di Marzio Scipione
Lo shock energetico connesso al conflitto in Medioriente “è troppo grande per essere ignorato senza mettere a rischio il raggiungimento del nostro obiettivo”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervenendo alla Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo. “Non vediamo ancora prove di un disancoraggio delle aspettative di inflazione o di effetti di secondo ordine tali da giustificare, in questa fase, una risposta di politica monetaria più energica”, ha aggiunto. Lagarde ha spiegato che la strategia della Bce prevede risposte diverse a seconda dell’intensità e della durata degli shock dal lato dell’offerta. “Se lo shock è piccolo e temporaneo, può in linea di principio essere ignorato. Se provoca un superamento significativo ma non troppo persistente del nostro obiettivo, è giustificato un aggiustamento misurato della politica monetaria. Se invece l’inflazione è destinata a discostarsi in modo significativo e persistente dal target, la nostra risposta deve essere adeguatamente forte o duratura per evitare dinamiche autoalimentate e il rischio di un disancoraggio delle aspettative”.
Ben attrezzati contro sfida shock frequenti
“Gli shock di offerta stanno diventando più frequenti. La Bce è ben attrezzata per affrontare questa sfida. La nostra strategia aggiornata fornisce un quadro chiaro per valutare gli shock, gestire i rischi e calibrare la risposta”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, parlando alla Commissione Econ del Parlamento europeo. “Essa ci consente di rispondere in modo proporzionato allo shock attuale e di restare ancorati al nostro obiettivo di stabilità dei prezzi nel medio termine”, ha detto ancora Lagarde, ricordando che “la politica monetaria non può compensare completamente l’impatto di questi shock. Rafforzare la resilienza strutturale, soprattutto nel settore energetico, sarà essenziale per ridurre la vulnerabilità dell’area euro agli shock esterni”.
Previsione crescita Pil dello 0,8% nel 2026 non è stagnazione
“Per il Pil prevediamo ora una crescita dello 0,8%. Non si tratta di un dato irrilevante. Io non la definirei stagnazione. Inoltre, trattandosi di una decisione dell’Eurosistema, abbiamo potuto contare sulle migliori competenze di tutte le banche centrali nazionali nella formulazione delle previsioni economiche e delle stime sull’attività futura, così da ottenere una valutazione che rifletta l’intero Eurosistema. Abbiamo effettivamente rivisto leggermente al ribasso le stime: a marzo prevedevamo una crescita dello 0,9%, a giugno dello 0,8%. Anche le proiezioni per gli anni successivi sono state ritoccate al ribasso, mentre quelle per il 2028 sono rimaste invariate. Per quanto riguarda l’inflazione, abbiamo dovuto rivedere le previsioni al rialzo: 3% nel 2026, 2,3% nel 2027 e 2% nel 2028, il che ci riporta al nostro obiettivo di medio termine”, ha detto ancora Lagarde.
Fiduciosi che inflazione sia destinata a tornare a target del 2%
“Siamo fiduciosi che, con un’adeguata politica monetaria, l’inflazione tornerà al nostro obiettivo. Le aspettative di inflazione sugli orizzonti più brevi sono aumentate sensibilmente rispetto ai livelli precedenti allo scoppio della guerra in Medioriente, ma l’opinione pubblica non si aspetta attualmente che l’inflazione elevata sia destinata a durare”, ha spiegato Lagarde. “La maggior parte delle misure delle aspettative di inflazione a lungo termine si colloca intorno al 2%, sostenendo la stabilizzazione dell’inflazione sul nostro obiettivo nel medio termine”, ha aggiunto la presidente dell’Eurotower.
Effetti su prezzi alimentari potrebbero emergere nel 2027
“Per quanto riguarda i prezzi alimentari, la situazione è più complessa. Negli ultimi mesi i prezzi del cibo sono diminuiti e questo è controintuitivo, perché molti si aspettavano un aumento a causa dell’impatto dei fertilizzanti, una quota significativa dei quali transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Anche gli effetti del fenomeno climatico El Niño avrebbero potuto far prevedere un aumento dei prezzi alimentari. Tuttavia, questo non è ancora avvenuto. Riteniamo che l’impatto sui prezzi del cibo richiederà più tempo per manifestarsi e che sarà probabilmente visibile nel corso del 2027 più che nel 2026. Dovremo quindi monitorare la situazione con grande attenzione”, ha aggiunto Lagarde ricordando che “l’inflazione alimentare è effettivamente scesa all’1,9% nel maggio 2026”.
Guerra pesa su attività economica, manifattura tiene
“Il conflitto in Medioriente sta ora pesando sull’attività economica e le informazioni in arrivo indicano un rallentamento, soprattutto nei servizi. La manifattura, nel frattempo, ha finora tenuto. Questo riflette in parte l’accumulo di scorte in risposta alle pressioni sulle catene di approvvigionamento, ma anche una maggiore spesa per la difesa”, ha aggiunto Lagarde, ricordando che “l’economia dell’area euro stava acquisendo un certo slancio quando è scoppiata la guerra in Medioriente” e che “il Pil reale è aumentato dello 0,3% su base trimestrale nel primo trimestre del 2026”. Tuttavia, ha spiegato che il conflitto sta modificando le prospettive economiche dell’Eurozona. “Lo staff ora si aspetta che la domanda interna sia più debole rispetto alle proiezioni di marzo, poiché la guerra ha ridotto la fiducia e l’aumento dei costi energetici pesa sui redditi reali”, ha affermato la presidente della Bce. Secondo le proiezioni di giugno dello staff dell’Eurosistema, richiamate da Lagarde nel suo intervento, la crescita dell’area euro dovrebbe attestarsi allo 0,8% nel 2026, all’1,2% nel 2027 e all’1,5% nel 2028. “Le prospettive restano tuttavia incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, ha concluso la presidente della Bce.
Ben posizionati per affrontare incertezza legata a guerra
“La decisione di aumentare i tassi è robusta in tutti gli scenari elaborati dallo staff, il che significa che in tutti gli scenari è giustificato un rialzo dei tassi. Gli sviluppi recenti sono rimasti all’interno della gamma di scenari considerati. Con questa decisione, restiamo ben posizionati per affrontare l’incertezza causata dalla guerra. Continueremo a monitorare attentamente gli sviluppi e seguiremo un approccio dipendente dai dati e deciso riunione per riunione nella definizione dell’orientamento di politica monetaria”, ha spiegato Lagarde, sottolineando che “in particolare, le nostre decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla nostra valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, alla luce dei dati economici e finanziari in arrivo, nonché delle dinamiche dell’inflazione di fondo e della forza della trasmissione della politica monetaria”. “Non ci stiamo impegnando in anticipo su un percorso specifico dei tassi”, ha aggiunto ancora la presidente della Bce.
Accordo di pace positivo ma rischi ancora elevati
“L’accordo di pace in Medioriente è una notizia positiva, ma la situazione resta fragile, con rischi di battute d’arresto o di una nuova escalation. Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, ha aggiunto Lagarde, sottolineando che gli effetti del conflitto continuano a pesare sulle valutazioni della Banca centrale europea. “La portata delle conseguenze della guerra sull’inflazione e sulla crescita nel medio termine dipenderà dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi energetici, così come dall’entità dei suoi effetti indiretti e di secondo ordine”, ha spiegato.
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Redazione Ore 12
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