Ferie solidali, il 58% degli italiani pronto ad aiutare i colleghi –


Il 58% dei lavoratori italiani sarebbe disposto a donare uno o più giorni di ferie a un collega in difficoltà. È uno dei dati emersi dalla ricerca SWG commissionata da Amazon su un campione di oltre 1.000 dipendenti del settore pubblico e privato, dedicata al rapporto tra attività di cura, vita lavorativa e strumenti di sostegno tra colleghi.

Dall’indagine emerge che il 58% dei lavoratori italiani ha almeno un compito di cura nei confronti di anziani, bambini o persone con disabilità e che per il 32% questa responsabilità ha carattere continuativo. Quasi un lavoratore su cinque, inoltre, negli ultimi dodici mesi ha esaurito tutte le ferie disponibili per far fronte a queste esigenze.

In questo contesto Amazon ha annunciato l’attivazione di un programma di ferie solidali destinato ai dipendenti a tempo indeterminato della propria rete logistica in Italia, con l’obiettivo di ampliare le possibilità previste dal contratto collettivo nazionale e garantire la riservatezza delle persone coinvolte.

La ricerca SWG sul ruolo della cura nella vita lavorativa

Lo studio realizzato da SWG per conto di Amazon ha analizzato il peso delle responsabilità di cura nella quotidianità professionale dei lavoratori e il possibile ruolo delle ferie solidali come strumento di conciliazione.

I dati indicano che il caregiving, ovvero l’assistenza a familiari non autosufficienti, rappresenta una componente rilevante della vita lavorativa: il 57% degli intervistati dichiara di avere almeno un incarico di cura verso anziani, bambini o persone con disabilità, mentre il 32% svolge queste attività in modo continuativo.

Tra le forme di assistenza più diffuse figura quella rivolta agli anziani, indicata dal 47% degli intervistati, spesso anche quando non convivono con il lavoratore. Il 24% si occupa invece di bambini tra 0 e 6 anni e una quota analoga assiste persone con disabilità.

Le responsabilità familiari incidono anche sull’utilizzo degli strumenti di conciliazione: negli ultimi dodici mesi il 53% dei caregiver ha utilizzato permessi ordinari di lavoro, il 46% ha fatto ricorso a una parte delle proprie ferie e il 19% ha consumato tutte le ferie disponibili. Il 26% ha dovuto ricorrere a personale esterno a pagamento, mentre il 13% ha già utilizzato ore o giorni ceduti da colleghi.

Il programma di ferie solidali di Amazon

La nuova policy riguarda i dipendenti della rete logistica italiana e viene introdotta in attuazione di quanto previsto dall’articolo 24-bis del Contratto Collettivo Nazionale del settore Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, ampliando le situazioni per cui è possibile richiedere giorni di assenza retribuita, in linea con gli accordi sindacali recentemente sottoscritti.

Il programma sarà operativo dal mese di ottobre su base continuativa e consentirà richieste e donazioni durante tutto l’anno. La partecipazione sarà volontaria e gratuita sia per chi dona sia per chi riceve i giorni di ferie.

L’intero procedimento sarà gestito nel rispetto della privacy: la donazione sarà anonima e il dipendente che cede i propri giorni non saprà a chi saranno destinati, così come il destinatario non conoscerà l’identità del donatore.

«Le ferie solidali trasformano un gesto individuale in un sostegno concreto tra colleghi: chi sta attraversando un momento difficile può contare sull’aiuto di chi lavora al suo fianco. Ascoltare le esigenze delle nostre persone è il modo in cui costruiamo le nostre policy, e con questo programma abbiamo scelto di andare oltre le previsioni minime del contratto collettivo, estendendolo anche a chi assiste fratelli o sorelle in situazioni gravi, temporanee e invalidanti e alle lavoratrici che si trovano in situazioni di abuso o violenza di genere», ha dichiarato Salvatore Iorio, Direttore Risorse Umane di Amazon Italia Logistica.

Potranno accedere alle ferie solidali i dipendenti che abbiano esaurito le proprie disponibilità di ferie e permessi e che debbano assistere un familiare, un figlio, un genitore, il coniuge o il partner convivente colpiti da una situazione grave, temporanea e invalidante. Per ogni richiesta approvata potranno essere assegnati fino a un massimo di 30 giorni.

Oltre alle ferie solidali, Amazon segnala la presenza di ulteriori strumenti di supporto alle proprie persone, tra cui iniziative per la conciliazione tra vita privata e lavoro, permessi emergenziali, cambi turno, programmi di formazione sull’autonomia e sull’equità di genere e percorsi di sviluppo professionale con copertura dei costi di specializzazione.

Solidarietà tra colleghi e diffusione dello strumento

Secondo la ricerca SWG, le situazioni che suscitano maggiore disponibilità alla donazione riguardano l’assistenza a un familiare colpito da una grave malattia improvvisa, indicata dal 70% degli intervistati, e la cura continuativa di una persona con grave disabilità, indicata dal 62%.

Tra i lavoratori con responsabilità di cura, il 49% utilizzerebbe ferie solidali se disponibili nella propria organizzazione, mentre il 20% dichiara che non ne farebbe ricorso. Tra le motivazioni di chi non utilizzerebbe lo strumento emergono soprattutto aspetti psicologici e relazionali: il 29% non vorrebbe sentirsi in debito con i colleghi, il 26% proverebbe imbarazzo nel formulare la richiesta e il 19% temerebbe di mettere in difficoltà le persone chiamate a sostituirlo. Solo il 3% indica come ostacolo il possibile intervento del responsabile.

Nonostante il potenziale interesse, la diffusione dei servizi aziendali dedicati resta ancora limitata: le ferie solidali risultano presenti nel 32% delle organizzazioni e, in oltre la metà dei casi in cui sono disponibili, vengono considerate difficili da utilizzare. Inoltre, circa il 20% dei lavoratori dichiara di non conoscere i servizi messi a disposizione dalla propria azienda.

L’atteggiamento generale verso questo strumento resta comunque favorevole. L’87% dei lavoratori considera le ferie solidali un segno di civiltà, l’83% ritiene fondamentale poter disporre di giorni aggiuntivi quando le responsabilità di cura diventano particolarmente gravose e l’82% pensa che tutte le aziende dovrebbero introdurre iniziative di questo tipo.

Per il 74% degli intervistati, inoltre, le ferie solidali contribuirebbero ad aumentare la solidarietà e l’attenzione reciproca tra colleghi. La disponibilità alla donazione riguarda il 58% dei lavoratori, prevalentemente per uno o due giorni di ferie, con una percentuale che sale al 63% tra quadri, dirigenti e manager.

Quanto alla destinazione dei giorni ceduti, il 43% dei lavoratori sarebbe disposto a donare indistintamente a qualsiasi collega dell’azienda che ne avesse bisogno, mentre il 41% preferirebbe sostenere una persona del proprio team, mantenendo comunque la disponibilità ad aiutare altri dipendenti.

La ricerca evidenzia quindi come l’efficacia delle ferie solidali dipenda non solo dalla disponibilità dei lavoratori a donare, ma anche dalla capacità delle organizzazioni di predisporre sistemi trasparenti, riservati e facilmente accessibili, in grado di trasformare la solidarietà tra colleghi in un sostegno concreto.


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 Chiara Gallo

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