Il percorso che porterà al totale rinnovamento dello stabile camerale a Treviso è arrivato, dopo 6-7 anni di iter, a quello che i vertici dell’ente definiscono “l’ultimo tassello” di un progetto ambizioso. Trattandosi di un ente pubblico, la Camera di Commercio Treviso – Belluno ha dovuto seguire una procedura per fasi, condivisa con gli enti competenti: prima la valutazione delle criticità dell’edificio attuale, poi quella storico-critica, fino alla variante urbanistica che ha aperto la strada alla demolizione, salvaguardando solo il valore testimoniale del fabbricato.
Quanto vale l’operazione secondo il progetto? L’immobile così com’è oggi – datato, non più adeguato agli standard di sicurezza e pensato per un modello di lavoro ormai superato – è stato stimato in circa 15 milioni di euro, sulla base delle compravendite comparabili nel centro di Treviso. Con il progetto approvato, il valore sale a circa 24 milioni: nove in più, dovuti soprattutto all’ampliamento della superficie (da circa 7 mila a circa 9 mila metri quadri), a destinazioni d’uso più redditizie – anche commerciali – e al fatto che un progetto già pronto per il cantiere ha di per sé un valore aggiunto rispetto a un immobile dal destino incerto.
Il piano industriale prevederebbe infatti che la Camera trattenga per sé una parte dell’edificio ricostruito per ospitare la propria nuova sede e le proprie attività istituzionali, cedendo la restante parte a un partner privato che potrà destinarla ad altri scopi, commerciali e direzionali. Sarà proprio il partner privato a farsi carico dell’intera ristrutturazione, sia per la porzione di sua pertinenza sia per quella destinata all’ente, che verrà così riconsegnata alla Camera completamente rinnovata. Nello scenario più favorevole l’operazione si autofinanzia e la Camera non spenderà nulla.
L’investimento complessivo dell’operazione, che riqualificherà l’intero stabile trasformandolo in uno spazio moderno e multifunzionale, è stimato tra i 45 e i 50 milioni di euro; il partner privato verrà selezionato tramite bando. Il compito di proseguire con l’iter spetterà alla nuova presidenza e alla nuova Giunta, che erediteranno un progetto completo.
Al termine della presentazione, il presidente uscente Mario Pozza ha tracciato il bilancio dei suoi dieci anni di mandato, definendoli “intensi” e in cui l’ente ha dovuto fare i conti con risorse pubbliche in progressiva contrazione. “Abbiamo creduto di rischiare per le imprese e abbiamo fatto scelte che hanno confermato il nostro coraggio”, ha sottolineato Pozza nel suo discorso di commiato. Tra i risultati rivendicati, la vittoria davanti alla Corte Costituzionale nel contenzioso sull’obbligo di accantonamento di 900 mila euro l’anno imposto alle Camere di Commercio dalla riforma della Pubblica Amministrazione: un accantonamento che l’ente è riuscito a far riconoscere come non dovuto, potendo così reinvestire quelle risorse a favore del territorio.

Pozza ha anche ripercorso la fusione, volontaria e anticipata rispetto alla riforma di legge, tra le Camere di Treviso e Belluno, richiamando le difficoltà finanziarie della sede bellunese prima dell’unione e gli investimenti realizzati da allora nel territorio bellunese, tra cui il milione di euro speso quest’anno per la ristrutturazione della sala conferenze della sede di Belluno, oggi sede anche della DMO e degli uffici regionali per il turismo.
Sul fronte dei numeri, la Camera gestisce entrate annue per circa 19 milioni di euro, derivanti in gran parte dai diritti di segreteria e dal diritto annuale versato dalle imprese; quasi la metà di queste risorse viene reinvestita, direttamente o indirettamente, a favore della competitività del territorio. Nel quinquennio per la competitività delle imprese sono state assegnate risorse per più di 27 milioni di euro, con una crescita costante della spesa annua, passata dai 4,3 milioni di euro del 2021 ai 5 milioni e 900 mila euro registrati nel 2025.
A comporre questa cifra concorrono diverse e mirate linee di intervento messe in campo nei bandi camerali:
- I bandi per la doppia transizione digitale ed economica, che in cinque anni hanno visto investimenti per 4,8 milioni di euro (finanziando 379 imprese – 313 trevigiane e 66 bellunesi – con un effetto moltiplicatore stimato di circa 4 volte sugli investimenti attivati sul territorio);
- Il bando CSR (responsabilità sociale d’impresa), con 61.500 euro investiti in cinque anni;
- Il premio per le imprese in tema di innovazione sociale e sviluppo sostenibile, pari ad altri 77.000 euro;
- Il bando per l’imprenditoria femminile, che ha visto risorse investite per 88.000 euro in cinque anni;
- I bandi rivolti a enti terzi e infrasettoriali per il turismo e il patrimonio culturale, che attraverso le due DMO del territorio (Marca Treviso e Dolomiti Bellunesi) hanno comportato investimenti complessivi per quasi 1 milione di euro;
- Il sostegno alle due Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) del territorio, che a partire dal 2025 sono state sostenute con 130.000 euro.
A questi si aggiungono 199 progetti realizzati con le associazioni di categoria e un centinaio con i Comuni.
Sul fronte dell’internazionalizzazione, Pozza ha sottolineato il ruolo cruciale di Venicepromex, l’agenzia regionale nata per favorire l’export delle imprese. Attraverso questa realtà, la Camera ha messo a terra azioni e iniziative di promozione dei due territori (tra eventi, formazione e supporto diretto alle aziende) per un investimento complessivo di oltre 4 milioni di euro. “Abbiamo portato anche il mondo a Treviso e Belluno”, ha spiegato Pozza, ricordando le sinergie che hanno fatto incontrare le istituzioni e le imprese locali con i Paesi dell’America Latina (tramite il forum PYMES) e con l’Oriente e l’Australia (attraverso il Forum del Sudest Asiatico), registrando importanti incontri B2B e una massiccia promozione del territorio.
Sempre sul fronte dell’innovazione, si registrano circa 2 milioni e 800 mila euro investiti in cinque anni nell’azienda speciale e consortile t2i per l’innovazione, con cui sono state messe in atto progettualità di rilievo sulle nuove tecnologie. Un capitolo importante è rappresentato anche dalle attività di Cura Mercatorum, il servizio con cui l’ente ha facilitato e velocizzato la risoluzione delle dispute e delle controversie legali tra imprese.
Guardando alle nuove generazioni, un capitolo fondamentale del mandato è stato rappresentato da GenerAZIONE2026: “Un progetto educativo legato a Milano Cortina 2026 – ha precisato Pozza – che ha saputo unire in modo virtuoso formazione, sport e territorio, portando il nostro impegno concreto verso le nuove generazioni e arrivando a coinvolgere ben 52.200 ragazze e ragazzi”. A questo si aggiungono i programmi di orientamento al lavoro che negli anni hanno raggiunto circa 4.000 famiglie e 2.500 studenti.
Sotto la sua presidenza, la Camera ha inoltre ridotto il personale da 147 a 127 dipendenti attraverso un turnover gestito senza tagli traumatici, ed è stata la prima Camera di Commercio in Italia a ottenere la certificazione sulla parità di genere. Tra gli eventi di rilievo del mandato, la Convention delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, le delegazioni internazionali FICTS e l’arrivo della Torcia Olimpica: la sede di Treviso è stata l’unica Camera di Commercio in Italia a ospitarne il passaggio, un momento selezionato dal CIO per il libro ufficiale dedicato alle immagini più significative dei Giochi. L’ente, ha ricordato Pozza, non si è mai fermato nemmeno nelle fasi più critiche, dall’emergenza Vaia alla pandemia, grazie a un’infrastruttura digitale che ha garantito il lavoro da remoto e la continuità dei servizi.
Nel suo intervento conclusivo, Pozza ha espresso un profondo ringraziamento a tutti i collaboratori dell’ente: “Tutto questo è stato permesso dalla dedizione e professionalità del personale camerale che per questo ringrazio“, auspicando che la consolidata sinergia tra la struttura tecnica e la futura governance possa proseguire con lo stesso slancio.
Pozza resterà ora alla guida di Assocamerestero, incarico che ricopre a livello nazionale.
(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
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