A Roma aumentano i casi di auto e scooter in panne dopo il rifornimento e alcuni meccanici segnalano carburanti contaminati da acqua e impurità. Dopo l’inchiesta di Adnkronos sono scattati i controlli della Guardia di Finanza sui distributori della Capitale
Negli ultimi mesi diverse officine di Roma hanno segnalato un aumento di auto, moto e scooter arrivati in panne poco dopo il rifornimento. Il sospetto? La presenza di carburante contaminato, con acqua o impurità che potrebbero compromettere il funzionamento del motore. Dopo le denunce raccolte da un’inchiesta dell’Adnkronos, sono scattati controlli della Guardia di Finanza nei distributori della Capitale per verificare la qualità del combustibile venduto.
Ma cosa è successo esattamente? E come può un automobilista accorgersi di avere fatto il pieno con carburante non conforme?
L’allarme nasce dalle officine: “mai così tanti casi”
La vicenda è partita dalle segnalazioni di alcuni meccanici romani che, negli ultimi mesi, hanno raccontato di avere ricevuto un numero crescente di veicoli con problemi comparsi subito dopo il rifornimento.
Secondo quanto riportato dall’inchiesta dell’Adnkronos, diversi professionisti del settore hanno notato un incremento dei casi rispetto al passato, con stime che in alcune officine arriverebbero anche al 25-30% in più.
Il problema riscontrato più frequentemente sarebbe la presenza di acqua nel carburante o di altre sostanze estranee, capaci di causare malfunzionamenti soprattutto nei motori più moderni, più sensibili alla qualità del combustibile.
Tra i sintomi segnalati ci sono veicoli che si spengono improvvisamente, difficoltà di avviamento e danni agli impianti di alimentazione. In alcuni casi, secondo i meccanici intervistati, i mezzi sarebbero arrivati in officina dopo pochi chilometri dal pieno.
Le segnalazioni arrivano in un periodo in cui il prezzo dei carburanti è tornato a pesare sulle tasche degli automobilisti. Negli ultimi mesi benzina e diesel hanno raggiunto nuovamente livelli elevati, con il gasolio che in alcune rilevazioni è tornato vicino alla soglia dei 2 euro al litro, soprattutto in alcune aree e durante gli spostamenti estivi.
Proprio questo aumento dei costi ha portato alcuni osservatori a ipotizzare un possibile legame tra il caro carburanti e la crescita dei casi segnalati, anche se al momento non esiste una prova che colleghi direttamente i due fenomeni.
Un carburante alterato può derivare da diversi problemi: contaminazioni accidentali nelle cisterne, infiltrazioni d’acqua, cattiva gestione degli impianti o, nei casi più gravi, vere e proprie frodi. Saranno gli accertamenti a stabilire le cause.
I rischi per gli automobilisti
La presenza di acqua nella benzina o nel gasolio rappresenta un problema perché il carburante deve avere caratteristiche precise per garantire il corretto funzionamento del motore. Se viene contaminato da acqua, sedimenti o altre impurità, il sistema di alimentazione può andare incontro a diversi problemi.
L’acqua, infatti, può favorire fenomeni di corrosione e danneggiare componenti delicati come pompa del carburante e iniettori, oltre a interferire con il processo di combustione. Anche residui solidi come ruggine, sabbia o depositi presenti nelle cisterne possono essere aspirati e raggiungere il motore, causando usura, ostruzioni e malfunzionamenti.
I veicoli più moderni possono essere particolarmente vulnerabili perché utilizzano sistemi di alimentazione molto precisi, progettati per funzionare con carburanti conformi agli standard previsti. In caso di contaminazione, le conseguenze possono andare da difficoltà di avviamento e perdita di prestazioni fino a guasti più seri e costose riparazioni.
I controlli della Guardia di Finanza
Dopo l’inchiesta e le segnalazioni raccolte dai meccanici, la Guardia di Finanza ha avviato una serie di verifiche sui distributori di carburante della Capitale.
I controlli riguardano diversi aspetti: dalla correttezza dei prezzi esposti alla corrispondenza con quelli comunicati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fino alla qualità del prodotto erogato.
Gli operatori delle Fiamme Gialle verificano la presenza di eventuali liquidi estranei nelle cisterne e prelevano campioni di carburante direttamente dalle pompe, che vengono poi analizzati in laboratorio per accertarne la conformità.
Secondo quanto dichiarato dalla Guardia di Finanza, nei primi mesi dell’anno il comando provinciale di Roma avrebbe già sequestrato decine di tonnellate di combustibile non conforme.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons, che ha chiesto controlli più intensi sulla rete dei distributori. L’associazione dei consumatori ha ricordato che la vendita di carburante alterato può configurare diversi illeciti e che gli automobilisti, oltre a pagare per un prodotto non conforme, possono ritrovarsi a sostenere costi importanti per la riparazione dei danni al veicolo.
Il problema, però, è che per chi fa rifornimento non è semplice capire immediatamente se la benzina o il diesel siano contaminati, perché la verifica richiede strumenti e analisi specifiche.
Cosa può fare un automobilista se sospetta un carburante contaminato
Se dopo un rifornimento l’auto presenta problemi improvvisi, è consigliabile:
- conservare lo scontrino o la ricevuta del rifornimento
- evitare di continuare a utilizzare il veicolo se compaiono anomalie
- rivolgersi a un’officina per una verifica tecnica
- documentare eventuali danni e conservare la relazione del meccanico
- segnalare il problema al distributore e, se necessario, alle autorità competenti
Fonte: Adnkronos
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Francesca Biagioli
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