Iniziativa della Fillea CGIL con incontri e dibattiti con attivisti sindacali dell’area Euromediterranea. Prevista la partecipazione di rappresentanti sindacali provenienti da Francia, Bulgaria, Tunisia, Slovenia e Palestina
Pozzallo (Nostro servizio particolare) – Nel pomeriggio di ieri 11 giugno, nell’Aula Consiliare di Palazzo La Pira a Pozzallo, si è svolta la conferenza stampa organizzata dalla Fillea CGIL per presentare l’iniziativa “Uniti sotto lo stesso casco”, due giorni di cultura, incontri e dibattiti con attivisti sindacali dell’area Euromediterranea, per dare voce a chi non vuole arrendersi alle morti di frontiera e alla criminalizzazione delle persone in movimento.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, sono intervenuti il segretario provinciale di Ragusa Giuseppe Roccuzzo, il segretario generale Fillea Sicilia Giovanni Pistorio, il segretario generale Fillea CGIL Antonio di Franco.
Trovare una strada comune per combattere la frammentarietà dell’occupazione, la precarietà dei contratti, la scarsa attenzione alla sicurezza e la solitudine delle persone, questo il fil rouge che lega tutte le iniziative del forum.
“Abbiamo scelto il comune di Pozzallo, riconosciuto a livello istituzionale come un fondamentale presidio di frontiera nel sud della Sicilia, non solo per la sua posizione geografica, ma per quello che rappresenta, ovvero uno dei principali punti di sbarco nel Mediterraneo e più importanti hotspot per la gestione dei flussi migratori”, ha affermato Antonio Di Franco (foto sotto).
Al segretario generale Fillea CGIL abbiamo chiesto, secondo i dati di Cassa Edile ed Edilcassa, l’influenza dei lavoratori migranti sul settore edile è nel 2024 di quasi il 40%. Si può dire che il mondo delle costruzioni, e non solo, è ormai profondamente legato all’accoglienza e all’integrazione?
“Sì, il mondo delle costruzioni deve essere vocato all’accoglienza e all’integrazione.Come lei ha detto, il 40% degli addetti in edilizia sono migranti, con punte nel nord-ovest e nel nord-est del 71%. Basta pensare che nell’area metropolitana di Milano la prima comunità che ha superato anche gli italiani oggi è rappresentata dagli egiziani. Il problema è che le politiche di questo Governo non vanno in questa direzione.Cinque decreti di sicurezza e poi assistiamo a quello che è successo alla strage di Amendolara e a tutte le vicende di cronaca che stiamo registrando nelle ultime settimane. Penso che è sotto gli occhi di tutti che i lavori dei cantieri del Consolato dell’Ambasciata americana a Milano, piuttosto che altri cantieri italiani dove i committenti sono RFI o gli istituti delle case popolari, ci stanno dimostrando che il fenomeno del caporolato è sempre di più invasivo. E noi siamo convinti che questo è agevolato dalla normativa esistente.Dopo 24 anni tutti dobbiamo prenderci la responsabilità, soprattutto chi governa, e dire che la legge Bossi-Fini è fallita, ha prodotto irregolari, ha favorito le malavite organizzate e va cancellata”.
Presente all’iniziativa anche il segretario generale per la Sicilia della CGIL, Alfio Mannino (foto sotto al microfono di Peppe Privitera).

A lui abbiamo chiesto come la scelta di Pozzallo per organizzare un forum mediterraneo sul lavoro, emigrazione e diritti appare chiara. La città di Pozzallo ha da sempre una vocazione all’integrazione e all’accoglienza. Ma non possiamo dimenticare che proprio qui il governo ha scelto di localizzare il primo centro di rimpatri veloci, rivelatesi un fallimento sia da un punto di vista etico che da un punto di vista delle risorse umane e finanziarie.
“Ma è chiaro che il fatto che il forum del lavoro dei lavoratori dell’edilizia si faccia a Pozzallo non è un caso. Perché appunto la Sicilia e Pozzallo in primo luogo è terra di accoglienza. E guardate, tutto questo non ha soltanto un significato relativo a un percorso, a un processo di solidarietà nei confronti di lavoratori e lavoratrici che vengono da altre parti del mondo e che sono più sfortunati di noi. È perché noi siamo convinti che la Sicilia deve essere la cerniera tra l’Europa e il Mediterraneo, tra l’Europa e l’Africa, e tra l’Europa, l’Africa e i paesi del Medio Oriente.
E tutto questo è una straordinaria opportunità innanzitutto da un punto di vista economico e sociale. E voglio ricordare che i paesi del Mediterraneo crescono 20 volte in più ogni anno di quanto cresce la Sicilia. Quindi noi dobbiamo costruire una dimensione dentro la quale le politiche sociali, le politiche economiche, le politiche di sviluppo, a partire dal ragionamento su quale infrastruttura, a partire da quale modello di sviluppo appunto, dovrebbero essere funzionali dentro questa logica.
E il lavoro naturalmente non è una variabile indipendente, il lavoro è l’elemento centrale. E se tu vuoi fare crescere innanzitutto la Sicilia, innanzitutto il Mezzogiorno, il lavoro deve essere dignitoso, non sfruttato, non sottopagato. E io credo che da qui parte il ragionamento che noi facciamo oggi.
Provare a far sì che ci siano diritti e tutele innanzitutto per il lavoro, che ci siano diritti e tutele anche per i lavoratori immigrati, perché voglio ricordare che soprattutto nell’edilizia, ma a maggior ragione nell’agricoltura, noi abbiamo bisogno di questa mano d’opera. Senza questa mano d’opera non avremo la possibilità di poter sostenere adeguatamente la forza lavoro necessaria in queste due filiere. Per questo io credo che, a partire da dobbiamo capire quali processi di integrazione, quali processi di coesione, quali processi di accoglienza sono necessari. E’ un elemento, innanzitutto, che parla allo sviluppo di questa terra”.
Il programma di oggi, venerdì 12 giugno verterà, nella sessione mattutina presso lo Spazio Cultura Meno Assenza, sul tema dell’inserimento dei nuovi arrivati nel settore edile, dove si nascondono spesso rischi di mancata formazione, sfruttamento e caporalato con Antonio di Franco
Nel pomeriggio si toccherà il tema delle politiche di accoglienza e delle esperienze che sono state messe in campo dalle parti sociale dell’edilizia.
In serata, infine, è previsto l’evento clou, con un dibattito sul diritto a migrare e quello a restare. Al dibattito prenderà parte il segretario generale della CGIL Nazionale Maurizio Landini.
Peppe Privitera
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Giuseppe Privitera
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