Infrastrutture, agricoltura, terrorismo e vittime di errori giudiziari


È arrivato nella tarda serata di lunedì 3 agosto il via libera della Camera al dl Infrastrutture-Pnrr con 152 sì, 82 no e 7 astenuti. Ora il testo passa al Senato col contaminuti già acceso, pena la decadenza del provvedimento che deve essere convertito entro il 25 agosto.

L’Aula è riuscita ad andare oltre le criticità connesse al lotto unico, l’assegnazione, senza suddivisioni, delle gare per i servizi ferroviari Intercity. Bruxelles ha storto il naso dicendo che un lotto unico rischierebbe di favorire l’operatore già presente sul mercato, Trenitalia, e di scoraggiare nuovi concorrenti. Per sbloccare l’impasse, la commissione Bilancio ha cancellato in Aula ogni riferimento al lotto unico, ripristinando la vecchia regola della legge concorrenza 2021 con contratti che vanno suddivisi «in lotti appropriati e contendibili». Ma una novità concreta, ovvero che regioni e province dovranno comunicare ogni anno lo stato dei treni e della loro manutenzione, così che chi partecipa a una gara sappia in anticipo con quali mezzi lavorerà.

Il resto del decreto è il tipico contenitore di fine legislatura, dalla riprogrammazione del Pnrr e fondi ai territori. Passano più risorse per infrastrutture idriche, comunità energetiche, autoproduzione rinnovabile nelle Pmi ed edilizia residenziale pubblica, con un taglio di un terzo dei tempi di controllo della Corte dei conti sugli atti collegati. Le imprese potranno inoltre sospendere fino al 31 dicembre 2026 la restituzione degli anticipi sui contratti pubblici, tranne che per le opere finanziate dal Pnrr.

C’è poi la consueta lista di commissari straordinari, ormai lo strumento standard per evitare i tempi ordinari: per il collegamento Roma-Latina, per lo scavalco ferroviario di Bivio Adda tra Pioltello e Treviglio, per la variante di Ponte Nossa in Val Seriana. La norma più delicata riguarda il futuro Policlinico Umberto I di Roma, che avrà per commissario il presidente della Regione Lazio, con poteri ampi – può agire per ordinanza in deroga alla gran parte delle leggi — fino al 2030. Chiudono il pacchetto le proroghe di sistema come soprintendenza speciale Pnrr al 2029, supporto Ales, antincendio nelle strutture sanitarie e una serie di microstanziamenti locali, dal trasporto pubblico di Brescia all’ascensore di Tropea.

All’ordine del giorno della Camera, il provvedimento che istituisce, il 17 giugno di ogni anno, la Giornata nazionale in memoria di Enzo Tortora e delle vittime degli errori giudiziari, approvato con 178 sì e 97 astenuti.
Enzo Tortora, un tempo uno dei volti più popolare della Tv italiana, è stato coinvolto ingiustamente di una delle più ignominiose vicende giudiziarie della Storia italiana: arrestato nel giugno 1983 con l’accusa di traffico di droga e associazione a delinquere di stampo camorristico sulla base di dichiarazioni di pentiti poi rivelatesi false, era stato poi assolto in appello nel settembre 1986, dopo una condanna in primo grado e oltre un anno di reclusione in carcere e ai domiciliari. Il popolare giornalista e conduttore televisivo è poi morto di tumore due anni dopo, a soli 59 anni, distrutto nel corpo e nello spirito da un procedimento infamante. Da allora Enzo Tortora è il simbolo italiano dell’”errore giudiziario”.
Il voto ha messo insieme centrodestra, Italia Viva e Azione; si sono astenuti Pd, M5s e Avs, non per contrarietà nel merito ma per il metodo, lamentando di non aver potuto discutere abbastanza in commissione e ricordando che il testo era già stato rinviato una prima volta nel maggio 2025 su richiesta della maggioranza.

Sempre a Montecitorio, la discussione generale sul disegno di legge per il consolidamento e sviluppo del settore agricolo, collegato alla manovra economica. Ventotto articoli in due titoli, dal sostegno diretto alle imprese fino alla riorganizzazione di pezzi del sistema agroalimentare.
Il pacchetto più corposo riguarda i soldi, dal rifinanziamento del Fondo sovranità alimentare, credito d’imposta per chi stringe contratti di filiera nel grano, contributi per la carne bovina lungo la filiera “vacca-vitello”, incentivi per l’imprenditoria giovanile e femminile. Sul fronte emergenze, nasce un Commissario straordinario per la Xylella, l’infestante che flagella gli uliveti pugliesi, che sarà in carica fino al 2028, e viene introdotto per la prima volta il divieto di espiantare ulivi Dop o Igp per far posto a pannelli fotovoltaici, salvo trapiantarli altrove.

Capitolo delicato è quello dei “terreni abbandonati e silenti”. Il testo rimette in circolo terreni agricoli incolti da almeno cinque anni, o i cui proprietari sono irreperibili, affidandoli tramite i Comuni a imprese interessate a coltivarli. Attenzione anche ai giovani. L’Ismea potrà concedere in comodato gratuito, per almeno dieci anni, i terreni pubblici invenduti a chi ha tra i 18 e i 41 anni, con diritto di riscatto finale a metà del valore di mercato. Completano il testo una delega per adeguare l’Italia al regolamento Ue anti-deforestazione e norme più tecniche, dalla denominazione “gran selezione” dei vini, che diventa “supremo”, alle sanzioni contro le pratiche commerciali sleali nella filiera.

Al lavoro anche Palazzo Madama, che ha approvato per alzata di mano, opposizioni astenute, non contrarie, il riordino della Protezione civile, che ora passa alla Camera. Il testo, promosso dal ministro Nello Musumeci, introduce una disciplina unica sulla responsabilità penale dei volontari per i reati colposi commessi durante le attività di soccorso. Su questo punto la Lega ha visto l’ok a un ordine del giorno, a firma Dreosto, che impegna il Governo a valutare coperture per le spese legali dei volontari coinvolti in procedimenti giudiziari.

Sempre dal fronte leghista, ma su un terreno più politico, arriva in giornata anche il deposito al Senato, e in parallelo a quello già presentato alla Camera, di un ddl che vuole istituire il reato di terrorismo di piazza, dopo gli scontri delle ultime settimane in Val di Susa e a Bologna, con decine di feriti tra le Forze dell’ordine. Per Igor Iezzi e Erika Stefani, i firmatari nei due rami parlamentari, si tratta di rispondere con una fattispecie penale nuova a quelli che definiscono «veri e propri assalti organizzati allo Stato».




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 Guglielmo Macavò

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