mari caldi e specie da proteggere


Nel TgAmbiente del 23 giugno: dalle spiagge accessibili agli animali domestici alla scomparsa di alberi simbolo, fino alla crisi dei coralli mediterranei e agli incontri con la fauna selvatica: quattro storie che raccontano il rapporto complesso tra attività umane, biodiversità e cambiamento climatico

La gestione sostenibile del rapporto tra persone, animali ed ecosistemi emerge come tema centrale in quattro vicende che attraversano territori e contesti diversi.

La guida 2026 alle spiagge per cani pubblicata da Enpa evidenzia la crescente attenzione verso un turismo inclusivo per gli animali domestici, ma anche la frammentazione normativa italiana, dove l’accesso dei cani agli arenili dipende ancora da ordinanze locali.

La scomparsa della quercia di Robin Hood, albero millenario della foresta di Sherwood, rappresenta invece un simbolo della vulnerabilità degli ecosistemi storici.

Il declino della pianta è stato determinato dalla combinazione di pressione antropica, alterazioni del suolo e condizioni climatiche sempre più estreme.

Nel Mediterraneo, il progetto Mad Coral Guardians ha documentato gli effetti dell’aumento delle temperature marine sui coralli, con particolare attenzione alla specie endemica Cladocora caespitosa.

Il riscaldamento delle acque rappresenta una minaccia crescente per habitat fondamentali alla biodiversità marina.

Infine, anche gli eventi sportivi internazionali devono confrontarsi con la presenza della fauna selvatica. Durante i ritiri per i Mondiali di calcio, alcune nazionali hanno adottato misure precauzionali per il rischio di incontri con serpenti velenosi presenti nelle aree di allenamento.

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Le notizie del #TgAmbiente 23 giugno 2026

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Spiagge per cani in Italia: ecco la guida online

La crescente presenza degli animali domestici nella vita quotidiana ha portato a un aumento della domanda di servizi turistici dedicati. Per rispondere a questa esigenza, Enpa ha pubblicato la guida 2026 alle spiagge per cani in Italia, uno strumento rivolto a cittadini e turisti che desiderano organizzare vacanze o giornate al mare insieme ai propri animali.

Il documento raccoglie informazioni sulle dog beach, sulle spiagge libere accessibili agli animali e sulle regole adottate nei diversi territori. In Italia, infatti, non esiste una normativa nazionale uniforme che disciplini l’accesso dei cani agli arenili.

Le disposizioni vengono stabilite principalmente attraverso ordinanze comunali, regionali e indicazioni delle Capitanerie di porto, generando un quadro variabile da località a località.

La guida dedica particolare attenzione anche alle strutture balneari attrezzate per accogliere gli animali, un settore in crescita che intercetta una trasformazione delle abitudini turistiche e una maggiore richiesta di servizi compatibili con la presenza degli amici a quattro zampe.

Morta la quercia di Robin Hood, aveva più di mille anni

La celebre quercia maggiore della foresta di Sherwood, nel Nottinghamshire, è morta dopo oltre mille anni di storia. L’albero, noto come simbolo della leggenda di Robin Hood, non ha prodotto foglie nella primavera recente, segnando la fine di un patrimonio naturale e culturale di straordinario valore.

Con una circonferenza di circa 11 metri e una chioma estesa per 28 metri, la quercia attirava ogni anno circa 350mila visitatori. La tradizione racconta che proprio sotto i suoi rami trovassero rifugio Robin Hood e la sua banda.

Il declino dell’albero non è attribuibile a un’unica causa. Il terreno circostante è stato progressivamente alterato dal turismo intenso, con compattazione del suolo e riduzione dell’ossigenazione delle radici. Anche attività estrattive storiche e modifiche alla falda acquifera hanno contribuito alla fragilità dell’esemplare.

A questi fattori si sono aggiunti gli effetti della crisi climatica: cinque estati consecutive caratterizzate da scarsità di precipitazioni e temperature elevate, culminate nell’ondata di calore del 2022 con temperature record nel Regno Unito.

Temperature sempre più elevate del mare danneggiano i coralli del Mediterraneo

L’aumento delle temperature marine sta modificando gli equilibri degli ecosistemi del Mediterraneo, mettendo sotto pressione specie fondamentali per la biodiversità. Tra queste vi sono i coralli, organismi particolarmente sensibili agli stress termici.

Il progetto Mad Coral Guardians, promosso dalla Fondazione Marevivo, ha analizzato gli effetti del riscaldamento nelle aree marine protette di Ustica, Tavolara-Punta Coda Cavallo e Punta Campanella.

Le indagini hanno evidenziato la vulnerabilità della Cladocora caespitosa, corallo endemico del Mediterraneo, rispetto agli episodi di aumento anomalo della temperatura dell’acqua.

Negli ultimi anni il Mediterraneo ha registrato valori eccezionali, con un picco raggiunto nel giugno 2025, quando la temperatura superficiale media ha sfiorato i 24°C.

Il monitoraggio scientifico ha fornito dati utili per sviluppare strategie di conservazione e interventi di restauro, mostrando come la conoscenza degli ecosistemi sia indispensabile per progettare azioni efficaci contro gli effetti della crisi climatica.

Gli avversari più temuti ai Mondiali di calcio: allarme serpenti

Anche gli eventi sportivi internazionali possono essere condizionati dalla presenza della fauna selvatica. In occasione dei Mondiali di calcio, alcune nazionali hanno infatti dovuto considerare un rischio insolito per gli allenamenti: gli incontri con serpenti velenosi.

Il problema è emerso durante i ritiri negli Stati Uniti, in particolare nelle aree dove è diffuso il serpente testa di rame, specie velenosa presente in alcune regioni.

Il capitano della nazionale tedesca ha raccontato le preoccupazioni legate alla presenza di questi animali nei pressi dei campi di allenamento a Winston Salem, nella Carolina del Nord. Anche Svizzera e Norvegia hanno segnalato l’attenzione necessaria nei confronti della fauna locale.

A Greensboro sono state fornite indicazioni specifiche ai giocatori norvegesi per evitare comportamenti rischiosi. Il centro sportivo scelto dalla Svizzera a San Diego è stato invece segnalato come area caratterizzata dalla presenza di serpenti.

Il caso evidenzia come la convivenza con gli ecosistemi naturali richieda attenzione anche in contesti altamente organizzati e tecnologici come quelli dello sport professionistico.

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 Redazione Green Planner

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