Sono produttori, allevatrici, cuoche, giovani attivisti e rappresentanti delle comunità indigene provenienti da tutto il mondo. Sono loro i volti di Terra Madre Salone del Gusto 2026, dal 24 al 27 settembre nel centro di Torino: persone che ogni giorno custodiscono varietà agricole, saperi, tradizioni e culture alimentari, dimostrando che la biodiversità vive nelle scelte quotidiane di chi lavora per costruire un futuro più buono, più pulito e più giusto per tutte e tutti.
Biodiversity – Be Diversity. Essere biodiversità significa valorizzare le differenze, proteggere la pluralità della vita e contribuire alla costruzione di un sistema alimentare più buono, pulito e giusto. È questo il messaggio al centro della 16esima edizione organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di Ismea.
Un messaggio che prende forma nella campagna visiva elaborata dall’agenzia creativa Undesign, dove i visual intrecciano fotografie dei Presìdi Slow Food e dell’Arca del Gusto con i ritratti di chi ogni giorno tutela e valorizza questi patrimoni: nei campi, nelle cucine, nei territori e nelle comunità.
La biodiversità, declinata nella sua dimensione naturale, agricola, gastronomica e culturale, è il filo conduttore della manifestazione e il cuore del lavoro che Slow Food porta avanti fin dalla sua nascita attraverso iniziative come l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food e l’Alleanza Slow Food dei Cuochi. Proprio questi progetti sono al centro dell’evento, che celebra i 40 anni di Slow Food Italia, nel segno dell’eredità culturale e politica di Carlo Petrini, portando nel cuore del capoluogo piemontese la rete globale di Slow Food, con comunità provenienti da 120 Paesi, un grande Mercato di produttori e un programma di incontri, laboratori e momenti di confronto sui grandi temi del cibo.
Ecco gli otto volti che accompagneranno il racconto di Terra Madre Salone del Gusto 2026.
Lizet Bautista Patzi, Bolivia – Slow Food Indigenous Peoples’ Network e Slow Food Youth Network
Giovane rappresentante delle reti Slow Food dedicate ai popoli indigeni e alle nuove generazioni, Lizet Bautista Patzi incarna il ruolo dei giovani nella costruzione di sistemi alimentari più equi e sostenibili. Lo Slow Food Youth Network riunisce ragazze e ragazzi impegnati in tutto il mondo sui temi dello spreco alimentare, del cambiamento climatico, delle politiche del cibo e delle ingiustizie sociali. Attraverso attività educative, incontri, festival e momenti di condivisione, la rete promuove una nuova cultura alimentare fondata sul rispetto delle persone, del lavoro e dell’ambiente.
Ismael Bello Cervantes, Messico – Slow Food Indigenous Peoples’ Network
La sua storia rappresenta il ruolo fondamentale dei popoli indigeni nella tutela della biodiversità. La Rete dei Popoli Indigeni di Slow Food nasce per sostenere diritti, tradizioni e conoscenze di comunità che da generazioni custodiscono territori e sistemi alimentari unici. In molte aree del mondo queste comunità affrontano pressioni crescenti, dalla perdita dei territori all’erosione culturale fino alla marginalizzazione economica. Attraverso la rete Slow Food, i popoli indigeni possono dare voce alle proprie esperienze e valorizzare il patrimonio custodito: oltre 700 prodotti indigeni sono già stati inseriti nell’Arca del Gusto e più di 50 Presìdi Slow Food sono oggi gestiti da comunità indigene.
Charleilson De Jesus Santos (Kanauã Curuaia), Brasile – Slow Food Indigenous Peoples’ Network e Slow Food Youth Network
Rappresentante delle comunità indigene e delle nuove generazioni di Slow Food, Charleilson De Jesus Santos unisce due prospettive fondamentali per il futuro del cibo: la difesa dei saperi ancestrali e il protagonismo dei giovani. Attraverso le reti Slow Food, contribuisce a promuovere un modello alimentare capace di affrontare le grandi sfide contemporanee, dal cambiamento climatico alla perdita di biodiversità, valorizzando il significato culturale del cibo e il legame tra comunità e territori.
Dario Ficara, Italia – Sicilia – Presidio Slow Food dell’oliva Zaituna
Dario Ficara è tra i custodi di una varietà di oliva antichissima, la Zaituna, il cui nome richiama la parola araba zaytūna e che molti considerano una delle prime olive coltivate in Sicilia. Diffusa esclusivamente sulle colline che si affacciano sul golfo di Siracusa, questa varietà racconta una storia millenaria fatta di frantoi rupestri, ulivi secolari e continuità agricola. Dopo la crisi provocata dall’abbandono degli uliveti e dal grande incendio del 1998, oggi la Zaituna vive una nuova stagione grazie al lavoro di giovani produttori impegnati nel recupero e nella valorizzazione di questo patrimonio, riconosciuto anche nella Dop Monti Iblei. La sua tutela rappresenta un esempio di resilienza agricola e identità territoriale.
Margaret Tunda Lepore, Kenya – Presidio Slow Food della pecora rossa Masai
La pecora rossa Masai è molto più di una razza animale: è parte integrante della cultura e della vita delle comunità pastorali che la allevano. In un contesto segnato dalla riduzione dei pascoli, dalla pressione sui territori e dagli effetti delle siccità legate al cambiamento climatico, salvaguardare questa razza significa proteggere una risorsa genetica preziosa e un modello di allevamento adattato all’ambiente. Il Presidio Slow Food, nato dalla collaborazione tra Slow Food e Ifad, sostiene la comunità Masai attraverso formazione, assistenza tecnica, scambi di esperienze e nuove opportunità di mercato, con particolare attenzione al ruolo delle donne e dei giovani.
Larysa Tytykalo, Ucraina – Alleanza Slow Food dei Cuochi e Slow Food Community “Safeguarding the gastronomic legacy of the Southern Bessarabia”
Cuoca e rappresentante dell’Alleanza Slow Food, Larysa Tytykalo racconta il ruolo della cucina come strumento di tutela della biodiversità e delle culture alimentari locali. L’Alleanza Slow Food dei Cuochi è una rete che unisce cuoche e cuochi di tutto il mondo ai piccoli produttori, promuovendo nei ristoranti prodotti locali, Presìdi Slow Food e prodotti dell’Arca del Gusto. Attraverso le loro scelte quotidiane, i cuochi dell’Alleanza danno visibilità al lavoro di agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani e trasformatori che rispettano i territori e le loro risorse.
Ellias Yesaya, Indonesia – Slow Food Community “Safeguard and promote local traditional agrobiodiversity and food culture of the Krayan”
Nella regione di Krayan, Ellias Yesaya rappresenta una comunità che custodisce un sistema agricolo tradizionale fondato sulla diversità delle colture e sull’equilibrio con l’ambiente. Qui la coltivazione del riso si integra con numerose varietà locali di ortaggi, frutti, cereali e piante selvatiche, insieme all’allevamento di piccoli animali. Un modello agricolo che conserva una straordinaria ricchezza di specie e conoscenze, basato su pratiche naturali che non richiedono l’uso di pesticidi, erbicidi o fertilizzanti sintetici.
Giulia Zappa, Italia – Liguria – Presidio Slow Food della razza bovina Cabannina
Giulia Zappa è tra le custodi della razza bovina Cabannina, un patrimonio genetico ligure che nel corso del Novecento ha rischiato di scomparire: dai circa 40 mila capi dell’inizio del secolo scorso si è arrivati a poco più di un centinaio di animali. Grazie al lavoro di recupero degli allevatori, oggi la razza è nuovamente valorizzata e riconosciuta come popolazione a rischio di estinzione. Il disciplinare del Presidio prevede animali allevati al pascolo e un’alimentazione basata prevalentemente su foraggi locali. La Cabannina rappresenta una risorsa per il territorio, contribuendo a preservare il paesaggio, sostenere le piccole aziende e mantenere viva una tradizione agricola.
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