Dici Siena e pensi immediatamente alla splendida Piazza del Campo, alla pittoresca Torre del Mangia, ai filari di viti della campagna maremmana. Eppure ci sono anche luoghi meno noti ma che rappresentano veri e propri gioielli di storia e natura che meritano di essere inseriti nell’itinerario del vostro prossimo viaggio alla volta della città toscana. Vediamoli insieme.
Le Biancane di Leonina, il paesaggio lunare delle Crete Senesi
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Tra i luoghi più sorprendenti dei dintorni di Siena ci sono le Biancane di Leonina, spettacolari formazioni argillose che modellano uno dei paesaggi più iconici delle Crete Senesi. Queste colline dalle tonalità chiare si sono originate milioni di anni fa, quando l’area era sommersa dalle acque del Mar Tirreno, e ancora oggi conservano nel terreno tracce della loro antica origine marina. L’erosione del suolo ha dato vita a un ambiente quasi lunare, caratterizzato da rilievi arrotondati, scarsa vegetazione e specie adattate a condizioni particolari, come la profumata artemisia. Per scoprire questo Geosito di interesse nazionale si può percorrere l’Anello delle Biancane di Leonina, un itinerario panoramico che attraversa il cuore delle Crete Senesi e offre scorci mozzafiato su uno dei paesaggi più suggestivi della Toscana. A dominare l’area è il Castello di Leonina, antica fortificazione medievale che veglia da secoli su questo straordinario scenario naturale.
Riserva naturale dell’Alto Merse
Istituita come area protetta dalla Regione Toscana nel 1996, la riserva si trova in una suggestiva zona collinare completamente boscata e ospita un lungo tratto del fiume Merse (da cui prende il nome) e dei suoi affluenti. È caratterizzata dalla presenza di castagni, querce, cerri e roveri – tutti alberi tipici della macchia mediterranea di cui la riserva è espressione.
La maggior parte degli alberi che vivono nella riserva rappresentano la tana ideale per uccelli (come il picchio rosso maggiore, il picchio verde e il torcicollo) ma anche per mammiferi di estrema importanza conservazionistica come il gatto selvatico, la martora e la puzzola.
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Fra gli animali che popolano l’area ricordiamo anche alcuni uccelli rapaci – come il biancone, la poiana e il gheppio – e ben quattro specie ittiche endemiche – ovvero il ghiozzo dell’Arno, il cavedano di ruscello, il barbo appenninico e la rovella.
Ma fiumi e affluenti ospitano anche due specie di anfibi prettamente tipici dell’Italia peninsulare, salamandrina dagli occhiali e rana italica, spia del buono stato di salute dei corsi d’acqua, e il rarissimo gambero di fiume, minacciato dall’estinzione a causa della pesca indiscriminata e della presenza sul territorio della specie invasiva del gambero rosso della Louisiana.
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Eremo di Montesiepi
Questa piccola cappella arroccata sulla collina di Chiusdino ospita una vera spada nella roccia! La leggenda narra che il cavaliere Galgano Guidotti (che sarebbe diventato santo) scelse di deporre per sempre le armi e dedicarsi alla vita da eremita dopo aver ricevuto la “chiamata” di Dio. Quindi, come atto di conversione alla pace, conficcò la propria spada all’interno di un masso.
Inutile dire che quella spada conficcata nella roccia non fu più sfilata via. Attorno alla roccia di San Galgano iniziò a stabilirsi un culto e la collina prese ad essere meta di pellegrinaggio, fino alla costruzione della piccola chiesa (1181-1185) al cui centro si trova proprio la roccia con la spada conficcata.
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Leggi anche: La leggendaria spada nella roccia esiste davvero e si trova in Italia (FOTO)
Il museo della Biodiversità di Monticiano
Il Museo della Biodiversità di Monticiano nasce nel 2019 ed è unico nel suo genere in Italia: attraverso mappe interattive, giochi, video ed esperienze sonore, racconta il grande patrimonio della biodiversità nel nostro Pianeta e spiega cosa possiamo fare noi per conservarlo il più a lungo possibile.
Il museo si articola in numerose sale disposte su due piani, ciascuna dedicata ad un particolare aspetto della biodiversità. Uno sguardo particolare, ovviamente, è rivolto alla Regione Toscana dove il museo sorge, con il suo ecosistema ricchissimo di specie vegetali e animali che danno vita, tra le altre cose, anche alle eccellenze vinicole e alimentari della regione.
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Il piano superiore è interamente dedicato alle 14 riserve naturali presenti nella provincia di Siena, caratterizzata ciascuna da specie di animali tipiche di questo territorio così eterogeneo e variegato. Anche in questo caso, pannelli esplicativi e contenuti multimediali guidano il visitatore alla scoperta degli animali e delle piante che vivono in questa provincia.
L’abbazia di San Galgano
L’abbazia gotica di San Galgano, costruita fra il 1218 e il 1288, rappresenta la prima chiesa gotica della Toscana. Purtroppo però non è più una chiesa: è stata infatti sconsacrata nel 1789, dopo che tre anni prima un fulmine ne aveva colpito il campanile che era crollato sul tetto, distruggendolo.
Malgrado non sia più una chiesa e non abbia più il tetto da alcuni secoli, la struttura principale dell’abbazia resiste allo scorrere del tempo ergendosi con imponenza nel bel mezzo della campagna senese, alle porte del comune di Chiusdino.
Ma non solo: l’assenza del tetto crea un’atmosfera suggestiva e quasi magica all’interno della struttura, poiché permette al visitatore di ammirare le alte colonne e le volte tipiche dello stile gotico vedendo il cielo sopra la propria testa!
Le Terme di Petriolo
Immersi nei boschi della Val di Merse, tra le province di Siena e Grosseto, i Terme di Petriolo rappresentano uno dei complessi termali più antichi della Toscana. Le acque sulfuree sgorgano naturalmente a una temperatura di circa 43°C e sono apprezzate fin dall’epoca romana per le loro proprietà benefiche. Accanto allo stabilimento termale si trovano suggestive vasche libere all’aperto, affacciate sul fiume Farma e circondate dalla vegetazione, che offrono un’esperienza di relax immersa nella natura. Frequentate in passato da papi, nobili e condottieri, le terme conservano ancora oggi il fascino di un luogo dove storia, paesaggio e benessere si incontrano.
Monteriggioni, il borgo medievale fermo nel tempo
Arroccato su una collina a pochi chilometri da Siena, Monteriggioni è considerato uno dei borghi medievali meglio conservati d’Italia. Fondato dalla Repubblica di Siena tra il 1213 e il 1219 come avamposto difensivo contro Firenze, conserva ancora oggi la sua imponente cinta muraria quasi intatta, lunga circa 570 metri e scandita da quattordici torri che dominano il paesaggio circostante. La straordinaria imponenza delle fortificazioni colpì persino Dante Alighieri, che le citò nel XXXI canto dell’Inferno della Divina Commedia. Passeggiare tra le sue stradine in pietra, attraversare le antiche porte d’accesso e percorrere i camminamenti sulle mura significa compiere un autentico viaggio nel Medioevo, immersi in un’atmosfera che sembra rimasta immutata nei secoli.
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Rosita Cipolla
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