Modica continua a perdere pezzi. Ora c’è a rischio l’Archivio di Stato. L’assessore si dimetta


Lo chiede Carmelo Cataldi, presidente della Società Modicana per la Storia Patria, nonché cultore di Storia ed esperto di Araldica e Genealogia

Gentile sindaco della Città di Modica, mi permetto di scriverle solo oggi, sforzandomi di farlo, perchè non rientra nella mia educazione personale e culturale sbandierare come feticcio il rilevare disservizi e negatività, in questo caso di ordine culturale e di tutela del patrimonio storico cittadino, di cui sono oggetto la mia Città e il Comune come ente amministrativo civico, per segnalarle dei fatti veramente gravi che riguardano appunto l’amministrazione della Città come entità sociale, storica e culturale.

Non entro nelle polemiche, anche recenti, venutesi a creare per l’evento realizzato nella magnifica cornice del sagrato del Duomo di San Giorgio e dell’esclusione della Città e della mancata presenza ufficiale di uno dei suoi migliori rappresentanti politici, ossia la Presidente del Consiglio Comunale, o ancora delle luculliane feste gastronomiche svolte sempre in quel contesto, o ancora dei quasi compleanni festeggiati presso il Castello dei Conti, tutte attività che hanno creato disservizi e malumori nella cittadinanza, anche a causa della paralizzazione della circolazione stradale tra Modica Bassa e Modica Alta, e non entro pure in tutte quelle polemiche “minori”, ma frequenti sui social e sui media locali, quali la mancata cura e manutenzione degli orologi di Modica (Comune, Castello e Teatro Garibaldi) dal momento in cui si è insediata ad oggi, in particolare quello che sta sopra il suo ufficio comunale, oppure alla sostituzione commerciale e culturale etnica che sta avvenendo lungo corso Umberto I, dove nel raggio di 300 mt. insistono ben 8 negozi etnici, bensì desidero rappresentarle quanto di gravissimo sta avvenendo a Modica sotto il profilo culturale e storico-documentale, nell’indifferenza e silenzio totale del mondo culturale modicano e soprattutto del suo assessorato alla cultura e di cui qui formalmente, credo sia possibile, chiedo le dimissioni del competente assessore o di colui che ne abbia le deleghe.

L’oggetto di questa mia richiesta è collegata direttamente alla presenza e all’esistenza stessa di quel patrimonio storico documentale, e questo si “Patrimonio dell’Umanità”, che si trova custodito, sin dal 1955, e ancor prima nel Castello dei Conti di Modica e nelle sedi della ”Universitas” di Modica almeno dal 1439 (l’atto più antico custodito), presso la Sezione di Modica dell’Archivio di Stato di Ragusa.

Incidentalmente le sottolineo che presso quella Sezione si trova anche il carteggio documentale amministrativo e storico della Città di Modica a partire dal 1640 al 1951 e di cui credo lei abbia contezza perchè in molti nell’amministrazione comunale ne sconoscono l’esistenza invece, e che, come accade in altre città, unitamente ad altro materiale dovrebbe essere gelosamente custodito presso un Archivio Storico Comunale; un esempio lo potrà trovare presso la Città di Ferrara, Lucca, Lodi, Parma, Piacenza, ma anche Ragusa, Comiso, etc. .

Dicevo pericolo per la presenza ed esistenza stessa dell’Archivio Storico della Sezione Modicana, che comprende, oltre l’importantissimo fondo della Contea di Modica, anche fondi privilegiati quali quelli delle famiglie De Leva e Grimaldi (Caser) e delle rispettive gigantesche biblioteche, delle soppresse Corporazioni Religiose (un patrimonio preziosissimo e unico), ma anche il Catasto e altri strumenti utili per la società intera modicana e della stessa provincia di Ragusa, perchè, come credo lei e il suo assessore ben sapete, da qualche anno, credo per questioni legati al ridimensionamento del personale e delle risorse economiche la Sezione Modicana è aperta ormai in forma residuale non più di due volte al mese, rispetto a quella giornaliera precedente, e soprattutto, ed è per questo che ritengo scandaloso il silenzio delle risorse culturali modicane e di parte della sua amministrazione, parte del patrimonio documentale è stato spostato presso la Sede di Ragusa, soprattutto il fondo notarile che è per importanza storica e documentale pari a quello della Contea di Modica.

Spero che di questo trasferimento patrimoniale lei e il suo assessore alla cultura ne eravate e ne siete a conoscenza, perchè altrimenti risulta ancora più grave in quanto starebbe a significare che la storia e la Città vanno da una parte e l’amministrazione comunale va dall’altra.

Non si tratta di un mero campanilismo tra Modica e Ragusa, che da oltre un secolo attanaglia ancora le due comunità, ma di una questione di “patriottismo” storico, culturale, di cui non si capisce il depauperamento e la trascuratezza amministrativa, così come stanno ad oggi le cose, ma soprattutto di sensibilità sociale.

Noto da anni che ci si riempe la bocca di eccellenza, di unicità, di grandezze a piè sospinto per eventi storici e culturali che hanno ben poco di tutto questo, mentre hanno solo un ritorno meramente di vetrina politica-amministrativa e di autoesaltazione di coloro che si autoincensano come professionisti della cultura e del jet set ad essa collegata.

Paradossalmente, e la sua amministrazione purtroppo, sic et stantibus, ce lo sta facendo rimpiangere, negli ultimi tre anni di sua amministrazione, per la tutela e la salvaguardia del patrimonio storico della Città, ha fatto e sta facendo l’ex-sindaco Ignazio Abbate, se è anche vero che finalmente sta provvedendo a sanare anche la questione del recupero e messa in sicurezza della Chiesa rupestre di Santa Venera.

Pertanto lancio a lei e alla sua amministrazione, ma anche alla minoranza consigliare, quella composta dai consiglieri Giovanni Spadaro e Ivana Castello, e quindi anche a quella che una volta era la sua maggioranza e che che adesso con un triplo salto carpiato è diventata “l’altra minoranza”, la richiesta di volersi veramente impegnare per mantenere a Modica questo prezioso patrimonio archivistico e seriamente pensare alla costituzione di un Archivio Storico Comunale di Modica, magari supervisionato nella costituzione dal Prof. Uccio Barone, l’unico che concretamente potrebbe sovrintendere alla realizzazione e apertura, soprattutto attraverso un passaggio importante, ossia le dimissioni del suo assessore alla cultura, che almeno in questo caso ha dimostrato scarsa sensibilità, capacità e conoscenza del patrimonio culturale e storico della Città di Modica.

Con osservanza

Dr. Carmelo Cataldi


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Redazione

Source link

Di