Il Report del Centro Studi EBiComLab, coordinato da Alessandro Minello, fa capo agli Enti Bilaterali ed è il principale strumento economico-statistico che fotografa nella sua interezza l’andamento del terziario, dal punto di vista imprenditoriale, dell’evoluzione del mercato del lavoro e delle aspettative delle imprese.
È stato presentato nelle scorse settimane, al Palazzo del Terziario, dai ricercatori del Centro Studi e dai vertici degli Enti ed è a disposizione della comunità sul sito lab.ebicom.it.
Fotografia economica delle imprese del terziario trevigiano
Dati principali
Nel 2025 il terziario trevigiano entra in una fase di contrazione strutturale, con perdita di imprese e imprenditori. Il sistema mostra segnali di fragilità diffusa, soprattutto nei comparti legati ai consumi locali, mentre i servizi restano l’unico motore attivo.
Il settore registra 55.110 unità locali (-0,7%, -406 rispetto all’anno precedente) e una riduzione concomitante (per la prima volta) di sedi principali (-0,9%) e unità secondarie con sede in provincia (-0,6%), segnalando una contrazione sistemica. Il trend si inserisce in una sequenza negativa avviata dal 2023.
Si percepisce una crisi non uniforme, che colpisce in modo marcato commercio e turismo, mentre i servizi continuano a crescere. Il terziario locale sta cambiando struttura, più che limitarsi a ridursi.
In sintesi
Il sistema mostra una divergenza settoriale, con ridimensionamento dei comparti tradizionali (commercio di prossimità e ristorazione), crescita delle attività a maggiore contenuto professionale e di nuovi modelli (servizi avanzati e turismo diffuso):
Commercio: -3,5% (-674 unità), flessione trasversale su alimentare e non alimentare; Turismo: -2,3% (-167 unità), con crollo della ristorazione; Servizi: +1,5% (+435 unità), trainati da servizi finanziari e consulenza.
In particolare, nel commercio si registrano cali generalizzati anche nelle componenti più consolidate, inclusi i segmenti tradizionalmente resilienti (autoveicoli -0,9%) e, per la prima volta, i canali innovativi (online -16,3%). Nel turismo emerge un dualismo strutturale: contrazione dei servizi tradizionali, tra Bar (-7,1%) e Somministrazione (-3,4%); espansione dell’offerta ricettiva, in prevalenza B&B (+8,2%) e Agriturismi (+13%).
Sta cambiando il modello di sviluppo locale: meno microimprese, più imprese strutturate. Il sistema diventa più selettivo e competitivo. Cosa emerge: riduzione di ditte individuali (-1,6%) e società di persone (-5,3%), crescita delle società di capitali (+2,4%).
- Questo indica un processo di capitalizzazione e selezione competitiva, con uscita delle imprese meno strutturate e rafforzamento di quelle con maggiore capacità organizzativa.
Demografia imprenditoriale
Il vero problema è il ricambio: il sistema imprenditoriale invecchia e fatica a rigenerarsi. I numeri confermano: 68.359 imprenditori (-1,1%, -784 rispetto all’anno precedente), il 66% è Over 50, gli Over 70 (+3,9%) crescono di più degli Under 30 (+1,9%).
Il quadro evidenzia un progressivo squilibrio generazionale, con impatti attesi su continuità e innovazione.
Comportamenti e aspettative delle imprese
Le imprese restano attive, ma prudenti: più orientate alla stabilità che alla crescita e con forte richiesta di supporto pubblico. Dall’indagine condotta su 496 imprese: prevalgono aspettative di stabilità del fatturato, forte orientamento agli investimenti in formazione e forza lavoro, l’88,5% richiede maggior supporto alle istituzioni
- Evoluzione del mercato del lavoro
Il mercato del lavoro nel 2025 è positivo, ma in rallentamento: cresce l’occupazione, ma perde intensità nel corso dell’anno. L’occupazione dipendente registra un saldo di +2.240 posti di lavoro, concentrato nel primo trimestre (+2.295) e seguito da un progressivo rallentamento fino al quarto trimestre negativo (-340).
La crescita è fortemente concentrata nei servizi, con commercio e turismo in difficoltà o rallentamento: Servizi: +1.830 posti (81,7% del totale), Turismo: +320 posti (crescita occupazionale in rallentamento), Commercio: +85 posti (saldo positivo, ma molto inferiore agli anni precedenti)
- Dinamica demografica del lavoro: Under 30 +3.570 posti, 30-54 anni: +920 posti , Over 54 -2.245 posti.
Si evidenziano di un buon ricambio generazionale e, al contempo, criticità per la fascia senior. Cresce l’occupazione femminile e si mantiene positiva per entrambe le componenti nazionali: Donne +1.365 posti, Uomini +875 posti, Italiani +1.245 posti, Stranieri +995 posti.
- Le trasformazioni favoriscono la stabilità
Il mercato del lavoro dipendente diventa più stabile, ma questa stabilità è trainata dalle trasformazioni contrattuali, più che da un aumento delle attivazioni dirette: Tempo indeterminato +3.270 posti; Tempo determinato -845; Apprendistato -495; Somministrato +310; Intermittente +710; Parasubordinato -760.
La crescita del “posto fisso” dipende dalle trasformazioni (8.930 contratti), non da un aumento delle assunzioni dirette.
Dinamiche settoriali specifiche
I comparti mostrano traiettorie divergenti: servizi in espansione, turismo in rallentamento, commercio in difficoltà: Servizi +1.830 posti, trainati da istruzione, trasporti, assistenza sociale e ICT; Turismo +320 posti, concentrati nella ristorazione (ristoranti +170, bar +110); Commercio +85 posti, drastico calo rispetto ai +765 nel 2024
- Aspettative delle imprese
La domanda di lavoro esiste, ma è limitata, selettiva e orientata a profili qualificati e giovani: solo il 19,8% delle imprese prevede assunzioni nel 2026; totale 472 nuovi contratti. Preferenze per under 40 (86,7%); diploma o laurea (43,9% e 38,8%); esperienza (56,1%).
Il Report conferma la profonda evoluzione del sistema: da modello diffuso di micro-imprese sta virando verso una maggiore concentrazione e specializzazione e questo pone molte sfide e varie implicazioni, richiamando sulla necessità di attivare politiche mirate sul commercio locale e sul ricambio generazionale, andando a favorire interventi prioritari sul sostegno al commercio di prossimità e incentivi alla transizione generazionale. Non stupisce il calo strutturale del commercio, che è iniziato da anni, mentre in parte sorprende la caduta dell’on line.
Preoccupano: il rallentamento della crescita occupazionale, la dipendenza strutturale dai servizi, la polarizzazione generale del lavoro. Credo siano indispensabili interventi mirati su tre fronti: giovani, senior e struttura economica, mantenendo saldi gli obiettivi di: consolidamento dell’occupazione giovanile e favorendo adeguate politiche di ricollocazione degli over 54. Conforta la positiva tenuta dell’occupazione femminile, in un comparto peraltro ad alta vocazione femminile.
Maurizio Piovesan, vicepresidente EBiCom-EBt
“Il territorio non sta solo perdendo imprese: sta cambiando pelle. Le evidenze convergono su tre dinamiche che il Report ci consente di prendere in considerazione: la crisi ciclica prolungata (2023–2025), la selezione strutturale del tessuto imprenditoriale, il riposizionamento verso i servizi avanzati. Queste aprono molte questioni: la sostenibilità nel medio periodo del commercio locale, la capacità del sistema di attrarre nuovi imprenditori giovani, l’equilibrio tra servizi avanzati e economia di prossimità, l’efficacia delle politiche pubbliche nel sostenere la transizione.- dichiara Maurizio Piovesan, vicepresidente EBiCom-EBt – Riduzione della pressione fiscale, interventi sul costo del lavoro, accesso a incentivi e finanziamenti sono misure indispensabili che devono diventare strutturali nelle politiche attive del lavoro. Il sostegno alle economie di prossimità deve diventare una priorità su cui far convergere iniziative private e sostegni pubblici. In questo ambito la provincia di Treviso rappresenta un modello virtuoso”.
“In questo scenario, alcuni nodi sono critici. Ad iniziare dal passaggio generazionale: il commercio ed alcuni comparti del terziario hanno la classe imprenditoriale più longeva al mondo e portare innovazione significa portare innovazioni di processo e di prodotto.- afferma Alessandro Minello, coordinatore centro Studi EBiComLab – Poi occorre favorire una maggiore qualità del lavoro creando un sistema contrattuale più stabile e più inclusivo per i giovani favorendo gli ingressi con una flessibilità che sia l’anticamera reale della stabilizzazione. Occorre una forza lavoro ad alto contenuto di conoscenza, che è quello che oggi le imprese chiedono, e questa forza lavoro va valorizzata”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: EBiCom)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione Qdpnews.it
Source link




