Bce: prospettive restano incerte, rischi rialzo inflazione, ribasso crescita
“Le prospettive si confermano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica. Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Tale incertezza si riflette anche nell’ampiezza dei valori relativi all’inflazione e alla crescita negli scenari illustrativi aggiornati formulati dagli esperti dell’Eurosistema e pubblicati nell’ambito delle proiezioni di giugno 2026 sul sito Internet della Bce”. Così il Bollettino della Bce. “I rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso, principalmente a causa della guerra in Medio Oriente, che ha inasprito il contesto politico mondiale già di per sé mutevole. L’interruzione prolungata dell’offerta di energia potrebbe far aumentare ulteriormente le quotazioni energetiche per un periodo più lungo rispetto a quanto attualmente atteso”, si legge nel bollettino della Bce.
Sostenibilità conti pubblici è un’ancora per stabilità
“Il Consiglio direttivo ha evidenziato l’urgente necessità di rafforzare l’economia dell’area dell’euro, preservando al tempo stesso la solidità delle finanze pubbliche. La sostenibilità dei conti pubblici rappresenta un’ancora fondamentale per la stabilità economica nel suo complesso. Le manovre di bilancio in risposta allo shock sui prezzi dell’energia dovrebbero essere temporanee, mirate e modulate, come sottolineato dalla Commissione europea nel pacchetto di primavera del semestre europeo 2026. Sono più che mai essenziali riforme volte a migliorare il potenziale di crescita dell’area dell’euro e ad accelerare la transizione energetica per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili”. “Il completamento dell’Unione del risparmio e degli investimenti- prosegue la Bce- è d’importanza cruciale per finanziare l’innovazione, sostenere le transizioni ecologica e digitale e aumentare la produttività. L’euro digitale e la tokenizzazione della moneta di banca centrale all’ingrosso accresceranno l’autonomia strategica, la competitività e l’integrazione finanziaria in Europa, promuovendo inoltre l’innovazione nei pagamenti. È pertanto fondamentale adottare in tempi rapidi il regolamento relativo all’istituzione dell’euro digitale.La semplificazione e l’armonizzazione delle regole all’interno del mercato unico dell’UE contribuiranno ad accelerare la crescita delle imprese europee”.
Bce: Schnabel, possibili altri rialzi ma dipenderà dai dati
La Banca centrale europea potrebbe dover procedere con ulteriori rialzi dei tassi di interesse per riportare l’inflazione al target del 2%, anche se le future decisioni resteranno strettamente legate all’evoluzione del quadro economico e geopolitico. Lo ha affermato Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Bce, in un’intervista a Die Zeit. “Dal punto di vista attuale, dovremo aumentare ulteriormente i tassi d’interesse per riportare l’inflazione al nostro obiettivo del 2% nel medio termine”, ha detto Schnabel. Tuttavia, ha precisato che “l’entità e la tempistica di ulteriori misure dipenderanno da come evolveranno il conflitto, l’economia e l’inflazione”. L’esponente della Bce ha difeso il rialzo dei tassi deciso circa una settimana e mezzo fa, nonostante il successivo cessate il fuoco in Medioriente e il calo dei prezzi del petrolio. “No, questa decisione sui tassi era appropriata in tutti gli scenari che abbiamo considerato, incluso uno scenario più favorevole in cui i prezzi del petrolio si normalizzano rapidamente”, ha affermato. Secondo Schnabel, la stretta era necessaria “per evitare che i prezzi energetici elevati nel medio termine producessero effetti di secondo impatto e un’inflazione ancora più elevata”. Schnabel ha sottolineato che, sebbene il cessate il fuoco rappresenti “una buona notizia per l’Europa e per l’economia globale”, non costituisce “un motivo per abbassare la guardia”. A suo giudizio, infatti, i prezzi dell’energia restano superiori ai livelli precedenti al conflitto e, soprattutto, rimangono elevati i prezzi delle forniture energetiche per i prossimi anni. “Guardiamo in particolare ai prezzi dell’energia per le consegne nei prossimi anni e questi rimangono elevati”, ha spiegato. “Anche se la situazione a breve termine appare migliore di quanto ci aspettassimo, il cessate il fuoco non è un motivo per i responsabili della politica monetaria di abbassare la guardia”. Schnabel ha inoltre osservato che l’impatto del rincaro energetico si sta già estendendo oltre il comparto dell’energia: “I dati sull’inflazione di maggio mostrano già che lo shock dei prezzi energetici si è ampliato. L’inflazione dei beni e dei servizi non energetici è già aumentata e ciò è probabilmente almeno in parte una conseguenza della guerra”. Pur riconoscendo che rialzi dei tassi frenano l’attività economica, la banchiera ha sottolineato che l’inasprimento finora adottato è stato limitato: “L’aumento dei tassi deciso finora, pari a 0,25 punti percentuali, è stato modesto e i tassi non sono ancora in territorio restrittivo”. Secondo Schnabel, senza l’azione della banca centrale l’inflazione resterebbe sopra il target nel medio periodo. “Senza il rialzo dei tassi, l’inflazione rimarrebbe al di sopra del nostro obiettivo del 2% nel medio termine. Questo non sarebbe compatibile con il nostro mandato di stabilità dei prezzi”, ha concluso.
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Redazione Ore 12
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