribuire alla ricerca di soluzioni abitative.

L’intervento non si esaurisce nell’individuazione di un appartamento. Gli operatori accompagnano i beneficiari nella stipula dei contratti e favoriscono il rapporto tra inquilini, proprietari e agenzie, offrendo un supporto che può contribuire a prevenire difficoltà e incomprensioni nella gestione della locazione. In questo modo, il progetto cerca di intervenire anche su quelle resistenze e criticità che possono ostacolare l’accesso al mercato immobiliare, lavorando sulla fiducia e sulla costruzione di rapporti più solidi tra le parti.

Un’altra esperienza in corso riguarda il co-housing, sperimentato in un appartamento preso in locazione dal Comune di Aosta. La soluzione coinvolge tre nuclei familiari, per un totale di cinque adulti e tre minori, e rappresenta un tentativo di ampliare le possibilità di risposta attraverso forme di condivisione degli spazi abitativi. Una strada che potrà essere valutata anche alla luce dei bisogni emergenti e della disponibilità effettiva di alloggi sul territorio.

A dare continuità all’iniziativa è arrivata la proroga ministeriale, che consente di proseguire le attività fino al 31 dicembre 2028. Contestualmente, la dotazione economica sale da 600.000 a 920.190 euro, ampliando le risorse a disposizione per consolidare il lavoro avviato e sviluppare ulteriori strumenti. Il Comune di Aosta partecipa al programma insieme ad altre 21 città, ad ANCI e a Cittalia, attraverso la co-progettazione con le cooperative sociali La Sorgente, L’Esprit à l’Envers ed En.AIP Vallée d’Aoste.

La prospettiva, nelle intenzioni dell’amministrazione, è passare da una prima fase di sperimentazione a un sistema più strutturato di collaborazione con il mercato immobiliare. «La proroga ci permette di consolidare il lavoro avviato e sperimentare nuove soluzioni», afferma Gheller, indicando tra le priorità l’ampliamento delle collaborazioni, il coinvolgimento di nuovi proprietari e la semplificazione dell’incontro tra domanda e offerta. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’esperienza in uno strumento stabile, capace di produrre benefici tanto per le persone quanto per la città.

Tra le prossime iniziative sono previste una piattaforma digitale per agevolare l’incontro tra chi cerca un alloggio e chi intende affittarlo, oltre alla possibilità di finanziare gratuitamente piccoli interventi di manutenzione ordinaria negli appartamenti. Una misura che potrebbe offrire un incentivo concreto ai proprietari, riducendo alcuni ostacoli alla messa a disposizione degli immobili e migliorando, al tempo stesso, le condizioni abitative.

Resta naturalmente la sfida di fondo: i risultati del progetto dimostrano che un’attività di accompagnamento può favorire l’accesso alla locazione, ma la capacità di incidere in modo significativo sul problema dipenderà anche dalla disponibilità reale di appartamenti, dai costi degli affitti e dalla collaborazione del mercato privato. Habita Aosta non può, da solo, risolvere tutte le criticità abitative della città, ma mette in evidenza un aspetto sempre più centrale per il futuro del capoluogo: la casa non è soltanto una questione sociale, è anche una condizione necessaria per sostenere il lavoro, attrarre competenze e mantenere viva la comunità. Per Aosta, riuscire a trattenere chi già lavora sul territorio significa investire non solo nell’inclusione, ma anche nella tenuta del proprio tessuto economico e nella possibilità di continuare a crescere.

pi.mi.


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