Stasera l’ultima puntata di Federica Sciarelli a Chi l’ha visto? con la madre di Elisa Claps. Un addio alla conduzione dopo 22 anni ad una giornalista che ha raccontato la cronaca nera senza cedere alla spettacolarizzazione del dolore a tutti i costi
C’è un confine invisibile, nella televisione italiana, che separa il racconto del dolore dalla sua speculazione. Per ventidue anni, quel confine ha avuto il volto e la voce ferma di Federica Sciarelli. Stasera, mercoledì 1° luglio 2026, la giornalista guiderà per l’ultima volta Chi l’ha visto?, chiudendo un’era televisiva iniziata nel 2004.
@welovefedericasciarelli/Instagram
Non si tratta di un semplice cambio di testimone, ma del congedo di una professionista che ha trasformato un centralino di segnalazioni in una delle più potenti e autorevoli redazioni d’inchiesta del Paese. L’addio avverrà attraverso una scelta fortemente simbolica: la presenza in studio di Filomena Iemma, madre di Elisa Claps, la studentessa scomparsa a Potenza nel 1993 e ritrovata diciassette anni dopo nel sottotetto di una chiesa. Una chiusura del cerchio che riassume un intero modo di fare giornalismo.
Dalle telefonate alle indagini sul campo
Nato nel 1989 sotto la guida di Donatella Raffai e Paolo Guzzanti, il programma di Rai 3 traeva la sua linfa da Dove sei?, storica rubrica del cult Portobello di Enzo Tortora. All’epoca la trasmissione viveva quasi esclusivamente delle segnalazioni in diretta dei telespettatori. Quando Federica Sciarelli ha preso il timone, ha intuito che il panorama della tv generalista stava mutando, spinto dall’attenzione morbosa nata intorno al delitto di Cogne.
Ma anziché adeguarsi al format del salotto pomeridiano, ha scelto la strada del rigore giornalistico. Le persone scomparse sono rimaste il nucleo pulsante, ma attorno a loro è stata costruita una struttura investigativa capace di seguire i casi nel tempo, smontare verità di comodo e, non di rado, anticipare o indirizzare il lavoro della magistratura.
I casi storici e la pressione sui latitanti
Sotto la sua direzione, la trasmissione ha scavato nei misteri più cupi d’Italia. Ha riaperto il caso del massacro del Circeo del 1975, svelando che il latitante Andrea Ghira non stava fuggendo, ma era morto da anni in Spagna. Ha mantenuto i riflettori accesi sul rapimento di Emanuela Orlandi, sul delitto di via Poma dove perse la vita Simonetta Cesaroni, sulle zone d’ombra del Mostro di Firenze, sull’uccisione di Ilaria Alpi e sui segreti della Banda della Magliana.
Federica Sciarelli ha persino esteso le ricerche ai grandi latitanti di mafia come Matteo Messina Denaro, superando le iniziali perplessità della stessa redazione. La forza del programma è diventata la capacità di fare pressione psicologica: nel 2004, d’accordo con gli inquirenti, l’intervento in studio di Michele Tollis sulla scomparsa del figlio spinse i membri delle Bestie di Satana verso il crollo investigativo.
L’empatia sottratta allo spettacolo
Il successo monumentale di Chi l’ha visto? e la nascita della fedelissima comunità dei chilhavisters risiedono in una precisa scelta stilistica: lavorare per sottrazione. Federica Sciarelli ha bandito l’ostentazione del pianto e la morbosità. Una regola ferrea della trasmissione, ad esempio, è il rifiuto di mostrare i ricongiungimenti familiari davanti alle telecamere, spegnendo i riflettori nel momento più privato.
Questa straordinaria utilità pubblica è emersa con forza anche nel 2025, quando il ritrovamento dei corpi di una donna e di una bambina a Villa Pamphili trovò una svolta decisiva grazie alla testimonianza di uno spettatore in diretta, permettendo al procuratore Francesco Lo Voi di arrestare il colpevole. Perfino l’episodio più controverso della sua carriera – la diretta del 6 ottobre 2010 in cui Concetta Serrano apprese del ritrovamento del corpo della figlia Sarah Scazzi e della confessione dello zio Michele Misseri – è rimasto un unicum tragico, distante dalle derive del cosiddetto turismo macabro.
Un futuro incerto per il format
Se la cronaca recente ha visto ancora la redazione protagonista – come nel febbraio 2024, quando l’inviato Francesco Paolo Del Re rinvenne il corpo di Antonella Di Massa prima delle forze dell’ordine – il futuro del programma è un’incognita. Nell’ultima puntata si parlerà anche dei nuovi accertamenti sulla morte della giudice Francesca Ercolini e sul caso di Alessandra Ollari, ma dal prossimo anno la linea editoriale potrebbe cambiare radicalmente.
Voci di corridoio parlano di un ritorno esclusivo alle origini, focalizzato solo sulle persone scomparse e privo di finestre sulla cronaca nera. Mentre la Rai valuta nuovi progetti per Federica Sciarelli, per la sua successione si profila un ballottaggio tra Francesca Fialdini e Stefano Coletta, dopo i rifiuti di inviate storiche come Chiara Cazzaniga. Chiunque siederà su quella sedia erediterà non solo un programma televisivo, ma un patto di fiducia civile tra i cittadini e lo schermo.
Un ringraziamento doveroso
Federica Sciarelli lascia una cattedra di giornalismo etico: ha dimostrato come si possa fare ascolti record senza mai perdere l’umanità e ha saputo raccontare il dolore profondo, le attese strazianti e le verità più scomode restando sempre un passo indietro rispetto alla sofferenza delle famiglie, senza mai cedere alla tentazione di sguazzarci o di trasformare la tragedia in spettacolo.
La sua conduzione, fatta di sguardi fermi, rigore investigativo e profonda compassione, ha dato dignità alla cronaca nera e ha trasformato la tv pubblica in un porto sicuro per chi cercava giustizia. Grazie, Federica Sciarelli, per averci insegnato che l’empatia e la serietà sono la forma più alta di rispetto verso il pubblico e verso le vittime.
Fonte: RAI Ufficio Stampa
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Rebecca Manzi
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