Sono quasi 623mila le entrate programmate dalle imprese nel mese di giugno, mentre nel periodo giugno-agosto il fabbisogno complessivo raggiunge 1,5 milioni di contratti. Rispetto allo stesso mese del 2025 si registra una flessione di circa 15mila unità (-2,3%), mentre nel trimestre la riduzione è pari a circa quasi 42mila entrate (-2,6%).
Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro rimane elevato: nel mese di giugno risulta difficile reperire il 42% dei profili ricercati, una quota in lieve diminuzione rispetto alle precedenti rilevazioni ma ancora significativa. Si consolida la domanda di giovani: 190mila le entrate destinate agli under 30. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che elabora le previsioni occupazionali per il mese di giugno.
Il settore industriale programma 134mila entrate nel mese e 349mila nel trimestre giugno agosto. All’interno dell’industria, il manifatturiero continua a rappresentare la componente principale della domanda, con opportunità concentrate nei comparti della meccanica ed elettronica (19mila nel mese e 49mila nel trimestre), della metallurgia (14mila e 36 mila), dell’alimentare (16mila e 58mila) e del tessile abbigliamento e calzature (8mila e 17mila), che mostrano una domanda sostenuta. Le costruzioni prevedono quasi 51mila ingressi nel mese e 127mila nel trimestre. Il settore dei servizi programma 445mila entrate a giugno e oltre 1 milione nel trimestre. In particolare, la filiera dei servizi di alloggio e ristorazione e dei servizi turistici concentra 173mila ingressi nel mese e 390mila nel trimestre, confermando un peso rilevante nel sistema occupazionale. Seguono il commercio con 78mila e 199 mila ingressi e i servizi alle persone, che programmano 74mila entrate nel mese e 178mila nel trimestre, a conferma della centralità del terziario nella domanda complessiva di lavoro.
A trainare è la filiera agricola con 19mila ingressi
Il settore primario programma 44mila entrate a giugno e 119mila nel trimestre. A trainare è l’agricoltura: nel comparto delle coltivazioni ad albero si prevedono 19mila entrate nel mese e 51mila nel trimestre, mentre nelle coltivazioni di campo se ne prevedono 13mila nel mese e 36mila nel trimestre. Il comparto dei servizi connessi all’agricoltura programma 4mila nuovi ingressi a giugno e 10mila nel trimestre, mentre le aziende di allevamento prevedono 3mila entrate nel mese e 8mila nel trimestre. Dal punto di vista contrattuale, il mercato del lavoro continua a essere caratterizzato da una netta prevalenza dei rapporti a termine: i contratti a tempo determinato rappresentano il 65,9% delle entrate programmate, mentre quelli a tempo indeterminato si attestano al 14%. La difficoltà di reperimento riguarda il 42% delle posizioni offerte (261mila profili) ed è riconducibile principalmente alla mancanza di candidati (26,7%) e a una preparazione non adeguata rispetto alle competenze richieste (11,8%). Le criticità risultano particolarmente accentuate nei comparti della metallurgia (62,6%), del legno mobile (61,6%), del tessile abbigliamento (60,3%) e nelle costruzioni (59,5%), dove la domanda di lavoro incontra maggiori ostacoli nel reperimento di profili idonei, confermando un disallineamento strutturale tra sistema produttivo e offerta di lavoro.
Tra le professioni più difficili da reperire operai specializzati e professioni tecniche
Tra le professioni più difficili da reperire emergono gli operai specializzati (56,4% è di difficile reperimento) e le professioni tecniche (51,8%), con criticità elevate per le figure delle costruzioni (75,6% degli addetti alle rifiniture costruzioni è di difficile reperimento), della metallurgia (mismatch riguarda il 73,2% dei fabbri), della meccanica e manutenzione (difficoltà a reperire il 67,4% dei meccanici e il 66,5% dei manutentori), per i tecnici in campo ingegneristico (64,9%), dei processi produttivi (64,3%) e della salute (64,1%). Nel settore primario, risulta di difficile reperimento il 33,2% delle posizioni aperte, con quote elevate per i dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici (55,9% del totale) e tra questi, in particolare, i tecnici dei rapporti con i mercati (85,4%). Tra gli altri gruppi professionali, vengono segnalate le maggiori difficoltà di reperimento per gli esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione (52,8%), i conduttori di macchine agricole (51,0%), gli allevatori e agricoltori (50,8%) e gli allevatori e operai specializzati della zootecnia (48,8% di difficile reperimento). Sono 143mila le entrate previste per gli immigrati, pari al 23,0% del totale. I settori che ricorrono maggiormente a questa componente sono le industrie tessili (42,7%), l’agricoltura (38,2%), le costruzioni (32,8%) e l’industria metallurgica (30%), oltre ai servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone. Le opportunità per i giovani fino a 29 anni restano diffuse, con circa 190mila entrate programmate, pari al 30% del totale. I settori che presentano la maggiore incidenza di giovani sono i servizi finanziari e assicurativi (48,9%), i servizi informatici e delle telecomunicazioni (44,6%) e il commercio (40,7%). Dal punto di vista territoriale, le maggiori opportunità di lavoro si concentrano nel Sud e Isole, con oltre 210mila entrate previste nel mese, seguiti dal Nord Est (circa 148mila), dal Nord Ovest (143mila) e dal Centro (circa 122mila). La difficoltà di reperimento risulta più elevata nelle aree a maggiore concentrazione industriale del Nord, in particolare nel Nord Est (45,3%) e nel Nord Ovest (45,1%), mentre nel Mezzogiorno i valori risultano più contenuti (37,3%), pur in presenza di una domanda complessivamente più elevata.
L’articolo Lavoro: Unioncamere, 623mila contratti previsti a giugno, 1,5 mln fino ad agosto proviene da Ore12.
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Redazione Ore 12
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