utile oltre i 18 milioni, ma continua il calo degli iscritti attivi


L’anno 2025 è stato caratterizzato, per l’EPAP, dal rinnovo degli Organi amministrativi, accompagnato, come spesso accade, anche da eventi imprevedibili, legati a polemiche e strascichi vari instauratisi proprio in occasione della tornata elettorale che hanno provocato un considerevole ritardo nell’insediamento dei nuovi Organi eletti.

Il rinnovo dei Nuovi Organi (CdA, CIG, CDD e Collegio Sindacale), che si sono insediati il 22 settembre 2025, ha visto anche la conclusione della Presidenza Poeta, che ha gestito l’Ente di Previdenza negli ultimi 10 anni (2015 -2025).

Un decennio in cui l’EPAP ha dovuto affrontare numerose situazioni emergenziali, pandemie (COVID), conflitti e crisi economiche (Ucraina, conflitti nel Golfo Persico e nel Medio Oriente), che hanno avuto un forte impatto sul sistema economico nazionale e internazionale, incidendo sensibilmente sulla gestione dell’Ente di Previdenza.

La consistenza numerica degli iscritti all’Ente di Previdenza durante il decennio della gestione del Presidente Poeta è variata dai 28.847 (2015) a 33.796 (2025).

Al fine di valutare la gestione dell’Ente di Previdenza, un ottimo indicatore può essere considerato il Patrimonio Netto, che consente di analizzare, nel decennio considerato (2015-2025), l’operato degli Amministratori e i risultati conseguiti.

Al 31 dicembre 2015, anno dell’insediamento del Presidente Poeta, il Patrimonio Netto era pari a 73.671.447 €.  Al 31 dicembre 2025, primo bilancio del Presidente Cassaniti (anche se di fatto la gestione dell’EPAP è stata effettuata dal suo predecessore) il valore del Patrimonio netto era pari a 122.669.459 €, registrando così un incremento del 66,51%.

L’osservazione dei dati del decennio consente di valutare con maggior attenzione il risultato riportato nel bilancio 2025 che, contrariamente alle numerose ipotesi negative sul risultato dell’esercizio 2025, riportate durante la prolungata campagna elettorale, appare positivo a fronte di un coefficiente di rivalutazione dei montanti contributivi finalmente elevato pari al 4,0445%.

Il bilancio dell’’EPAP, nel 2025, mostra un risultato estremamente positivo con un utile di esercizio pari a 18.183.794 € contro 1.616.839,00 € del 2024.

Peraltro, il risultato è stato ottenuto in un anno che ha visto incrementare le rivalutazioni del fondo soggettivo e del fondo pensioni di 8.991.044 € (da 42.529.100 € a 51.530.144) e contestualmente il Patrimonio Netto.

La sintesi del bilancio 2025 viene riportata dal Presidente dell’EPAP Carlo Cassaniti nella relazione del Consiglio di Amministrazione (pagina 7 del bilancio Consuntivo 2025):

I risultati dell’esercizio 2025 confermano il quadro di un Ente solido e in salute:

  • Cresce del 10% l’attivo patrimoniale

  • Diminuiscono dell.1% i crediti vs iscritti
  • Aumentano di 18,2 milioni le riserve patrimoniali
  • Aumentano complessivamente i redditi ed il fatturato, quindi i contributi
  • Si incrementa notevolmente la rivalutazione dei montanti degli iscritti
  • Il portafoglio dell’Ente ha registrato un rendimento del 4,66%.”

A fronte dei dati economici positivi del bilancio consuntivo 2025 dell’Ente di Previdenza, si ha per contro una conferma del costante calo del numero degli iscritti attivi.

Dalla lettura della tabella sotto riportata è, infatti, possibile osservare la variazione negativa degli iscritti attivi nel decennio 2015 – 2025 e come il calo non sia stato omogeneo tra le diverse categorie presenti nell’Ente di Previdenza (Agronomi e Forestali, Geologi, Chimici e Fisici e Attuari).

Al calo degli iscritti attivi si contrappone un costante aumento dei pensionati attivi che nel decennio ha quasi compensato la diminuzione degli iscritti attivi.

Le tabelle indicanti le variazioni positive e negative degli iscritti attivi e dei pensionati attivi, sia in termini numerici sia percentuali, evidenziano, chiaramente, la tendenza in atto in EPAP.

Come si evince dalla tabella con i dati sugli iscritti attivi, le categorie degli Attuari e dei Geologi hanno subito variazioni elevate (8,85% gli attuari e 16,08% i Geologi).

Solo la categoria degli Agronomi e Forestali ha subito nel decennio 2015 – 2025 una lievissima contrazione (1,30%).

La categoria dei Chimici nel 2015 non comprendeva i Fisici, confluiti nell’EPAP nel 2019, pertanto i dati non sono confrontabili.

Sono numerosi i fattori che concorrono alla diminuzione degli iscritti attivi all’interno dell’Ente di Previdenza:

  • decremento demografico;
  • variazioni delle dinamiche del mercato del lavoro;
  • diminuzione del numero degli iscritti nei corsi universitari;
  • diminuzione degli iscritti agli albi professionali:
  • aumento crescente della richiesta di laureati da parte del settore pubblico e del settore privato.

Per contro, le pensioni percepite dai pensionati EPAP non sono elevate e ciò induce numerosi pensionati a continuare ad esercitare l‘attività professionale al fine di incrementare la propria pensione.

Il problema dell’adeguatezza delle pensioni richiederebbe, da parte degli iscritti, l’acquisizione di una maggiore consapevolezza, anche in considerazione del fatto che il 2026 sarà l’ultimo anno in cui il coefficiente di rivalutazione dei montanti salirà rispetto all’anno precedente.

Infatti, a decorrere dal 2027, il coefficiente di rivalutazione tenderà a scendere (la rivalutazione viene calcolata dall’ISTAT in base all’andamento medio quinquennale del PIL nominale).

E’ necessario, pertanto, che gli iscritti attivi e gli attuali pensionati attivi valutino con attenzione l’utilizzo della super contribuzione (Regolamento per l’attuazione delle attività statutarie dell’Ente di Previdenza ed Assistenza Pluricategoriale – Art. 3, comma 9) che, oltre a consentire di incrementare il proprio montante individuale, presenta indubbi vantaggi a prescindere dal regime fiscale utilizzato.

Infine, per il calcolo della pensione occorre tener conto anche del coefficiente di trasformazione, che influisce sensibilmente sull’assegno pensionistico.

A parità di condizioni, un montante contributivo elevato con un coefficiente di trasformazione (in termini percentuali) basso, darà luogo ad una pensione non elevata, mentre lo stesso montante contributivo con coefficiente di trasformazione più alto darà luogo a una pensione più elevata.


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