Venicepromex e Camera di Commercio aprono nuove prospettive per il Made in Italy


In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, rallentamenti economici e nuovi equilibri commerciali, il Forum Sud-Est Asiatico organizzato da Venicepromex a CastelBrando ha acceso i riflettori sulle opportunità offerte dai mercati asiatici alle imprese venete.

L’iniziativa ha riunito istituzioni, rappresentanti del sistema camerale e operatori provenienti da diversi Paesi dell’area asiatica con l’obiettivo di favorire nuovi rapporti commerciali e accompagnare le imprese verso percorsi di internazionalizzazione sempre più strutturati.

Secondo il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno Dolomiti, Mario Pozza, il Sud-Est asiatico rappresenta oggi una delle aree più interessanti per le aziende italiane grazie a due fattori fondamentali: la dimensione dei mercati e l’attrattività del Made in Italy: “Parliamo di mercati enormi, caratterizzati da una popolazione molto numerosa e da un forte interesse verso i prodotti italiani”, ha spiegato Pozza, citando in particolare Paesi come India, Cina, Giappone e Australia. “Offrire agli imprenditori una visione chiara di queste opportunità è un dovere del sistema camerale e delle istituzioni che accompagnano le imprese nei percorsi di sviluppo internazionale”.

Per il presidente, la situazione attuale impone alle aziende di guardare oltre i mercati tradizionali. Le difficoltà che interessano alcune economie occidentali, l’incertezza legata ai dazi e le tensioni geopolitiche stanno infatti spingendo molte imprese a valutare nuove destinazioni commerciali.

Pozza ha evidenziato come l’Australia, favorita anche dai nuovi accordi commerciali con l’Unione Europea, e l’India, grazie al rafforzamento delle relazioni economiche con l’Italia, rappresentino opportunità concrete per diversi comparti produttivi. Particolare interesse è stato riscontrato nei settori dell’arredamento, del design e della meccanica, eccellenze storiche del tessuto produttivo veneto: “La distanza geografica non deve più essere considerata un ostacolo”, ha sottolineato. “Oggi esistono strumenti, collegamenti e servizi che consentono alle imprese di affrontare questi mercati con maggiore sicurezza. L’importante è arrivare preparati e conoscere bene il contesto in cui si opera”.

Un supporto che, secondo Pozza, viene garantito dalla rete delle Camere di Commercio italiane all’estero, dai loro rappresentanti presenti stabilmente nei vari Paesi e dalla collaborazione con organismi come ICE, SACE e SIMEST.

Nel suo intervento, l’amministratore delegato di Venicepromex, Franco Conzato, ha posto l’accento sulla necessità di adottare nuove strategie commerciali in un contesto globale sempre più instabile: “Per molti anni le imprese italiane hanno avuto come principali mercati di riferimento l’Europa e il Nord America. Oggi gli equilibri economici stanno cambiando e questo rende indispensabile diversificare”, ha affermato.

Secondo Conzato, le aziende non possono più permettersi di dipendere da un solo mercato. La crescente instabilità internazionale impone infatti di distribuire i rischi e di esplorare nuove aree di sviluppo.

La presenza a CastelBrando di operatori provenienti da Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Cina, Australia, Thailandia e Filippine è stata interpretata come un segnale concreto dell’interesse che questi Paesi nutrono verso il sistema produttivo italiano e veneto: “Il baricentro dell’economia mondiale si sta progressivamente spostando verso l’Asia”, ha osservato: “Parliamo di Paesi con centinaia di milioni di abitanti, una popolazione mediamente giovane e una crescente capacità di spesa. Sono i consumatori del futuro e il Made in Italy continua a godere di una reputazione molto forte”.

Un altro tema affrontato da Conzato riguarda la qualità delle informazioni disponibili per le imprese che intendono esportare. In un’epoca caratterizzata dalla diffusione di notizie non verificate e possibili tentativi di frode commerciale, diventa fondamentale affidarsi a fonti ufficiali: “Le piccole e medie imprese non sempre dispongono degli strumenti necessari per verificare autonomamente la correttezza delle informazioni. Per questo il nostro compito è quello di creare una sorta di rete di protezione attraverso il sistema camerale italiano all’estero e la collaborazione con gli uffici ICE presenti nei vari mercati”.

L’amministratore delegato ha inoltre sottolineato l’importanza della capacità di presentarsi efficacemente ai potenziali partner stranieri. Un company profile completo, chiaro e professionale rappresenta spesso il primo passo per costruire relazioni commerciali solide.

Altro elemento centrale è la creazione di occasioni di incontro mirate. “Gli appuntamenti organizzati durante il Forum non sono casuali. I profili delle aziende e dei buyer sono stati analizzati e selezionati preventivamente. Questo consente agli imprenditori di ottimizzare il proprio tempo e di confrontarsi con interlocutori realmente interessati”.

Conzato ha infine ricordato che eventi come il Forum rappresentano soltanto l’inizio di un percorso. “I rapporti commerciali si costruiscono nel tempo. Questi incontri sono un acceleratore di relazioni che dovranno poi essere coltivate e sviluppate”.

A rendere ancora più attrattiva l’iniziativa contribuisce anche il contesto in cui si svolge. CastelBrando e le Colline del Prosecco patrimonio UNESCO rappresentano infatti un ulteriore elemento di valorizzazione del territorio e del sistema produttivo locale.

A chiudere il quadro è stato Domenico Mauriello, segretario generale di Assocamerestero, che ha evidenziato il ruolo strategico svolto dalla rete delle Camere di Commercio italiane all’estero: “La nostra presenza nel mondo funziona come una vera e propria intelligence economica a supporto delle imprese e delle istituzioni”, ha spiegato. “In un periodo di cambiamenti così rapidi è fondamentale comprendere quali mercati si stanno chiudendo e quali invece stanno offrendo nuove opportunità”.

Assocamerestero può contare su una rete composta da 86 punti operativi in 64 Paesi e su 14 Camere di Commercio italiane presenti in dieci dei Paesi coinvolti nel Forum.

Secondo Mauriello, l’obiettivo è accompagnare soprattutto le piccole imprese nella diversificazione dei mercati e nell’accesso a destinazioni che fino a pochi anni fa apparivano difficilmente raggiungibili.

Tra le aree più interessanti ha indicato l’India, favorita sia dai negoziati con l’Unione Europea sia dal ruolo crescente come hub manifatturiero internazionale. Opportunità importanti emergono anche dalla Cina sul fronte delle tecnologie e dai mercati asiatici più sviluppati, come Corea del Sud e Giappone, dove il valore del Made in Italy continua a essere fortemente riconosciuto.

Mauriello ha infine sottolineato come la frammentazione del sistema produttivo italiano renda fondamentale il lavoro di rete tra imprese, istituzioni e associazioni: “Molte aziende italiane sono di piccole dimensioni e da sole avrebbero difficoltà ad affrontare mercati complessi. Fare sistema, creare aggregazioni e sviluppare progetti condivisi rappresenta spesso la chiave per competere a livello internazionale”.

Il messaggio emerso dal Forum è chiaro: in uno scenario globale in continua evoluzione, la capacità di diversificare, informarsi correttamente e costruire relazioni solide sarà sempre più determinante per il futuro delle imprese venete sui mercati internazionali.

(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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 Mihaela Condurache

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