C’è un rimedio naturale che i Templari usavano già nel XII secolo, che la tradizione popolare raccoglieva nella notte più magica dell’anno e che la ricerca scientifica moderna continua a studiare con interesse crescente. Si chiama iperico, ed è molto più di una semplice erba di campo.
Conosciuto anche come erba di San Giovanni, l’iperico è una pianta perenne diffusa in Europa, nella parte settentrionale dell’Africa e in Asia Occidentale. Il fusto raggiunge dimensioni massime di circa 80 centimetri, mentre i fiori, riuniti in pannocchie, sono formati da cinque petali e contraddistinti da un intenso color giallo oro.
Il suo nome scientifico è Hypericum Perforatum, poiché le foglie, viste in controluce, sembrano bucherellate. In realtà quelli che sembrerebbero piccoli fori sono delle vescicole contenenti ipericina, il principale principio attivo dell’iperico.
I fiori di iperico si raccolgono in concomitanza col solstizio d’estate, quando il sole è allo zenit sull’Equatore. La pianta raggiunge l’apice del suo periodo balsamico, vale a dire la massima concentrazione di principi attivi, il 24 giugno, giorno consacrato alla celebrazione di San Giovanni.
Da qui l’usanza di raccogliere l’iperico proprio nel giorno e soprattutto nella notte di San Giovanni, la cosiddetta notte delle streghe, in cui si raccoglievano le erbe nei campi e si praticavano rituali propiziatori. Proprio a quest’antica tradizione l’iperico deve il suo appellativo popolare.
Cos’è l’olio di iperico
L’olio di iperico è un oleolita, vale a dire un unguento in cui i principi attivi della pianta vengono estratti attraverso la macerazione delle sue parti aeree in olio vegetale.
Generalmente per ottenere l’oleolito d’iperico si utilizzano i fiori, ma anche le foglie e i boccioli della pianta, macerati in olio extra vergine d’oliva o di girasole.
Questo unguento, dal caratteristico colore rosso acceso conferitogli dall’ipericina, è un preziosissimo rimedio naturale, vero e proprio toccasana nella cura di tutti i problemi della pelle, oltre ad espletare importanti proprietà antinfiammatorie e analgesiche.
Oltre all’ipericina, che appartiene alla famiglia dei naftodiantroni, l’olio di iperico contiene flavonoidi, tannini e floroglucinolici (iperforina). I benefici dell’olio di iperico non derivano da un singolo principio attivo, ma dall’azione sinergica del fitocomplesso nel suo insieme — un concetto che la fitoterapia moderna ha ampiamente validato e che la ricerca continua ad approfondire.
Olio di iperico: proprietà
Per uso esterno, l’olio di iperico è estremamente efficace. Se massaggiato sulla zona interessata, ha proprietà:
- cicatrizzanti
- dermorigeneranti
- lenitive
- emollienti
- antiossidanti
- antirughe
- antisettiche
- purificanti
- astringenti
- antimicrobiche
- antinfiammatorie
- analgesiche
Studi recenti hanno inoltre approfondito il ruolo dell’iperforina come modulatore del microbioma cutaneo, aprendo scenari interessanti per il trattamento di condizioni infiammatorie croniche della pelle. La ricerca dermatologica guarda all’iperico con occhi sempre più attenti, soprattutto nell’era della cosmetica bioattiva.
Olio di iperico: benefici
Per uso topico, trova impiego nel trattamento di tutte le affezioni e irritazioni della pelle.
Cura le ustioni, le piaghe, le ferite, attenua le smagliature e le macchie della pelle, è un alleato nel trattamento della psoriasi e della couperose. Favorisce la rigenerazione cellulare, contrasta l’invecchiamento cutaneo e svolge una potente azione antinfiammatoria. Non a caso viene spesso definito uno dei più efficaci antirughe naturali.
Può essere usato localmente con ottimi risultati in caso di:
Olio di iperico: avvertenze e raccomandazioni
Per uso esterno, l’olio di iperico non presenta particolari controindicazioni, eccezion fatta per un’eventuale ipersensibilità ai principi attivi, primo fra tutti l’ipericina.
L’unica raccomandazione importante riguarda il divieto di esporsi alla luce solare o a fonti artificiali di radiazioni ultraviolette subito dopo l’utilizzo dell’olio di iperico. Questo prodotto è infatti altamente fotosensibilizzante, cioè tende ad amplificare gli effetti dei raggi solari sulla pelle, soprattutto nel caso di persone con carnagione chiara o con efelidi. Questo vale anche per alcune formulazioni cosmetiche commerciali che lo contengono: meglio leggere sempre l’etichetta.
Olio di iperico: uso interno
L’olio di iperico può essere utilizzato anche per via interna. In questo caso, ha proprietà:
- antidepressive
- stabilizzanti dell’umore
- ansiolitiche
- antivirali
- antiacide dell’apparato gastrointestinale
- antinfiammatorie del cavo orale e delle vie aeree
- lenitive della sindrome premestruale e dei dolori mestruali
Olio di iperico come antidepressivo naturale: cosa dice la scienza oggi
L’olio d’iperico agisce impedendo la ricaptazione, ovvero il riassorbimento dei neurotrasmettitori serotonina, noradrenalina e dopamina, responsabili del buon umore e del benessere psichico. Inoltre, è in grado di modulare la produzione di melatonina, precursore della serotonina.
Su questo fronte, la ricerca scientifica ha fatto passi avanti significativi. Una revisione sistematica pubblicata sul Cochrane Database ha confermato che gli estratti di iperico sono più efficaci del placebo nel trattamento delle forme lievi e moderate di depressione, con un profilo di effetti collaterali più favorevole rispetto ad alcuni antidepressivi di sintesi. Tuttavia, per le forme gravi di depressione, la medicina convenzionale rimane il riferimento principale.
Soprattutto nei periodi di forte stress psicofisico o in concomitanza con i cambi di stagione — pensiamo alla sempre più discussa depressione stagionale (SAD) — l’olio di iperico può costituire un ottimo tonico dell’umore. Tuttavia, si raccomanda sempre di assumerlo dietro supervisione medica.
Olio di iperico: controindicazioni
L’olio di iperico è un prodotto dall’azione estremamente potente, che in alcuni casi può avere ripercussioni negative sul nostro organismo. Può interagire con alcuni tipi di farmaci, potenziandone gli effetti o, al contrario, vanificandone l’azione. In particolare, il suo utilizzo è controindicato in caso di:
- gravidanza e allattamento
- assunzione di anticoncezionali ormonali (pillola, cerotto, anello vaginale)
- trattamento farmacologico con antidepressivi, anticancerogeni, anticoagulanti
Nel caso degli anticoncezionali, l’olio di iperico è in grado di vanificarne gli effetti, mentre i pazienti in cura con antidepressivi possono sperimentare un eccessivo aumento della serotonina in circolo, al punto da andare incontro alla cosiddetta sindrome serotoninergica.
Questo disturbo è caratterizzato da un ampio spettro di sintomi tra cui mal di testa, allucinazioni, agitazione, confusione, tremori, contrazioni muscolari, brividi, tachicardia, sudorazione, nausea e diarrea. Da non sottovalutare, insomma: naturale non significa automaticamente privo di rischi.
Non solo olio di iperico: tisane, compresse e tintura madre
La funzione antidepressiva dell’iperico è stata riconosciuta anche dalla medicina ufficiale, tanto che in commercio esistono diversi farmaci a base d’iperico. Si va dai rimedi più blandi, come le tisane, passando per le compresse o capsule fino alla tintura madre.
Rispetto all’olio, il vantaggio delle compresse o della tintura madre è di essere preparati titolati, ovvero contenenti una determinata quantità di principio attivo, costante e garantita. Un aspetto non trascurabile, soprattutto quando si cerca un effetto terapeutico specifico e misurabile.
Come preparare l’olio di iperico in casa
La preparazione dell’oleolito di iperico è abbastanza semplice e alla portata di tutti. Ed è anche uno di quei rituali lenti, quasi meditativi, che il movimento del slow living ha riscoperto con entusiasmo.
Occorrono innanzitutto i fiori di iperico, ma si possono utilizzare anche i boccioli e le foglie, e un olio vegetale che funga da solvente.
La percentuale è di 1:5, cioè una parte di droga macerata nel corrispettivo in grammi di 5 parti di olio. Ad esempio, per 100 grammi di fiori occorrono 500 grammi di olio vegetale.
Nella preparazione dell’oleolito si utilizza generalmente olio di girasole o olio extravergine d’oliva, ma vanno bene anche altri tipi, come l’olio di mandorle o di mais. Chi cerca un prodotto finale ancora più ricco di proprietà emollienti può optare per l’olio di jojoba o di rosa mosqueta, perfetti per le pelli mature o sensibili.
I fiori vanno lavati e asciugati al sole. Quindi si versano in un barattolo, coprendoli completamente con l’olio.
Solitamente gli oleoliti si lasciano macerare all’ombra. Quello di iperico invece è l’unico che richieda l’esposizione costante ai raggi del sole, per un periodo di circa 30 giorni, corrispondenti a un intero ciclo lunare.
Il recipiente non va chiuso ermeticamente, onde evitare processi di fermentazione. Si consiglia di porre una garza sulla sommità del barattolo, ricoprendola col coperchio soltanto appoggiato e non avvitato.
Già dopo qualche giorno si noterà il caratteristico colore rosso, conferito dall’ipericina contenuta nei fiori. Al termine della preparazione, si può filtrare l’unguento.
Si consiglia di filtrarlo 2 volte: la prima con un colino, per eliminare le impurità più grandi; la seconda servendosi di una garza o di una calza in nylon.
A questo punto, il nostro oleolito di iperico è pronto. Va conservato in barattoli di vetro scuro, in un luogo asciutto e al riparo da fonti di calore. La durata è generalmente di 12 mesi, ma dipende molto dalla qualità dell’olio vettore utilizzato.
Olio d’iperico: dove trovarlo
Chi non avesse tempo, voglia o modo di preparare l’olio di iperico in casa, può reperirlo facilmente in commercio. Questo meraviglioso prodotto si può acquistare nelle erboristerie, in farmacia, nei negozi specializzati in prodotti biologici e naturali e persino nei supermercati delle grandi catene di distribuzione. Infine, si può comprare online. (linkaffiliazione)
Quando si acquista, vale la pena verificare che il prodotto riporti in etichetta il titolo in ipericina o iperforina: è il modo migliore per assicurarsi di portare a casa qualcosa di realmente efficace.
Iperico: curiosità che (forse) non conoscevi
Secondo la leggenda, la pianta dell’iperico sarebbe nata dal sangue di Prometeo, l’eroe greco simbolo di ribellione all’autorità e di libertà contro il potere, punito per aver rubato il fuoco agli Dei per donarlo agli uomini. Il suo castigo consisteva nell’essere legato a una rupe, dove ogni giorno un’aquila gigantesca gli faceva visita per mangiargli il fegato. Ogni notte, il fegato ricresceva.
La storia dell’iperico è legata anche a quella dei Templari. Questi cavalieri furono tra i primi a scoprire, nel XII secolo, le proprietà antidepressive di questa pianta: si accorsero che, oltre a cicatrizzare le ferite e curare le ustioni, l’iperico riusciva a sollevare l’umore dei soldati feriti e immobilizzati a letto per lunghi periodi.
Nel linguaggio comune, l’iperico è chiamato anche scacciadiavoli, poiché si riteneva che avesse il potere di allontanare gli spiriti maligni. Spesso veniva posto sopra le immagini sacre, e da quest’antica usanza la pianta trae il suo stesso nome: dal greco hyper (sopra) ed eikon (immagine).
E infine, il soprannome più domestico di tutti: l’olio di iperico è chiamato anche “l’olio della casalinga”, perché è da sempre il rimedio più comune per trattare la pelle secca e screpolata delle mani. Semplice, efficace, a portata di tutti. Esattamente come piace a noi.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Francesca Biagioli
Source link




