Pianoro Factory è il centro culturale giovanile del Comune di Pianoro inaugurato il 14 ottobre 2006. Progettato con la partecipazione di ragazze e ragazzi del luogo, il centro è stato finanziato e costruito su iniziativa dell’amministrazione comunale attraverso la cooperativa Le Macchine Celibi, per offrire a tutto il territorio un nuovo spazio dedicato alla promozione delle produzioni culturali, alla formazione, all’aggregazione giovanile.
Uno dei progetti promossi da Pianoro Factory è stao il laboratorio di scrittura rap con Amir Issaa. Abbiamo potuto approfondire l’iniziativa grazie ad Ayoub Saidi, fra gli organizzatori del workshop, ospite della diretta di venerdì 8 maggio.
Il punto di partenza del laboratorio è semplice e concreto: la musica come lingua comune per dialogare con le/i ragazze/i. “Abbiamo deciso di proporre alle/ai ragazze/i una serie di incontri per imparare a scrivere rap perché la musica è un canale attraverso il quale tanti di loro si manifestano e si identificano.” Racconta Saidi. Ma c’è di più: il progetto ha permesso di avvicinare generazioni distanti. “Parlando di musica coi ragazzi ci siamo resi conto di far parte di mondi diversi. Son passati pochi anni (ndr. Saidi è classe 1993) ma i riferimenti sono completamente diversi. Quindi abbiamo deciso di venirci incontro: noi raccontiamo un po’ del nostro mondo, del rap anni ’90, mentre i ragazzi possono farci capire meglio la trap. È uno scambio reciproco.”
La scrittura rap, però, non è solo un formato espressivo: è uno strumento per lavorare su sé stessi. “Attraverso la scrittura di testi rap abbiamo anche l’opportunità di lavorare sulla nostra identità, su noi stessi.” Ed è qui che entra in gioco la scelta di Amir Issaa come conduttore del laboratorio. “È uno dei pionieri del rap in Italia, uno dei primi del movimento underground. È interessante il fatto che è figlio di una coppia mista, quindi una seconda generazione come me, come tanti ragazzi che stanno a Pianoro e che vivono stati di alterità identitaria.” Una presenza non casuale: “Con questa serie di incontri vogliamo ragionare, attraverso la scrittura, di identità, di rap e di musica in generale.”
Sul tema della scrittura, Ayoub è diretto: oggi scrivono in pochi, ma la questione non è lo strumento. “Da noi, su un gruppo di trenta ragazzi, almeno cinque scrivono. Non è tanto importante lo strumento con il quale si scrive: l’importante è buttare fuori, in modo tale da capirsi e farsi capire. Più che sul mezzo, starei sul contenuto.”
Il laboratorio si è articolato in tre appuntamenti — il 14, il 22 e il 29 maggio, dalle 18 alle 20, a ingresso libero. “Nelle prime due giornate daremo un’infarinatura del rap, del nostro mondo ‘vecchio’, racconteremo un po’ di cose e guarderemo spezzoni di documentari sull’hip hop italiano. Dopodiché si farà una scrittura collettiva che poi, nell’ultima giornata, verrà restituita alla cittadinanza.”
Il discorso con Ayoub si è poi allargato al tema dell’educazione emotiva, partendo dal caso della professoressa accoltellata dal suo alunno tredicenne in provincia di Bergamo. Per Ayoub, la questione di fondo è una: “Prima che educazione, bisogna nominarle le emozioni. Quello che vedo nei ragazzi è che vivono emozioni fortissime, ma alle quali non riescono neanche a dare un nome. Come si fa a educare qualcosa che non ha nome?” Un concetto che in psicologia prende il nome di alessitimia — l’incapacità di avere un lessico per le proprie emozioni — e che si intreccia direttamente con il senso del laboratorio: scrivere per tirare fuori, per nominarsi.
E sulla scuola, Ayoub ha una visione netta, che parte dall’etimologia: “La parola scuola deriva da scolè, che in greco vuol dire luogo adibito allo svago della mente. In realtà i ragazzi percepiscono sempre di più un istituto coercitivo.” Un paradosso che si aggrava, secondo lui, con la digitalizzazione del controllo: registri elettronici, invio telematico dei compiti, presenze tracciate. “Di svago c’è veramente poco. È alienante.”
LE ALTRE NOTIZIE CULTURALI
Le altre notizie culturali che abbiamo commentato e che vi invitiamo ad approfondire sono:
“Cos’è la saggezza e come si impara” Emily Laber-Warren da Knowable Magazine su Internazionale.
“Dovete fare l’odio! Basta distruggere il mondo con l’amore!” di Michela Murgia su Domani. Un estratto di Lezioni d’odio (Einaudi Stile Libero), pubblicato postumo e tratto da una serie di lezioni pubbliche di Michela Murgia in cui la scrittrice riflette sull’odio.
MUSICA
Cult News è un’agenda settimanale non solo culturale ma anche musicale: oltre ai brani in continuità con le tematiche che tocchiamo, nella seconda parte della diretta vi proponiamo l’ascolto di album in uscita e vi ricordiamo interessanti concerti, rassegne e festival a cui partecipare.
Ecco le notizie musicali che abbiamo selezionato per la diretta:
Venerdì 8 maggio ha suonato al Covo Club Koko Moon, al secolo Costanza Delle Rose, che ha militato per lungo tempo come voce e bassista dei Be Forest, storica band shoegaze e post-punk di Pesaro, con i quali ha calcato i palchi di alcuni dei più importanti festival mondiali. Dopo 4 album, una performance anche al KEXP e circa 8 anni di attività, Costanza nel 2019 lascia la formazione per trasferirsi a Londra, iniziando contestualmente un percorso da solista sotto lo pseudonimo di Koko Moon. A distanza di quasi 5 anni dal battesimo di fuoco con Shredding Skin (2021), la cantautrice torna oggi con un nuovo album dal titolo programmatico ed eloquente, Let the Wild Run at Night”. Chris Bonaventura la intervista su Deserto Sonoro.
“Che avete fatto in tutti questi anni, Amari?” “Siamo andati a letto presto. E poi abbiamo continuato a cercare la formula esatta del pop sbagliato.” Esce per La Tempesta “Le cose che voglio” il singolo del ritorno della band friulana Amari. “Le cose che voglio sono cose che non voglio poi davvero.” La recensione su Onda Musicale.
Distracted, il nuovo album di Thundercat: “Ci sono dischi che sembrano voler essere capiti. Distracted di Thundercat no. Alla fine rimani lì, con la sensazione che tutto abbia funzionato esattamente come doveva. Che ogni suono sia al posto giusto, che ogni scelta sia coerente. E che proprio per questo manchi qualcosa”. Recensione a cura di Pierluigi Spagnolo su Sconcerto.
Prenderà il via con una cinque giorni a Quiliano, in provincia di Savona, tra il 9 e il 13 giugno, il tour di alta formazione di Officine Mobili, progetto promosso dall’impresa sociale Borghi Artistici rivolto a giovani artisti, aspiranti manager o direttori di comunicazione. Su Musicbiz.Rockol.
INFO UTILI:
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Cult news è l’agenda culturale e musicale ideata da Flavia Montecchi e condotta con Anna Cesari, in diretta ogni venerdì dalle 10:30 alle 11:30 su Radio Città Fujiko.
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