- Lasciato libero di crescere, l’ibisco dà vita a folti cespugli in giardino.
- Hibiscus trionum o ibisco vescicoso.
- Hibiscus syriacus o ibisco cinese. In generale, l’ibisco presenta fiori dai colori sgargianti e dalle varie sfumature.
- Hibiscus moscheutos, ibisco perenne e rustico dai fiori appariscenti.
- Oltre ai fiori, anche le foglie di ibisco sono particolarmente attraenti: palmate, di un bel colore verde intenso.
- L’ibisco è una pianta tropicale: ama il caldo e non teme l’afa estiva, ma va esposto al sole diretto solo nelle ore meno calde della giornata.
- Hawaiian hibiscus in giardino.
- L’ibisco fiorisce per tutta l’estate, fino all’autunno.
L’ibisco possiede grandi fiori esotici dai colori sgargianti che contrastano con il fogliame verde scuro e lucido creando un effetto assai decorativo. Si tratta di una pianta che cresce con facilità e fiorisce ripetutamente per molti mesi se gli vengono garantite le giuste condizioni ambientali.
L’ibisco è infatti sia una pianta da interno sia da esterno, sia da piena terra sia da vaso, a seconda della regione geografica in cui ci si trova e della varietà che si intende acquistare: non tutte le piante resistono al freddo e la maggior parte desiderano climi temperati ed esposizioni luminose (anche pieno sole nelle ore meno calde della giornata) ma protette dal vento.
L’ibisco si concima ogni anno durante il periodo della fioritura con un fertilizzante specifico per piante fiorite; il terreno ideale deve infatti essere fertile, ma anche leggero e ben drenato: proprio l’annaffiatura è forse l’aspetto più delicato da gestire nella cura dell’ibisco.
Va bagnato più volte la settimana durante l’estate, perché il terreno non deve mai seccare, ma al tempo stesso occorre evitare la formazione di ristagni, pericolosissimi per la sopravvivenza della pianta.
La potatura, da effettuare sia sulle piante in vaso sia in piena terra con modalità differenti, serve a preservare la vigoria dell’ibisco, mentre per l’eventuale trapianto occorre assicurarsi un substrato per piante in vaso con concimazione completa, ternaria con l’aggiunta di microelementi.
L’ibisco si può riprodurre per semina, talea semilegnosa o divisione dei cespi, mentre è soggetto a diverse patologie che vanno dalla presenza di parassiti (acari, afidi, ragnetto rosso e cocciniglie) fino a diversi problemi riguardanti la scorretta manutenzione (dall’esposizione alle annaffiature, passando per la mancanza di nutrienti).
Di origine tropicale e subtropicale, il genere Hibiscus, appartenente alla famiglia delle Malvacee, comprende più di 300 specie di piante con caratteristiche molto diverse (tra cui il bellissimo Hibiscus rosa–sinensis). Alcune sono arbusti o piccoli alberi, sempreverdi o a foglie caduche, rustici e dunque coltivabili all’aperto, oppure delicati e perciò da tenere in appartamento.
Altre specie sono erbacee, annuali o perenni. Comune a tutte le specie è la forma dei fiori: imbutiformi e molto appariscenti, possono raggiungere anche 15 cm di diametro, ma hanno breve durata. Solitari e in posizione ascellare, sono composti da cinque petali sovrapposti alla base; il colore varia dal bianco al giallo, dal rosa al rosso, in varie sfumature.
Le varietà di ibisco differiscono notevolmente anche per la forma delle foglie, il tipo di crescita e la resistenza al freddo.
Fioritura
Quando fiorisce e varianti di colore
La fioritura dell’ibisco avviene da fine primavera all’autunno (pertanto la pianta porta allo stesso tempo dei bei fiori turgidi, dei boccioli e dei fiori ormai appassiti).
I fiori di ibisco sono celebri per la loro straordinaria gamma di colori, che spazia dalle tonalità più delicate a quelle più intense e audaci. Questa diversità cromatica, unita alla loro forma elegante e spesso imponente, li rende tra i fiori più apprezzati in giardini e balconi.
Rosso
Forse il colore più spesso associato all’ibisco, presente in innumerevoli sfumature, dal rosso scarlatto al cremisi profondo.
Rosa
Dai rosa pallidi e cipria a tonalità più vivaci come il fucsia e il magenta.
Giallo
Luminoso e solare, il giallo è un altro colore molto diffuso, che può variare dal limone chiaro all’oro intenso.
Bianco
Simbolo di purezza ed eleganza, i fiori di ibisco bianchi possono essere candidi o presentare delicate sfumature crema. Spesso, come nella varietà Hibiscus Syriacus ‘Red Heart’, il bianco è impreziosito da un centro a contrasto, tipicamente rosso scuro.
Arancione
Caldo e tropicale, l’arancione si manifesta in sfumature che vanno dal pesca delicato all’arancione vibrante, quasi infuocato, spesso presente negli ibridi di Hibiscus rosa-sinensis.
Blu e viola
Sebbene più rari e spesso risultato di ibridazioni specifiche, esistono anche fiori di ibisco in tonalità di blu e viola. Queste colorazioni, come nel caso dell’Hibiscus syriacus ‘Blue Bird’ (Oiseau Bleu).
Fiori bicolori e variegati
Oltre ai colori singoli, molti fiori di ibisco sono bicolori o variegati, presentando affascinanti combinazioni e sfumature. Ad esempio, la varietà Hibiscus Syriacus ‘Hamabo’ esibisce petali rosa pallido o quasi bianchi con un cuore rosso cremisi che si irradia verso l’esterno.
Variazioni di colore
Il colore dei fiori di una stessa pianta di ibisco, in particolare per alcune varietà di Hibiscus rosa-sinensis, può subire variazioni di intensità e tonalità a seconda di fattori ambientali quali la temperatura e l’esposizione solare, cambiando talvolta colore nell’arco della giornata.
Commestibilità
Riproduzione
Le tecniche di propagazione dell’ibisco variano sensibilmente in base alla natura della pianta (annuale o perenne). Seguire i giusti accorgimenti termici, di substrato e di umidità è fondamentale per garantire l’attecchimento.
Ibisco annuale: semina controllata
Per le varietà annuali, la riproduzione per seme è la via d’elezione e si procede a marzo, distribuendo i semi in modo rado all’interno di vassoi da semina.
È essenziale utilizzare un composto specifico e mantenere l’ambiente a una temperatura costante tra i 13 e i 16°C per favorire la germinazione senza shock termici.
Quando le giovani piantine raggiungono un’altezza di 7-10 cm e sono abbastanza robuste da essere maneggiate, vanno trapiantate delicatamente in vasetti singoli. Il substrato ideale in questa fase è una miscela perfettamente drenante di sabbia e torba in parti uguali, che previene il marciume radicale.
Ibisco perenne: talea semilegnosa
Per preservare l’esatta identità genetica delle varietà perenni, il metodo più efficace è la talea semilegnosa, da effettuare tra la primavera e l’estate.
Si scelgono i germogli laterali non fioriferi (poiché le energie della pianta devono concentrarsi sulle radici, non sul fiore) e si recidono talee di 7-10 cm, avendo cura di prelevare anche una piccola porzione del ramo portante.
Per massimizzare le probabilità di successo, la base della talea va immersa in una polvere rizogena (ormone radicante). Successivamente, la si interra per circa 2/3 della sua lunghezza in una cassetta riempita con un mix soffice di terriccio e perlite.
La cassetta va poi sigillata con della plastica trasparente per creare un microclima ad alta umidità costante, posizionandola in un luogo luminoso (ma non al sole diretto) a una temperatura stabile di 20-22°C.
Il processo di radicazione richiede pazienza: dopo circa 3 mesi, una volta sviluppato l’apparato radicale, le nuove piante possono essere trasferite in vasi singoli da 10 cm di diametro. Con le giuste cure, non è raro assistere alla prima fioritura già entro il primo anno.
Oltre che per talea, le specie perenni possono essere moltiplicate per seme (esattamente come le annuali) oppure, all’inizio della primavera, tramite la divisione dei cespi. Quest’ultima operazione va eseguita con estrema cautela per non danneggiare il sistema radicale centrale della pianta madre.
Divisione dei cespi
Nel caso dell’ibisco perenne — come il diffuso Hibiscus moscheutos (l’ibisco palustre) o l’Hibiscus palustris — questa tecnica rappresenta anche un ottimo intervento di ringiovanimento per l’esemplare vecchio, che col tempo tende a svuotarsi al centro.
L’operazione va eseguita all’inizio della primavera (tra marzo e aprile), appena la pianta si risveglia dal riposo invernale e prima che i nuovi germogli crescano troppo. In questo momento la pianta ha la massima energia per riparare i tessuti radicali e adattarsi alla nuova dimora.
Procedura step by step
- Annaffiare la pianta madre il giorno prima per ammorbidire la terra, quindi sollevare delicatamente l’intero apparato radicale dal terreno (o dal vaso) aiutandosi con una vanga, cercando di non spezzare le radici principali. Rimuovere l’eccesso di terra per vedere chiaramente la struttura del cespo
- Identificare i punti di divisione naturali: ogni porzione deve avere almeno 2-3 gemme o germogli sani e un buon apparato di radici vigorose. Usando un coltello da giardinaggio molto affilato e disinfettato, recidere nettamene il ceppo
- Poiché l’ibisco ha radici carnose sensibili ai marciumi, è un’ottima pratica spolverizzare le superfici di taglio con del carbone di legna in polvere o del rame idrossido (un fungicida), che agiscono come cicatrizzanti
- Piantare immediatamente le nuove porzioni ottenute direttamente in giardino o in vasi singoli con un terriccio ricco, leggero e ben drenato (ad esempio del terriccio universale miscelato con un po’ di sabbia o perlite). Mantenere il substrato costantemente umido (ma non inzuppato) per le prime settimane.
Si ricorda che questa operazione va fatta con molta precauzione: se si divide un cespo in parti troppo piccole o prive di gemme vitali, la pianta non riuscirà a ripartire e morirà. Inoltre, l’ibisco perenne soffre molto lo stress da trapianto: dopo la divisione, potrebbe impiegare qualche settimana prima di mostrare segni di nuova crescita.
Semi
I semi di ibisco hanno un aspetto molto particolare e variano leggermente a seconda della specie, ma condividono tutti alcune caratteristiche di base.
Sono tendenzialmente reniformi (a forma di rene o di piccolo fagiolo) o leggermente angolati, simili a minuscoli spicchi.
Il seme vero e proprio va dal marrone scuro al grigio antracite, fino al nero opaco quando è perfettamente maturo.
Molte specie (soprattutto specie comuni come l’Hibiscus syriacus) presentano una corona di peli fini e setosi lungo i bordi o su tutta la superficie. In natura, questa peluria serve alla pianta per agganciarsi al pelo degli animali o per farsi trasportare più facilmente dall’acqua e dal vento.
Dove si trovano
I semi non sono visibili finché il fiore è aperto. Dopo che il fiore appassisce e cade, la base si trasforma in una capsula legnosa divisa in 5 sezioni.
Quando la capsula è matura, diventa marrone, si secca e si apre “a stella”, rivelando i semi custoditi all’interno e pronti per essere raccolti o lasciati cadere.
Poiché il guscio esterno di questi semi è molto duro e impermeabile (una caratteristica tipica delle Malvaceae), prima di seminarli a marzo è consigliabile praticare la scarificazione, ossia graffiare leggermente la superficie con della carta vetrata fine e poi lasciarli in ammollo in acqua tiepida per 12-24 ore. Questo aiuterà l’acqua a penetrare, velocizzando i tempi di germinazione.
Informazioni e curiosità
Le principali specie ornamentali di ibisco sono:
Hibiscus rosa-sinensis
Conosciuto anche come “Ibisco della Cina“, è il più diffuso e utilizzato per la coltivazione in appartamento. Poco resistente al gelo, è perfetto per le numerose località temperate della Penisola, specie quelle costiere, dove viene spesso usato per adornare giardini o costituire splendide siepi fiorite.
Nella specie tipica i fiori sono rosso-cremisi, tuttavia ormai esistono in commercio numerose varietà in diverse tonalità di rosso, rosa, giallo, arancio, bianco, a fiore semplice o a fiore doppio.
Hibiscus syriacus
Noto anche come “Rosa di Siria“, è il più resistente alle basse temperature; in Gran Bretagna e in Europa meridionale sono state selezionate numerose varietà che, protette da un muro o tenute in posizione riparata, sopportano bene temperature fino a – 20°.
I fiori, solitari, larghi 7 cm, con colori che vanno dal bianco al rosa e al rosso, sbocciano all’ascella delle foglie superiori da giugno ad ottobre. Viene coltivato singolarmente o a gruppi per formare siepi e barriere, data la sua adattabilità alle potature, ma non è difficile trovarlo anche in forma di alberello.
Hibiscus trionum
Originario dell’Africa, è una specie annuale, rustica, dall’aspetto cespuglioso che può raggiungere il metro di altezza. Le foglie sono lobate, grossolanamente dentate, di colore verde scuro. I fiori, larghi 7 cm, sbocciano in continuazione da agosto a settembre e sono seguiti da frutti a capsula, globosi. Si aprono solo per alcune ore al mattino, tuttavia, esistono varietà i cui boccioli rimangono aperti fino alla sera. Il colore varia dal giallo pallido al bianco-crema con una caratteristica tonalità marrone al centro.
Hibiscus coccineus
Proveniente dalle regioni meridionali degli Stati Uniti, è una pianta erbacea, perenne, semirustica; ha bisogno di protezione durante l’inverno solamente nelle regioni più fredde. Le foglie palmate, irregolarmente lobate, allo stadio giovanile sono rosso scuro; anche i fusti e i piccioli sono rossastri. I fiori solitari, di colore rosso, possono raggiungere anche i 20 cm di diametro. Portati da fusti lunghi, fioriscono in estate e sono seguiti da capsule grandi, avvolte da 5 brattee molto ornamentali.
Hibiscus mutabilis
Originario della Cina meridionale, è un arbusto perenne, semirustico, con foglie cuoriformi, leggermente pelose. I fiori, che durano solo un giorno, sbocciano all’ascella delle foglie superiori, portati da peduncoli sottili lunghi 5 cm. Larghi 10 cm, appena sbocciati sono bianchi o rosa pallido e diventano rosso scuro verso sera.
Hibiscus moschetous
Proveniente dalle regioni meridionali degli Stati Uniti, è una specie erbacea perenne, semirustica, con foglie verde lucido, ovate, a volta lobate, e fiori rosa scuro, solitari, larghi 15 cm, che sbocciano abbondantemente nei mesi estivi. Al Nord deve essere coltivato in appartamento, mentre nelle regioni costiere e al Sud può essere coltivato all’aperto, in zona riparata e poco ventosa.
Hibiscus schizopetalus
Originario dell’Africa orientale, è un arbusto perenne, delicato, coltivato all’aperto solamente nelle regioni meridionali. Ha foglie verdi, ovate o ellittiche. I fiori sono penduli, larghi 6 – 7 cm, rosso arancio, con petali ripiegati all’indietro, profondamente sfrangiati. Fiorisce da aprile a settembre.
Hibiscus cannabinus
Pianta erbacea perenne, originaria dell’India, dalla cui corteccia si ottiene una fibra bianca, lucente, lunga e robusta, utilizzata per realizzare cordaggi, tele, sacchi, tappeti e tessuti grossolani ad effetto lucido. Viene adoperata anche nell’industria cartaria per il suo elevato contenuto di cellulosa.
Coltivazione
L’ibisco generalmente può essere coltivato in piena terra solo in località temperate e in posizioni protette e soleggiate, altrimenti va piantato in vaso.
Collocazione
L’ibisco è una pianta molto versatile che può essere coltivata con successo sia in appartamento sia all’aperto, purché le condizioni climatiche lo consentano.
Concimazione
L’ibisco ha un’avversione biologica per l’eccesso di fosforo: grandi quantità che si accumulano nel terreno danneggiano le radici e bloccano l’assorbimento di altri nutrienti essenziali (come ferro e zinco), portando all’ingiallimento delle foglie e alla caduta dei boccioli.
Le proporzioni ideali per la fertilizzazione dell’ibisco, quindi, richiedono una formula a basso contenuto di fosforo e alto contenuto di potassio (ad esempio rapporti come 10-4-12 o 9-3-13).
Inoltre, l’ibisco soffre facilmente di clorosi ferrica (foglie che ingialliscono mantenendo le venature verdi), per cui è importante che il concime scelto contenga ferro chelato (fondamentale, specialmente se l’acqua di irrigazione è calcarea), magnesio e zinco.
Calendario e frequenza della concimazione
Si concima solo quando la pianta è in attiva crescita e le temperature sono stabilmente sopra i 15-18°C.
- Inizio primavera (marzo/aprile): una somministrazione di concime granulare a lenta cessione (tipo Osmocote per piante fiorite) alla base della pianta per dare la spinta al risveglio vegetativo
- Piena estate (maggio – agosto): concimazione regolare ogni 7-14 giorni utilizzando un concime liquido idrosolubile diluito a metà della dose consigliata sulla confezione
- Fine estate (settembre): ridurre a una sola applicazione ogni 18-20 giorni per preparare la pianta al riposo
- Autunno/inverno: sospendere totalmente qualsiasi tipo di concimazione. Forzare la pianta a nutrirsi durante la dormienza invernale può bruciare le radici.
Esposizione e luce
Sistemato in vaso, l’ibisco può abbellire una terrazza soleggiata ed esposta a Sud solo quando le temperature sono miti e non nelle ore più calde della giornata. Ama comunque una luce intensa per poter fiorire copiosamente (anche se la tipologia di esposizione cambia a seconda della specie). In casa l’ibisco deve essere collocato in posizione luminosa ma lontano dalle finestre e al riparo da correnti d’aria.
Annaffiatura
L’annaffiatura è il punto debole dell’ibisco: non deve mai essere bagnato troppo, ma neanche deve mancargli l’acqua, infatti, se la terra si secca cadono foglie e boccioli.
Primavera-estate
L’ibisco va annaffiato regolarmente, tre volte alla settimana, in modo che il terreno resti sempre umido, evitando però i ristagni. È opportuno anche nebulizzare la pianta 2-3 volte alla settimana con acqua leggermente tiepida, facendo attenzione a non bagnare i fiori, per mantenere attorno ad essa un ambiente sufficientemente umido.
Durante le giornate più calde e afose dell’estate (luglio-agosto), potrebbe essere necessario annaffiare anche tutti i giorni o ogni due giorni, specialmente se il vaso è piccolo e in pieno sole.
Come annaffiare correttamente
- Annaffiare in modo abbondante, bagnando tutta la superficie del terriccio
- Continuare finché l’acqua fuoriesce dai fori di drenaggio sul fondo del vaso: questo assicura che tutta la terra sia bagnata
- Dopo qualche minuto, svuotare completamente il sottovaso: lasciare l’acqua nel sottovaso è la causa principale di marciume radicale
Segnali da osservare
- Carenza d’acqua: le foglie appaiono appassite, “mosce” e la pianta lascia cadere i boccioli fiorali prima che si aprano
- Eccesso d’acqua: le foglie, specialmente quelle più basse, iniziano a ingiallire e a cadere. Questo è il segnale di pericolo più comune
Autunno-inverno
Bagnare una volta a settimana e, se i caloriferi rendono l’aria troppo secca, occorrerà nebulizzare giornalmente la pianta.
Potatura
Gli arbusti di ibisco con più di due anni devono essere potati con regolarità durante il periodo di riposo vegetativo, a fine inverno o inizio primavera, accorciando i rami più lunghi per evitare che perdano la forma compatta; infatti, con l’età diventano sgraziati, i rami invecchiano e perdono le foglie. La mancanza di vitalità si manifesta anche nei fiori e nelle foglie che nascono ogni volta più piccole.
Potando, bisogna eliminare tutti i rami sottili e secchi, e tagliare fino a metà il ramo principale, sebbene si debba sacrificare qualche gemma. Effettuare sempre il taglio sopra una gemma diretta verso l’esterno.
Le piante in vaso, invece, all’inizio della primavera, vanno potate piuttosto energicamente, fino a 15 centimetri dalla base. Il taglio va fatto in corrispondenza dell’inserimento di una foglia; in questo modo si favorisce la nascita dei germogli che porteranno nuovi fiori. È importante, inoltre, rimuovere quando necessario le parti danneggiate e i fiori appassiti.
Rinvaso e trapianto
Il trapianto in piena terra e il rinvaso dell’ibisco sono passaggi delicati. A differenza di altre piante, l’ibisco ama avere le radici leggermente costrette per fiorire al meglio, quindi un rinvaso sbagliato o un vaso eccessivamente grande possono bloccare la produzione di boccioli a favore delle sole foglie.
Il periodo perfetto per farlo è l’inizio della primavera (marzo/aprile), quando la pianta esce dal riposo invernale ma non ha ancora iniziato a sviluppare i nuovi germogli e i boccioli.
Come rinvasare l’ibisco
Il rinvaso si rende necessario solo quando le radici iniziano a fuoriuscire dai fori di drenaggio o formano una massa fitta intorno al pane di terra.
Il nuovo vaso deve essere al massimo 3-5 cm più grande di diametro rispetto al precedente, con ottimi fori di drenaggio sul fondo.
Dato che l’ibisco odia i ristagni idrici, posizionare sul fondo del vaso circa 2-3 cm di argilla espansa o ghiaia sottile, quindi coprire con un primo velo di terriccio.
Il substrato ideale è una miscela composta da 70% di terriccio universale di ottima qualità (ricco di sostanza organica) e 30% di perlite o sabbia grossolana per garantire il passaggio dell’aria e dell’acqua.
Dopo aver preparato la nuova sede della pianta, si può estrarre l’ibisco dal vecchio vaso: se le radici sono molto fitte o spiralizzate sul fondo, usare le dita per allentarle delicatamente, liberandone qualcuna. Questo stimolerà la pianta a esplorare il nuovo terreno.
A questo punto, inserire la pianta nel vaso mantenendo il colletto (il punto in cui il fusto incontra le radici) alla stessa identica profondità di prima. Infine, riempire gli spazi vuoti con il terriccio, quindi pressare leggermente con le dita e annaffiare abbondantemente.
Come trapiantare l’ibisco
Le varietà più resistenti al freddo (come l’Hibiscus syriacus) si possono trapiantare dal vaso al giardino seguendo alcuni step:
- Scavare una buca profonda e larga almeno il doppio del vaso attuale della pianta
- Sul fondo della buca, lavorare la terra aggiungendo una manciata di compost o letame maturo per arricchire il suolo, misto a un po’ di sabbia se il terreno è molto argilloso e pesante
- Posizionare la pianta dritta. Anche in questo caso, il colletto deve essere a livello del terreno circostante
- Riempire la buca con la terra rimossa, creare una leggera conca intorno al tronco (servirà a trattenere l’acqua delle prime irrigazioni) e bagnare molto a fondo.
Per le prime 2 o 3 settimane posizionare la pianta in una zona riparata dal vento e dal sole pomeridiano troppo cocente (se è in vaso) e mantenere il terreno costantemente umido ma mai inzuppato. Non concimare per almeno un mese: le radici devono prima adattarsi al nuovo spazio senza subire lo stress dei sali minerali.
Ubicazione stagionale
L’ibisco, nelle sue varietà più delicate, non sopporta gli inverni freddi, quindi, quando la temperatura scende al di sotto degli 8°C, deve essere spostato all’interno: solo così si eviterà che perda le foglie.
Quando è in fiore è molto importante non cambiargli posto perché in tal caso potrebbe reagire facendo cadere i boccioli.
La temperatura ottimale di coltivazione della pianta è compresa tra i 18 e i 20°C, quindi in primavera e in caso di autunni non troppo freddi ed estati non troppo calde può stare all’esterno.
Come proteggere l’ibisco in inverno
- Spostare la pianta all’interno: portarlo in casa prima che le temperature notturne scendano costantemente sotto i 10°C-12°C.
- Massima luce possibile: posizionarlo nel punto più luminoso della casa (es. vicino a una finestra esposta a sud, in una veranda). La mancanza di luce è il suo nemico principale in inverno
- Ridurre drasticamente l’acqua: annaffiare solo quando il terriccio è ben asciutto al tatto. L’eccesso d’acqua è la prima causa di morte per gli ibischi ricoverati in inverno
- Sospendere la concimazione: interrompere completamente da ottobre fino a marzo
- Controllare i parassiti: l’aria secca di casa favorisce afidi e ragnetto rosso. Controllare periodicamente le foglie, specialmente sotto.
- Evitare fonti di calore: tenerlo lontano da termosifoni, stufe o condizionatori che emettono aria calda e secca
- Copertura con tessuto non tessuto: se l’ibisco resta all’esterno, coprire la pianta con un tessuto non tessuto può aiutare a proteggerla dal gelo
Bonsai
Il bonsai di ibisco è una bellissima pianta da esterno che produce i caratteristici fiori colorati.
Raccolta
I fiori di ibisco possono essere raccolti sia per creare delle composizioni decorative, sia per preparare bevande rinfrescanti come il karkadè.
Per effettuare la raccolta, tagliare il fiore di ibisco, mantenendo un poco di stelo, con una leggera torsione o con un taglio pulito, evitando di strappare o danneggiare i petali.
Malattia e cure
L’ibisco è soggetto agli attacchi di acari, afidi, ragnetto rosso e cocciniglie; la cosa migliore da fare è effettuare dei trattamenti preventivi da applicare ogni 15-20 giorni per tenere sotto controllo le malattie e impedire l’insediamento dei parassiti.
Un’accortezza molto importante è quella di non usare gli stessi prodotti per la piante coltivate in casa e per quelle che si trovano all’aperto; infatti, per queste ultime, i fitofarmaci da usare sono molto più concentrati e potrebbero risultare tossici per l’uomo e per le piante stesse.
Ecco come riconoscere i sintomi delle diverse patologie che colpiscono l’ibisco.
Produce nuove foglie ma non fiorisce
Le concimazioni sono insufficienti o non abbastanza frequenti; basterà applicare un fertilizzante liquido insieme all’acqua di irrigazione secondo le dosi indicate dal produttore.
Le foglie cadono ancora verdi
Si sta dando troppa acqua, o in inverno, la pianta è esposta a temperature troppo basse. Eliminare i fattori ambientali predisponenti e lasciare asciugare il terriccio, nei casi più gravi rinvasare e in seguito bagnare di meno.
I boccioli cadono prima di schiudersi
L’ambiente è troppo secco; spostare l’ibisco in un luogo più umido e vaporizzare giornalmente con acqua demineralizzata e a temperatura ambiente evitando di bagnare i fiori. Collocare la pianta su un sottovaso contenente 3-4 cm di argilla espansa o ghiaia mantenuta sempre bagnata: le garantirà il giusto grado di umidità.
Boccioli sempre chiusi
La luce è insufficiente; spostare l’ibisco in un ambiente più luminoso.
Macchie brune e secche sulle foglie
La maculatura delle foglie, assai diffusa, è provocata da funghi. Appena compaiono queste alterazioni è opportuno distribuire un prodotto anticrittogamico evitando di spruzzarlo sui fiori aperti per non causare ustioni.
Pianta indebolita e foglie gialle
Verificare la presenza di colonie di cocciniglia bianca su fusti, rametti e pagina inferiore delle foglie. Intervenire con spazzolature o con l’eliminazione delle parti molto danneggiate. In alternativa utilizzare insetticidi specifici secondo le dosi e i tempi indicati sull’etichetta.
Germogli giovani con insetti e foglie deformate e accartocciate
controllare se la pianta è infestata da afidi verdi localizzati a manicotto sui fusti e sui giovani germogli; con la loro azione sono in grado di compromettere la fioritura. Intervenire con insetticidi specifici.
Foglie con macchie rugginose e residui filamentosi presenti sulla pagina inferiore
L’ibisco è attaccato dal ragnetto rosso e ciò determina un indebolimento generale della pianta. Poiché questo insetto si diffonde con facilità in ambienti asciutti, intervenire vaporizzando spesso il fogliame con acqua decalcificata a temperatura ambiente e con prodotti acaricidi specifici.
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