Come coltivare la lavanda: tutte le cure in vaso e in giardino


La lavanda è una delle piante aromatiche più amate grazie al suo profumo intenso, ai caratteristici fiori viola e alla sua capacità di attirare api, farfalle e altri insetti impollinatori. Appartenente al genere Lavandula e alla famiglia delle Lamiaceae, la stessa di rosmarino, salvia, timo e menta, è una pianta perenne dal portamento eretto che può essere coltivata con successo sia in vaso sia in giardino.

Di natura rustica, cresce rapidamente e può raggiungere anche 120 centimetri di altezza. Con il passare degli anni tende a lignificare nella parte basale, allungandosi e perdendo parte della vegetazione inferiore. Per questo motivo la potatura della lavanda è indispensabile per mantenerla compatta e produttiva.

Se coltivata correttamente, ha una vita media di 10-15 anni e può regalare abbondanti fioriture per molte stagioni.

La lavanda in vaso necessita di controlli più frequenti dell’umidità del terreno rispetto agli esemplari coltivati in piena terra, mentre la lavanda in giardino diventa molto resistente alla siccità una volta ben radicata. Con le cure corrette è possibile ottenere cespugli profumati, longevi e ricchi di fiori.

Terreno

Il terreno per la lavanda rappresenta uno degli elementi più importanti per la salute della pianta. Le radici della lavanda non sopportano i ristagni idrici e, per questo motivo, il terreno deve essere ben drenato, caldo e possibilmente di natura alcalina. La presenza di piccoli sassi o ghiaia contribuisce a migliorare il drenaggio.

Al contrario, terreni acidi, argillosi, pesanti, freddi, compattati o asfittici rallentano la crescita e favoriscono la comparsa di malattie.

Per la lavanda in vaso è consigliabile utilizzare un terriccio universale alleggerito con sabbia grossolana, pomice o lapillo, così da facilitare il rapido deflusso dell’acqua.

Per la lavanda coltivata in giardino, nei terreni molto argillosi è opportuno incorporare sabbia e ghiaia prima della messa a dimora.

Posizione in vaso e in giardino

Sia in vaso sia in giardino le piante devono essere collocate in pieno sole, dove possano ricevere almeno 6-8 ore di luce diretta ogni giorno.

Le uniche eccezioni riguardano le piantine appena messe a dimora in piena estate, che nei primi giorni possono beneficiare di una leggera ombreggiatura e di irrigazioni regolari per facilitare l’attecchimento.

È importante evitare di coltivare la lavanda sotto alberi, lungo il lato nord della casa oppure in aiuole dove venga ombreggiata da arbusti più alti. In condizioni di scarsa luminosità la pianta tende infatti a svilupparsi poco, producendo meno fiori e perdendo la tipica forma compatta.

Annaffiature

Le annaffiature della lavanda devono essere sempre moderate. La lavanda in vaso necessita di irrigazioni leggermente più frequenti perché il terriccio asciuga più rapidamente durante l’estate. Prima di bagnare è comunque opportuno verificare che il substrato sia completamente asciutto.

La lavanda in giardino, invece, una volta ben radicata, è estremamente resistente alla siccità e richiede acqua soltanto durante lunghi periodi senza pioggia.

L’eccesso di acqua rappresenta il principale nemico della lavanda ed è una delle cause più frequenti di marciume radicale.

Potatura

La potatura della lavanda è fondamentale per mantenere la pianta ordinata, compatta e produttiva.

Quando potare la lavanda? Il periodo migliore per la potatura di pulizia coincide con la fine della fioritura, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

Nelle zone con inverni particolarmente rigidi, è consigliabile limitarsi a eliminare i fiori sfioriti a fine estate e rinviare la potatura della vegetazione a fine inverno, quando il rischio di gelate è ormai passato.

Nelle piante giovani si eliminano gli steli sfioriti tagliandoli fino a circa 2 centimetri dal ramo sottostante, rifinendo poi il cespuglio con una forma tondeggiante. Questo intervento favorisce una crescita equilibrata e limita la formazione di parti legnose.

Potatura delle piante giovani

Nelle piante adulte la vegetazione tende a lignificare. In questi casi si può spuntare la chioma accorciando i rami verdi di circa un terzo, avendo sempre cura di tagliare sopra la vegetazione verde.

È importante non tagliare mai sul legno vecchio e privo di foglie. A differenza di altri arbusti, il legno basale della lavanda non produce nuovi germogli e un taglio troppo drastico rischierebbe di far seccare definitivamente la pianta.

Se un vecchio cespuglio risulta troppo sguarnito alla base, la soluzione migliore non è la potatura drastica, ma sostituire la pianta o moltiplicarla tramite talea.

Scopri qui come conservare le infiorescenze di lavanda

Messa a dimora

Il periodo ideale per la messa a dimora della lavanda è la primavera (o l’inizio dell’autunno nelle regioni a clima mite).

È possibile piantarla anche a fine primavera o in estate, purché si acquistino piante in pane di terra e si garantiscano irrigazioni regolari finché l’apparato radicale non si sia ben stabilito.

Prima dell’impianto il terreno dovrebbe essere lavorato fino a 30 centimetri di profondità se è già ben drenato oppure fino a 50 centimetri nei terreni argillosi. In quest’ultimo caso è consigliabile predisporre sul fondo uno strato di ghiaia e sabbia per facilitare il drenaggio.

Anche la distanza tra le piante è importante. Per ottenere cespugli ben sviluppati si consiglia di lasciare circa 80 centimetri tra una pianta e l’altra. Se invece l’obiettivo è creare una piccola siepe di lavanda, la distanza può essere ridotta fino a 35-50 centimetri, a seconda della varietà coltivata.

Come fare la talea di lavanda

La talea di lavanda rappresenta il metodo più semplice per moltiplicare la pianta mantenendo inalterate le caratteristiche della varietà originale.

Al termine della fioritura, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, si prelevano rami non fioriferi di un anno, lunghi circa 10-15 centimetri, conservando una piccola porzione legnosa alla base.

Dopo aver eliminato le foglie inferiori, la parte tagliata può essere immersa in una polvere rizogena per favorire l’emissione delle radici.

La talea va inserita in un vaso contenente terriccio alleggerito con sabbia o perlite, mantenendo il substrato leggermente umido ma mai inzuppato.

La comparsa dei primi germogli indica che la talea della lavanda ha radicato correttamente e può essere coltivata fino al successivo trapianto.

Come curare le piante giovani e quelle adulte

Le esigenze della lavanda giovane sono differenti rispetto a quelle degli esemplari adulti. Nei primi mesi dopo la messa a dimora, soprattutto in vaso, è importante controllare con maggiore frequenza l’umidità del terreno perché l’apparato radicale non è ancora completamente sviluppato.

La lavanda giovane in giardino necessita di irrigazioni regolari durante il primo anno, specialmente in estate.

Una volta “cresciuta”, la pianta diventa molto più resistente. La lavanda adulta in vaso continua a richiedere controlli periodici delle irrigazioni, mentre quella coltivata in giardino riesce generalmente a vivere con le sole piogge, salvo lunghi periodi di siccità.

Anche la concimazione della lavanda contribuisce a mantenerla vigorosa. Per favorire la produzione di nuova vegetazione è preferibile distribuire compost maturo, terricciati o sostanza organica pellettata. In alternativa si possono utilizzare fertilizzanti a lenta cessione con un apporto equilibrato di Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K).

Malattie

Il problema più frequente è il marciume radicale, causato da ristagni d’acqua e terreni poco drenanti.

Tra le malattie fungine è possibile osservare anche la fusariosi, che interessa la parte basale della pianta provocando un progressivo ingiallimento e il successivo disseccamento. Nei casi più gravi è opportuno eliminare le piante colpite e ricorrere, se necessario, a prodotti fungicidi autorizzati.

Tra i parassiti possono comparire afidi e cocciniglie, generalmente controllabili con trattamenti a base di sapone molle oppure olio bianco, seguendo sempre le indicazioni riportate in etichetta.

La migliore prevenzione rimane comunque una corretta coltivazione: pieno sole, terreno drenante, annaffiature moderate e una buona circolazione dell’aria riducono sensibilmente il rischio di malattie.

I nostri consigli per eliminare le cocciniglie

Iscriviti alla nostra newsletter

Riceverai una volta alla settimana una mail con i più significativi articoli del nostro sito divisi per categoria. Riempi il form col tuo indirizzo mail e sarai automaticamente iscritto alla newsletter.

Come valuti questo articolo?

Valutazione: 4.43 / 5, basato su 7 voti.

Avvicina il cursore alla stella corrispondente al punteggio che vuoi attribuire; quando le vedrai tutte evidenziate, clicca!

A Cose di Casa interessa la tua opinione!

Scrivi una mail a info@cosedicasa.com per dirci quali argomenti ti interessano di più o compila il form!


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 cosedicasa.com

Source link

Di