Uno dei più avanzati modelli di intelligenza artificiale sviluppati in Cina, il GLM-5.2 della società Z.ai, sta rapidamente riducendo il divario con i principali sistemi statunitensi in alcune delle più importanti metriche di sicurezza informatica. Secondo diversi analisti, il rilascio gratuito del modello potrebbe però aumentare sensibilmente i rischi informatici a livello mondiale.
Z.ai, precedentemente nota come Zhipu, è stata inserita lo scorso anno nella lista nera del ministero del Commercio degli Stati Uniti. Washington sostiene che alcuni suoi azionisti siano controllati dal regime comunista cinese e accusa l’azienda di contribuire allo sviluppo delle capacità militari della Cina.
Sul piano tecnologico, il GLM-5.2 compete direttamente con il modello Claude Opus 4.8 di Anthropic, ma a un costo compreso tra la metà e un ottavo rispetto ai principali modelli americani. A differenza di DeepSeek, che aveva attirato l’attenzione soprattutto per il prezzo contenuto, il nuovo modello cinese si confronta con i migliori sistemi statunitensi in settori particolarmente avanzati, come gli agenti autonomi, la pianificazione a lungo termine, la programmazione di “repository software” di grandi dimensioni, e i cicli iterativi di sviluppo. Per questo motivo, numerosi informatici e ingegneri della Silicon Valley hanno già iniziato a utilizzarlo.
Una delle caratteristiche che più preoccupa gli esperti è il fatto che il GLM-5.2 sia distribuito gratuitamente in modalità open-weight; ovvero che il modello può essere scaricato, modificato ed eseguito direttamente sui computer degli utenti. A differenza dei modelli completamente open-source, però, i dati utilizzati per l’addestramento e le tecniche di sviluppo rimangono proprietari.
Una volta reso pubblico, né la stessa azienda né i governi possono impedirne l’utilizzo. Secondo diversi analisti, il modello potrebbe quindi essere sfruttato da hacker, organizzazioni criminali e terroristiche per individuare e sfruttare vulnerabilità informatiche, condurre campagne di propaganda e disinformazione su larga scala, accelerare la progettazione di nuove armi biologiche oppure individuare debolezze della società ancora sconosciute.
Il rischio, spiegano gli esperti, potrebbe aumentare ulteriormente qualora in futuro anche piccoli gruppi riuscissero a superare gli attuali limiti di potenza di calcolo ed energetici. In questo scenario, i modelli open-weight potrebbero essere impiegati per migliorare ricorsivamente altri sistemi di intelligenza artificiale, fino a raggiungere livelli di capacità assimilabili a una futura superintelligenza, quasi certamente incontrollabile.
Anche il basso costo del GLM-5.2 contribuisce a favorirne una rapida diffusione internazionale. La possibilità di eseguirlo localmente consente infatti agli utilizzatori di adattarlo in modo privato ai propri scopi, buoni o malintenzionati che siano. Secondo alcune fonti, il sistema sarebbe già in grado di individuare vulnerabilità informatiche a un costo di circa 17 centesimi per ciascuna falla individuata. Nelle settimane successive al rilascio, degli hacker russi avrebbero inoltre iniziato a scambiarsi tecniche per aggirarne i meccanismi di sicurezza.
Secondo gli osservatori, questa combinazione a basso costo, facilità di utilizzo e possibilità di funzionare offline aumenta il rischio di una futura “bugmageddon”, ovvero una situazione nella quale gli hacker riuscirebbero a individuare e sfruttare un numero enorme di vulnerabilità prima che gli esperti della sicurezza informatica possano correggerle utilizzando strumenti altrettanto avanzati.
L’origine cinese del modello inoltre rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione per numerosi esperti di sicurezza informatica. Il Partito comunista cinese potrebbe infatti aver influenzato il comportamento del modello, soprattutto per il modo in cui vengono rappresentati il regime e le sue politiche. Alcuni specialisti temono inoltre la possibile presenza di backdoor nascoste che potrebbero facilitare attività di spionaggio o futuri attacchi informatici riconducibili al regime cinese.
Più in generale, il successo del GLM-5.2, unito alla disponibilità in Cina di semiconduttori americani avanzati, rafforza la competitività dell’industria cinese dell’intelligenza artificiale, con possibili riscontri positivi sia sull’economia sia sulle capacità militari del Paese. Secondo alcuni osservatori, le aziende cinesi del settore avrebbero inoltre beneficiato delle restrizioni introdotte dagli Stati Uniti a metà giugno, che avevano limitato la disponibilità internazionale dei modelli americani più avanzati, tra cui Mythos e Fable di Anthropic e GPT-5.6 di OpenAI.
Nel giro di dieci giorni dall’entrata in vigore di tali misure, il GLM-5.2 ha raggiunto le prime posizioni in numerose classifiche di settore, tra cui Design Arena, Artificial Analysis e Swe-bench Pro. Nello stesso periodo, la capitalizzazione di mercato di Z.ai è salita fino a 128 miliardi di dollari.
Le restrizioni americane erano state introdotte per ridurre il rischio che i modelli più avanzati sviluppati da Anthropic e OpenAI potessero essere utilizzati da governi ostili o da gruppi di hacker. Ma il rapido avanzamento dei modelli cinesi in diverse aspetti ha modificato il quadro competitivo, inducendo Washington ad allentare parzialmente le limitazioni. Il primo luglio, ad esempio, il modello Fable è tornato disponibile a livello mondiale.
Questa parziale marcia indietro evidenzia il difficile equilibrio che l’amministrazione americana deve mantenere: preservare la supremazia tecnologica degli Stati Uniti nell’intelligenza artificiale senza favorire, allo stesso tempo, un utilizzo della tecnologia che possa ritorcersi contro gli stessi interessi americani o l’Occidente, in favore al Partito comunista cinese.
La crescente competizione tra Stati Uniti e Cina nel settore dell’intelligenza artificiale potrebbe inoltre rafforzare il peso diplomatico di Pechino nei confronti dei Paesi disposti a trascurare le sue politiche autoritarie e le accuse di attività di spionaggio in cambio dell’accesso a tecnologie avanzate.
Nel frattempo, diversi analisti prevedono che nei prossimi sei mesi/un anno il panorama della sicurezza informatica diventerà ancora più instabile, con hacker e altri soggetti malintenzionati che utilizzeranno il GLM-5.2 e altri modelli simili per attaccare governi democratici, aziende occidentali e altri soggetti che spesso non dispongono ancora di strumenti difensivi sufficientemente efficaci.
A differenza degli Stati Uniti, che hanno cercato di limitare l’accesso ai propri modelli più avanzati ai soggetti maggiormente affidabili negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il regime di Pechino ha scelto di rendere il GLM-5.2 disponibile pubblicamente a livello mondiale, accompagnandolo, secondo diversi esperti, da meccanismi di sicurezza relativamente deboli. Una decisione che viene interpretata come un segnale della scarsa attenzione, evidentemente deliberata, del Partito comunista cinese ai rischi internazionali connessi alla diffusione di queste tecnologie.
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Anders Corr
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