- Con la sua fioritura prolungata e vivacissima, la portulaca crea un tappeto variopinto in giardino dalla primavera all’autunno.
- Poiché sopporta il caldo intenso, la salsedine e la brezza salmastra, la portulaca può essere coltivata anche nelle seconde case al mare.
- La portulaca è disponibile in tante varietà di colori, che vanno dal rosso all’arancione, dal rosa al giallo canarino fino al bianco candido.
- Portulaca grandiflora genera bellissimi fiori a forma di coppa, semplici, semidoppi o doppi, variamente colorati.
- La portulaca è una pianta molto generosa, adatta a chi ha poco tempo per prendersene cura perché non richiede potature regolari né pulizie frequenti.
La portulaca (famosissima è portulaca grandiflora), detta anche “erba porcellana” per la sua delicatezza, è una succulenta capace di diffondersi spontaneamente ovunque (anche nei terreni poveri e lungo i marciapiedi), crescere con rapidità e offrire una fioritura abbondante.
È intuibile, quindi, che non necessiti di grandi cure per prosperare: riproducibile per semina o talea e coltivabile anche in vaso, la portulaca non va concimata spesso (per evitare di promuovere la sua natura infestante) e va annaffiata solo in caso di prolungata assenza di precipitazioni (solo le piante in vaso devono essere appena inumidite una volta ogni due settimane, ma ricordando di togliere il sottovaso).
La posizione ideale per il trapianto in giardino deve essere ben soleggiata ed esposta a Sud, con un terreno asciutto, di media o scarsa fertilità, ben drenato (i ristagni idrici rappresentano il maggior pericolo per la salute della portulaca) e ricco di sabbia o ghiaia. La potatura si limita alla rimozione delle infiorescenze appassite, oltre che a una leggera cimatura dei rami più lunghi, in primavera, per contenere lo sviluppo eccessivo della pianta. Sebbene risulti molto resistente e di rapido accrescimento, la portulaca non può essere coltivata in tutti i climi: non tollera, infatti, il freddo e quando le temperature si abbassano sfiorando lo zero termico, la pianta muore. Ne consegue che, nelle regioni settentrionali, la piantina di portulaca non possa essere seminata in piena terra, ma debba essere coltivata in contenitore in modo da poterla porre al riparo al sopraggiungere dell’inverno.
La portulaca si presenta come una piccola pianta dai fusti succulenti a portamento strisciante o parzialmente eretto, capace di formare piccoli cespugli ricadenti da roccaglie e muretti a secco. Originaria delle regioni calde del Sud America, nel nostro paese non supera l’inverno se non in regioni calde e in posizioni riparate e soleggiate, tanto da essere trattata spesso come annuale. Le foglie, commestibili nella varietà portulaca oleracea, sono leggermente tomentose, carnose, a sezione cilindrica e terminanti a punta. I fiori, sempre numerosi, possono essere semplici o doppi e composti da petali (da 4 a 6) delicati e caratterizzati da colori molto vivaci e accesi (giallo, arancione, rosso, rosa, viola o bianco ma anche bicolori come portulaca grandiflora serie Duna). I fiori si aprono al sole (e si richiudono al tramonto), hanno una larghezza di circa 2,5 cm e durano in genere uno o due giorni.
Fioritura
La portulaca fiorisce da tarda primavera a inizio autunno (indicativamente da maggio-giugno fino a settembre-ottobre, a seconda del clima).
I suoi fiori si aprono solo quando vengono colpiti dalla luce diretta del sole e tendono a chiudersi al tramonto o nelle giornate molto nuvolose.
Se si tratta di Portulaca grandiflora (quella ornamentale da vaso o giardino), si assisterà a un’esplosione continua di calici dai colori vivaci (rosa, giallo, arancione, rosso); se si tratta di Portulaca oleracea (la varietà spontanea e commestibile), invece, compariranno piccoli fiorellini gialli nello stesso periodo estivo.
Commestibilità
Riproduzione
La portulaca si riproduce in modo facile e veloce, principalmente attraverso due metodi: per talea (il metodo più rapido e sicuro) e per seme.
Per talea
È il sistema perfetto per chi possiede già una pianta bella vigorosa e desidera moltiplicarla in estate.
- Prelevare un rametto sano e carnoso lungo circa 7-10 cm, preferibilmente senza troppi fiori in cima
- Togliere le foglie più basse (gli ultimi 2-3 cm del ramo) per lasciarlo pulito
- La radicazione può avvenire in piena terra o in acqua. Nel primo caso, inserire il rametto direttamente in un vaso con terriccio leggero e ben drenato (come un mix di terriccio universale e sabbia o perlite), quindi annaffiare pochissimo. In alternativa, porre il gambo in un bicchierino d’acqua: spunteranno le prime radici bianche già dopo 3-5 giorni. Quando le radici avranno raggiunto un paio di centimetri, trapiantare la talea in vaso
- Mantenere la talea in un luogo luminoso, ma non al sole diretto, per i primi 2-3 giorni, poi spostarla in pieno sole.
Per semina
È il metodo classico per la Portulaca grandiflora ornamentale, utile al fine di coprire ampie superfici. Si semina tra marzo e aprile (al coperto) o direttamente a dimora tra aprile e maggio quando non c’è più rischio di gelate.
Dato che i semi sono minuscoli, non vanno interrati a fondo, ma distribuiti sulla superficie del terreno e pressati leggermente con le dita.
Dopodiché, nebulizzare l’acqua per non spostare i semi e mantenere il terreno leggermente umido finché non spuntano i germogli (ci vorranno circa 7-10 giorni con temperature superiori ai 18-20°C).
Va detto che, se si lasciano seccare i fiori di portulaca sulla pianta a fine estate, questa rilascerà spontaneamente centinaia di piccoli semi nel vaso o nel terreno con il risultato che, la primavera successiva, cresceranno decine di nuove piantine autonomamente.
Semi
I semi di portulaca sono tra i più piccoli del giardino, larghi meno di 1 millimetro (simili a granelli di pepe o di papavero).
Hanno una forma a rocchetto o a “chiocciola” leggermente appiattita. Visti da vicinissimo, la loro superficie non è liscia ma presenta piccolissime rugosità o tubercoli increspati.
Il colore cambia a seconda della maturazione: quando sono pronti, virano dal grigio scuro al nero lucido o metallizzato (a volte con riflessi argento/bronzati).
La particolarità è che i semi crescono dentro una capsula sferica chiamata pisside. Quando maturano, la parte superiore della capsula si stacca come un vero e proprio “coperchio”, lasciando scoperta una scodellina colma di decine di minuscoli semi neri pronti a cadere al minimo soffio di vento.
Informazioni e curiosità
Trattata spesso e ingiustamente come pianta infestante, la portulaca (in particolar modo portulaca sativa) trova in realtà un validissimo utilizzo in cucina: le sue foglie, infatti, possono essere consumate sia crude, ad esempio per arricchire una bella insalatona estiva, sia cotte all’interno di frittate e minestre.
Coltivazione
La portulaca si può coltivare con successo sia in vaso, sia in piena terra.
Collocazione
La portulaca vive all’esterno, ma solo in climi miti.
Concimazione
La portulaca è una pianta abituata a terreni poveri e aridi: un eccesso di nutrimento fa più danni della carenza, spingendo la pianta a produrre tantissime foglie verdi a scapito dei fiori.
- In vaso: essendo la terra nel contenitore limitata, un piccolo aiuto serve. Usare un concime liquido per piante da fiore o per succulente (ricco di potassio e fosforo, povero di azoto) ogni 20-30 giorni dalla primavera a fine estate, diluito al doppio dell’acqua consigliata sulla confezione
- In piena terra: di solito non serve concimare. La portulaca si accontenta dei nutrimenti già presenti nel terreno.
Evitare di concimare se la pianta è appena stata trapiantata, se è malata o durante l’inverno, quando entra in riposo vegetativo o secca.
Esposizione e luce
La portulaca necessita sempre di pieno sole e va esposta a Sud. Se collocata in ombra non fiorisce, o lo fa solo sporadicamente, e si allunga strisciando sul terreno verso la luce diretta.
Annaffiatura
Essendo una pianta succulenta, la portulaca accumula acqua nelle sue foglie carnose e soffre moltissimo i ristagni idrici, che causano rapidamente il marciume radicale.
La regola principale per annaffiare senza sbagliare è, quindi, aspettare sempre che il terreno sia completamente asciutto tra una bagnatura e l’altra inserendo un dito nel terreno per 2-3 centimetri. Solo se il terriccio è del tutto secco, si può dare acqua.
- In estate (piena fioritura e caldo intenso): se la pianta è in vaso, annaffiare circa 1-2 volte a settimana. Se fa molto caldo e il vaso è piccolo o in terracotta, potrebbe essere opportuno intervenire ogni 2-3 giorni
- In piena terra: anche solo una volta ogni 10-15 giorni (spesso le bastano le rare piogge estive)
- In primavera e autunno: ridurre drasticamente a 1 volta ogni 10-14 giorni (o anche meno, a seconda delle temperature).
Annaffiare sempre la mattina presto o la sera tardi, quando il sole non picchia sui vasi e l’acqua non evapora all’istante.
Inoltre, versare l’acqua direttamente sul terriccio alla base della pianta evitando di bagnare i fiori e le foglie, altrimenti rischiano di marcire o di macchiarsi al sole.
Si ricorda di svuotare sempre il sottovaso dopo 15-20 minuti dall’annaffiatura, dando abbastanza acqua da farla uscire dai fori di drenaggio del vaso.
Potatura
La portulaca non ha bisogno di potature vere e proprie, ma di una regolare manutenzione.
- Pimzicatura (per farla infoltire): all’inizio della primavera o quando la pianta è giovane, è possibile spuntare le cime dei rami più lunghi per stimolare la pianta a ramificare di più, creando un cespuglietto fitto anziché pochi rami lunghi e spogli
- Pulizia dei fiori secchi (per prolungare la fioritura): rimuovere regolarmente le infiorescenze sfiorite impedisce alla pianta di sprecare energie nella produzione dei semi, spingendola a produrre continuamente nuovi boccioli per tutta l’estate
- Taglio di ringiovanimento (a metà estate): se ad agosto si nota che i rami si sono allungati troppo, sono diventati spogli alla base o fanno meno fiori, è consigliabile accorciarli di circa un terzo. Nel giro di una settimana la pianta produrrà nuovi getti freschi e tornerà a fiorire fino all’autunno.
Rinvaso e trapianto
Rinvasare o trapiantare la portulaca è un’operazione semplice e veloce, ma richiede qualche accorgimento per non danneggiare le radici e i rami carnosi che si spezzano facilmente.
Il periodo migliore per farlo è la primavera (tra aprile e maggio), quando le temperature sono stabili sopra i 15°C e la pianta entra nella sua fase di crescita.
- Versare circa 2-3 cm di argilla espansa o pomice sul fondo del nuovo vaso per garantire un ottimo drenaggio dell’acqua. Il nuovo vaso deve essere solo leggermente più grande di quello attuale (non occorre un vaso profondo dato che le radici della portulaca sono superficiali) e assolutamente dotato di fori sul fondo
- Inserire un po’ di terriccio sopra lo strato drenante. Un mix ottimale è composto da 70% terriccio universale e 30% sabbia di fiume o perlite (oppure un terriccio pronto per piante grasse/succulente)
- Se la portulaca è in vaso, premere leggermente i lati del contenitore per ammorbidire il pane di terra, quindi afferrare la pianta alla base del fusto e sfilarla. I rami della portulaca sono ricchi d’acqua e si spezzano con estrema facilità, quindi bisogna essere molto delicati in questa fase
- Inserire la pianta al centro del nuovo vaso, o nella buca in giardino, assicurandosi che il colletto della portulaca sia a livello del bordo. Riempire gli spazi vuoti con il terriccio e pressare molto delicatamente con le dita
- Annaffiare leggermente subito dopo il trapianto per far aderire la terra alle radici e porre la pianta in un luogo luminoso ma al riparo dal sole diretto per i primi 2-3 giorni, in modo da darle il tempo di superare lo stress del trapianto. Trascorso questo breve periodo, spostarla nuovamente in pieno sole.
Se accidentalmente si dovesse spezzare un rametto durante queste operazioni, non gettarlo via: piantandolo direttamente nello stesso vaso vicino alla pianta madre radicherà in pochissimi giorni trasformandosi in un nuovo getto fiorito.
Terriccio
Prima di effettuare il trapianto della portulaca in un’aiuola del giardino, bisogna assicurarsi che il terreno dell’area prescelta sia asciutto, di media o scarsa fertilità, ben drenato e ricco di sabbia o ghiaia.
Ubicazione stagionale
Autunno/inverno: la portulaca non resiste al freddo e quando le temperature si avvicinano allo zero termico, la pianta muore. Se in vaso occorre ritirarla all’interno, in alternativa andrebbe messa a dimora in giardino solo nelle regioni a clima temperato.
Estate/primavera: la portulaca ama il caldo e il sole e non teme l’afa estiva. Durante la bella stagione (soprattutto tra i 26 e i 32°C), quindi, va lasciata all’esterno.
Bonsai
La portulacaria è un bonsai molto rustico da interno (ma vive bene anche all’esterno); riesce infatti a vegetare anche in ambienti poco luminosi e richiede pochissime cure e annaffiature per vivere in salute.
Raccolta
I semini della portulaca si possono raccogliere dalle capsule e conservare in un sacchettino di carta, da porre a sua volta in un ambiente fresco e asciutto per tutto l’inverno, in modo da poter eseguire la semina la primavera successiva.
Anche foglie, cimette e rametti teneri della pianta si prestano alla raccolta, da maggio a settembre, per diventare un ottimo ingrediente per molte ricette.
Malattia e cure
La portulaca è una pianta estremamente rustica e resistente, ma teme molto l’eccesso di umidità, che causa malattie fungine, e alcuni insetti parassiti.
Marciume radicale e del colletto
È il problema in assoluto più comune e pericoloso per la portulaca: i fusti alla base diventano molli, scuri o anneriti, e la pianta sembra afflosciarsi all’improvviso; le foglie ingialliscono e cadono.
Le cause sono: annaffiature eccessive, ristagni nel sottovaso o terriccio troppo compatto che non drena.
Per rimediare, per prima cosa bisogna sospendere subito le annaffiature e lasciare asciugare completamente la terra, quindi svasare la pianta ed eliminare le radici nere e marce con forbici disinfettate.
A questo punto, si può trapiantare la portulaca in terriccio nuovo e molto drenante (addizionato con sabbia o perlite).
Se la base del fusto è completamente marcia, tagliare i rami alti ancora sani e fare delle talee per salvare la pianta.
Afidi
Sono piccoli insetti neri, verdi o grigi che si concentrano sui germogli teneri e sui boccioli fiorali.
In caso di infestazione, la portulaca appare appiccicosa a causa della melata che producono, le foglie si accartocciano e i boccioli cadono prima di aprirsi.
Se l’attacco è leggero, spruzzare la pianta con una soluzione di sapone molle di potassio o sapone di Marsiglia diluito in acqua (circa 10-15 grammi per litro) nelle ore serali; in alternativa, usare l’olio di Neem.
Cocciniglia cotonosa
Sono parassiti che si nascondono spesso alle ascelle delle foglie o sotto i fusti carnosi. Si riconoscono per la presenza di piccole macchie bianche e “cotonose” o scudetti marroni attaccati ai rami.
Se le cocciniglie sono poche, rimuoverle manualmente con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool etilico; se invece l’infestazione è estesa, spruzzare olio bianco minerale oppure optare per trattamenti a base di olio di Neem.
Oidio o mal bianco
Si tratta di una malattia fungina che si presenta raramente, di solito nei periodi molto umidi e poco ventilati, causando una patina o polverina bianca (simile a farina) sulle foglie e sui rami.
Si cura eliminando le parti più colpite, spostando la pianta in una posizione ben ventilata e soleggiata e spruzzando un fungicida a base di zolfo o bicarbonato di potassio diluito in acqua.
Affinché la portulaca si mantenga in salute, porla sempre in pieno sole, annaffiarla solo se il terreno è asciutto ed evitare di bagnare le foglie.
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