Il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, recependo le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” condivise nella seduta dell’11 giugno scorso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, alla luce delle condizioni climatiche sempre più critiche registrate già nelle prime settimane estive, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle elevate temperature e della radiazione solare.
Il provvedimento, in vigore da oggi 17 giugno e fino al 31 agosto prossimo, dispone il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, nelle giornate e nelle aree del territorio regionale in cui il sistema di previsione del rischio elaborato dal progetto Worklimate (INAIL-CNR) segnali un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.
L’ordinanza si applica nei casi in cui, nonostante l’adozione delle misure di prevenzione previste dalla normativa vigente e dalle linee guida regionali, permangano rischi rilevanti per la salute dei lavoratori derivanti dall’esposizione al calore. Restano validi eventuali accordi aziendali che prevedano misure di tutela equivalenti o più tutelanti per i lavoratori.
La Regione raccomanda inoltre l’applicazione delle Linee di indirizzo in tutte le attività svolte all’aperto e negli ambienti chiusi non climatizzati influenzati dalle condizioni meteorologiche esterne. Sono esclusi dal divieto gli interventi di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni, dai concessionari di pubblico servizio e dai relativi appaltatori, purché siano adottate adeguate misure organizzative e di sicurezza per ridurre il rischio da esposizione al caldo da parte dei datori di lavoro.
Tra le principali raccomandazioni contenute nel documento vi è la necessità di limitare o evitare, ove possibile, lo svolgimento delle attività lavorative nelle ore più calde della giornata, soprattutto per i lavoratori impegnati all’aperto, qualora il rischio da stress termico permanga elevato nonostante l’adozione delle misure preventive previste dalla normativa vigente.
La Regione raccomanda inoltre ai datori di lavoro di adottare adeguate misure organizzative, tra cui la rotazione del personale e la riduzione dei tempi di esposizione al caldo, tenendo conto delle indicazioni della sorveglianza sanitaria aziendale e utilizzando gli strumenti di valutazione disponibili, compresi quelli messi a disposizione dal Portale Agenti Fisici e dal progetto Worklimate di INAIL e CNR.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso avviato dalla Regione del Veneto per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro. A maggio scorso la Giunta regionale aveva già approvato lo schema del “Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro finalizzato alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”, condiviso con le istituzioni competenti e le parti sociali maggiormente rappresentative.
Tale decisione è stata adottata a seguito della riunione straordinaria del Comitato regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che si è tenuta in data odierna, e che ha valutato la necessità di adottare un provvedimento contingibile e urgente con efficacia su tutto il territorio veneto, per ridurre l’impatto delle alte temperature sulla salute dei lavoratori.
Ondata di caldo e risorse idriche
E con un’ondata di calore ormai alle porte, che secondo diversi meteorologi porterà le temperature attorno ai 35 gradi nel prossimo fine settimana e all’inizio della prossima, la Regione del Veneto intensifica anche la sorveglianza sulla risorsa idrica.
In collaborazione con ARPAV, l’attività di controllo prosegue attraverso aggiornamenti puntuali ogni 15 giorni, necessari per valutare costantemente l’evoluzione del quadro idrologico regionale. Per gestire con la massima tempestività gli effetti di questa fase meteorologica, è già stata fissata una riunione di aggiornamento per il 30 giugno, che permetterà di analizzare i dati raccolti dopo il picco di calore previsto.
La situazione attuale, fa sapere la Regione, “mostra segnali di ripresa rispetto alla fine di maggio, grazie agli apporti pluviometrici della prima parte di giugno che hanno interessato in particolare il bacino del Piave e le aree pedemontane. Per interpretare correttamente questi dati, ARPAV utilizza l’indicatore statistico del “percentile”: un valore che confronta la situazione odierna con lo storico degli anni passati. Ad esempio, attestarsi attorno al 25° percentile significa che, in quel dato periodo, solo nel 25% degli anni passati si sono registrati livelli più bassi, mentre nel restante 75% i valori sono stati superiori; un indicatore che ci aiuta a capire quanto la risorsa sia vicina o lontana dalle medie storiche.
A metà giugno, i principali serbatoi del Piave presentano volumi stabili e prossimi al 75° percentile, mentre il serbatoio del Corlo (Brenta), in lieve aumento, si attesta anch’esso attorno al 75° percentile. Anche il livello del Lago di Garda, dopo una fase di crescita iniziale e un successivo lieve calo, si posiziona su un livello intermedio tra il 25° percentile e la mediana.
“La situazione è indubbiamente migliorata rispetto a fine maggio – afferma l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Elisa Venturini -. È innegabile che questo sollievo sia stato provvidenziale; in sua assenza ci saremmo trovati di fronte a uno scenario decisamente critico”.
L’analisi tecnica conferma una ricarica delle falde efficace nella parte orientale della pianura, sebbene persistano aree di attenzione come l’alta pianura vicentina, dove l’effetto delle precipitazioni non ha ancora inciso significativamente, mantenendo i livelli sotto il 5° percentile.
Per quanto concerne le portate fluviali, la situazione nell’alto bacino del Piave è nettamente migliorata rispetto ai minimi storici di fine maggio, stabilizzandosi intorno o sopra il 25° percentile. Situazione in lieve miglioramento per i fiumi di pianura, con l’eccezione positiva dell’Adige (sopra il 25° percentile) e quella negativa del Po, che segna valori prossimi al 5° percentile.
Guardando ai prossimi giorni, l’attenzione rimane focalizzata sulla tenuta delle riserve: “Le ultime precipitazioni hanno un po’ fatto aumentare la riserva e adesso speriamo che il caldo dei prossimi giorni non ci riporti al punto di partenza”, aggiunge l’assessore. “Nonostante il leggero miglioramento, non c’è da fare allarmismo ma da mantenere molto alto il livello di attenzione. Resta fondamentale utilizzare la risorsa idrica con estrema attenzione”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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