Nel TgAmbiente del 7 luglio: foreste urbane, monitoraggio climatico, incendi e qualità dei dati ambientali raccontano un’Italia impegnata ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico. Ricerca scientifica e innovazione indicano soluzioni concrete, mentre resta alta l’attenzione sui reati ambientali
Le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici trovano sempre più conferme nella ricerca scientifica. Il progetto Mirificus dimostra che l’incremento del verde urbano e la riduzione delle superfici asfaltate possono abbassare la temperatura delle città fino a oltre 4°C, migliorando il comfort climatico e riducendo gli effetti delle isole di calore.
Sul piano globale, il monitoraggio del programma Copernicus evidenzia che le emissioni derivanti dalla combustione delle biomasse nella prima metà del 2026 hanno raggiunto il livello più basso degli ultimi ventiquattro anni.
Il risultato è favorito soprattutto dalla diminuzione degli incendi nell’Africa tropicale, anche se la situazione resta in evoluzione a causa dell’aumento dei roghi in Canada e in Eurasia.
Importante riconoscimento anche per la ricerca italiana: l’Osservatorio climatico Enea di Lampedusa ha ottenuto la massima certificazione europea per la qualità dei dati atmosferici, consolidando il proprio ruolo strategico nello studio dei gas serra e delle interazioni tra atmosfera, mare e territorio.
Sul fronte della tutela ambientale, i Carabinieri Forestali hanno avviato un’indagine su un incendio doloso nel Parco regionale dei Monti Picentini, dove il fuoco sarebbe stato appiccato per favorire il rinnovo dei pascoli destinati all’allevamento.
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Le notizie del #TgAmbiente 7 luglio 2026
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In città fa caldo? Con verde e alberi oltre 4°C in meno
La riforestazione urbana e l’incremento delle superfici verdi rappresentano strumenti efficaci per contrastare le isole di calore che interessano i centri urbani. Lo dimostrano i risultati del progetto Mirificus, sviluppato da Ispra e dall’Istituto per la Bioeconomia del Cnr con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Le simulazioni condotte sulle città di Roma e Firenze evidenziano che interventi di depavimentazione, nuove alberature e ampliamento delle aree verdi possono ridurre le temperature di oltre 4°C nelle ore più calde della giornata. Considerando l’intero arco delle 24 ore, la diminuzione si mantiene stabilmente compresa tra 2 e 2,2°C.
Oltre al raffrescamento urbano, queste soluzioni contribuiscono a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, migliorare la qualità dell’aria, favorire il benessere dei cittadini e incrementare la resilienza delle città rispetto agli eventi climatici estremi.
I risultati confermano come la pianificazione urbana basata sulla natura possa diventare una componente strategica delle politiche di adattamento climatico.
Le emissioni di combustione delle biomasse sono molto basse
Secondo il Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus, le emissioni globali derivanti dalla combustione delle biomasse nella prima metà del 2026 sono risultate le più basse mai registrate negli ultimi ventiquattro anni per lo stesso periodo.
Le emissioni stimate di carbonio si sono attestate poco al di sotto dei 400 milioni di tonnellate. Il principale contributo alla riduzione è arrivato dalla diminuzione degli incendi stagionali nell’Africa tropicale, dove le pratiche agricole basate sull’uso del fuoco hanno avuto un’intensità inferiore rispetto agli anni precedenti.
Il quadro rimane tuttavia dinamico. Alla fine di giugno si è infatti registrato un rapido incremento dell’attività degli incendi in Nord America e in Eurasia, con numerosi roghi sviluppatisi in Canada, in molti casi innescati da fulmini.
Il monitoraggio continuo delle emissioni rappresenta uno strumento essenziale per valutare l’evoluzione del ciclo globale del carbonio e gli effetti degli incendi sul clima.
Lampedusa, massima certificazione Ue per l’osservatorio sul clima di Enea
L’Osservatorio climatico di Enea a Lampedusa ha ottenuto dalla rete europea Icos la certificazione di Classe 1, il massimo riconoscimento previsto per qualità e affidabilità delle misure atmosferiche.
È la prima infrastruttura scientifica italiana di questo tipo a conseguire questo risultato, grazie anche all’adozione di strumentazioni avanzate dedicate al monitoraggio dei principali gas serra.
La posizione geografica di Lampedusa rende l’osservatorio un punto privilegiato per studiare le concentrazioni di anidride carbonica e metano e le interazioni tra atmosfera, mare ed ecosistemi terrestri.
Il sito integra infatti tre infrastrutture complementari: l’osservatorio atmosferico, quello dedicato ai flussi di CO2 tra vegetazione e atmosfera e una boa oceanografica dotata di sensori per il monitoraggio di temperatura, salinità, pH, clorofilla e altri parametri ambientali.
La certificazione rafforza il ruolo della ricerca italiana nelle reti internazionali dedicate allo studio del cambiamento climatico.
Avellino, roghi per creare pascoli. Indagato un allevatore
I Carabinieri Forestali hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di un allevatore residente nel comune di Chiusano San Domenico, in provincia di Avellino, nell’ambito di un’indagine per incendio boschivo pluriaggravato.
L’inchiesta riguarda un incendio sviluppatosi nel febbraio scorso all’interno del Parco regionale dei Monti Picentini, dove sono andati distrutti circa 10.000 metri quadrati di area boscata di elevato valore naturalistico.
Secondo gli investigatori, il rogo sarebbe stato appiccato con l’obiettivo di favorire un rapido rinnovo della vegetazione destinata al pascolo degli animali, ottenendo così un vantaggio economico per l’attività di allevamento.
L’indagine evidenzia ancora una volta come gli incendi dolosi rappresentino una delle principali minacce per gli ecosistemi forestali italiani, con effetti negativi sulla biodiversità, sulla stabilità dei suoli e sulla capacità di assorbimento del carbonio delle aree naturali.
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Redazione Green Planner
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