È stata inaugurata ieri, sabato, nella sala consiliare di Cison di Valmarino, la 45ª edizione di Artigianato Vivo. La celebre kermesse, organizzata dalla Pro Loco presieduta da Simone Moret in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale, le associazioni locali, la Parrocchia e Confartigianato Vittorio Veneto, trasformerà fino al 16 agosto il centro storico in una grande vetrina dell’eccellenza manuale. Oltre 180 maestri artigiani provenienti da tutta Italia animeranno i tradizionali cortivi e caneve con creazioni che spaziano dal vetro alla ceramica, dalla gioielleria alla moda. Ad accompagnare l’esposizione delle produzioni una ricca proposta musicale, artistica e letteraria, da scoprire giorno per giorno.
A dare il benvenuto istituzionale è stata la prima cittadina di Cison di Valmarino, Cristina Da Soller, la quale ha voluto definire la propria presenza con grande umiltà nei confronti del tessuto associativo e del lavoro dei volontari. «Io sono la padrona in prestito del contenitore in cui ci troviamo oggi, principalmente perché tutto il resto che vedete fuori appartiene al lavoro dei volontari e delle associazioni».

Il primo cittadino ha quindi descritto con efficacia espressiva il clima di apprensione e la grande responsabilità che precedono l’apertura dei cancelli, paragonando la settimana di festa a una vera e propria prova d’apnea.«Comincia la settimana di apnea… si dorme con l’orecchio teso alla finestra per sentire l’avanzare del tempo, si guarda con occhio diverso se è tutto in ordine. Sapere di avere colleghi con cui confrontarsi fa sì che non ci si senta soli. La cosa più bella di Artigianato Vivo è entrare nei chioschi e vedere la voglia, la serenità con cui queste persone donano il loro tempo e la loro vita. Quando ci sono cinquanta spiedisti che cucinano a temperature proibitive o, alle cinque del mattino, abbiamo dieci volontari pronti ad accendere il fuoco quando ne basterebbero due, abbiamo la piena espressione di quanto valgano lo spirito di stare insieme e l’orgoglio di mostrare chi siamo».


Prendendo la parola a nome delle giovani generazioni di Cison, il sindaco dei ragazzi Matteo Possamai ha focalizzato la propria riflessione sulla dedizione della squadra operativa. «Quest’anno vorrei dedicare queste mie parole a chi permette a noi e a tutti voi di vivere questa magia: i volontari. I volontari sono il cuore e le braccia della Pro Loco e per questo voglio fare un grande ringraziamento a tutta la squadra e al suo presidente Simone Moret». Il giovanissimo rappresentante ha rimarcato come senza il sacrificio e l’entusiasmo della squadra Pro Loco la manifestazione non potrebbe semplicemente esistere.


L’Onorevole Marina Marchetto Aliprandi si è congratulata con la comunità per il traguardo delle 45 edizioni, sottolineando come l’evento sappia dare dignità e visibilità alla cultura del fare. «Mi congratulo perché da 45 anni Cison di Valmarino apre le porte, le contrade e le corti al mondo per far sapere cosa vuol dire fare con le mani. Borgo, artigianato e comunità non sono concetti astratti, ma storie di falegnami, di fabbri, di ricamatrici che si alzano la mattina e creano con orgoglio valore dalla materia prima. Auguro ai ragazzi e alle nuove generazioni che sentano il dovere e il piacere di portare avanti questa identità del sapere. Ci sono tanti bravi ragazzi che rappresentano la nostra bella e sana gioventù; sono orgogliosa di loro perché ci danno la forza per andare avanti».


Nel suo intervento, la consigliera regionale Sonia Brescacin ha definito Artigianato Vivo come uno degli appuntamenti estivi di maggior rilievo dell’intero panorama regionale e nazionale. «Essere qui significa celebrare l’artigianalità. In un mondo iperconnesso e globalizzato, l’artigianato rappresenta quella specificità tipica delle nostre comunità che unisce qualità, unicità e capacità di fare innovazione: la stessa forza che ha permesso ai nostri padri di rendere il Veneto una delle regioni più dinamiche d’Europa». La Brescacin ha sottolineato l’eccellenza del modello cisonese, capace di fare sintesi tra promozione turistica, cultura ed economia. Ha inoltre citato un progetto condotto con professionisti del settore contabile volto a rendicontare il valore economico figurativo e l’impatto sociale generato dal lavoro gratuito dei volontari. «Il tempo e l’impegno dei volontari hanno un valore figurativo e sociale straordinario che andrebbe sempre riconosciuto. Loro promuovono le cosiddette ‘sale nobili’ del territorio, valorizzando il capitale umano, la cultura, il paesaggio e l’economia».


Il rappresentante della Provincia di Treviso, Claudio Sartor, ha aperto il suo discorso mettendo in luce il clima di sincera familiarità con cui gli amministratori vivono la rassegna. «Con gli amministratori ci si ritrova qui non solo all’inaugurazione, ma durante tutta la settimana, magari per scambiarsi due battute o portarsi a casa un manufatto artigianale. Ogni anno ognuno di noi torna a casa con un pezzo unico da collezionare». Sartor ha quindi evidenziato lo straordinario volume di visitatori gestito dal borgo, accostando le presenze di Cison a quelle delle più blasonate località turistiche di mare o di montagna. «Guardando i resoconti si parla di oltre 40-50 mila presenze. Città turistiche rinomate hanno strutture dirigenziali e rinforzi dedicati; qui a Cison è tutto fatto dai volontari: dalla ristorazione alla viabilità, non manca mai nulla ed è tutto perfetto. La sapienza delle mani degli artigiani si unisce alla sapienza organizzativa della comunità».


Portando i saluti del comitato provinciale delle Pro Loco (UNPLI), Francesca Bertolin ha espresso profondo orgoglio per il livello raggiunto dalla manifestazione. «Siamo orgogliosi di avere una manifestazione come questa che è un modello per tutte le Pro Loco del Veneto. Mantenere uno standard espositivo così elevato per 45 anni senza mai perdere la coesione è un grande esempio». La referente UNPLI ha precisato come Artigianato Vivo sia diventato un attrattore turistico di respiro internazionale, elogiando la sinergia dimostrata nel tempo dalle varie associazioni senza mai incorrere in divisioni.


Federico Della Puppa, in rappresentanza dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, ha manifestato viva gioia per la presenza dell’ente all’interno del municipio durante la fiera. «Siamo felici di essere a fianco del Comune di Cison. La missione che la Regione ci ha affidato è quella di aumentare la consapevolezza che questo territorio è un Patrimonio UNESCO, raccontandolo non solo al mondo esterno ma prima di tutto a noi stessi». Della Puppa ha proposto una chiave di lettura ideale che accomuna la bellezza del paesaggio agricolo alla perizia delle arti manuali. «Ricordiamoci sempre che siamo stati iscritti nella lista UNESCO come ‘paesaggio culturale’, ossia un paesaggio plasmato e trasformato dall’opera dell’uomo. Allo stesso modo, gli oggetti e le opere create dai nostri artigiani trasformano la materia e ci donano benessere. Vedere qui l’eccellenza del saper fare dei nostri comuni è la dimostrazione migliore di ciò che questa terra sa realizzare».


In rappresentanza di Confartigianato Vittorio Veneto, Corrado Balliana ha rinnovato il solido legame di partenariato che unisce gli artigiani alla rassegna cisonese. «Artigianato Vivo è l’espressione pura della laboriosità e del saper fare quotidiano. Ciò che vediamo nei cortivi è il simbolo di quello che la mente umana può concepire e le mani possono realizzare quando sono guidate dall’esperienza e dal cervello». Balliana ha evidenziato la necessità di proteggere il patrimonio artigianale da derive nostalgiche, trasformandolo in opportunità concreta per il futuro dei giovani. «Questa manifestazione non deve diventare una ‘riserva indiana’ o una mera nostalgia, ma deve rappresentare uno stimolo vivo per i giovani, affinché possano trovare nelle arti manuali la propria vocazione e creare cose nuove».


Con toni cordiali e profondi, il parroco don Fabio Mantese ha ribadito l’entusiasta adesione della comunità parrocchiale agli eventi della manifestazione. «A me piace particolarmente l’aggettivo ‘Vivo’. Se qualcosa è vivo è perché possiede un’anima. Quest’anno gli allestimenti richiamano i mestieri di una volta; dobbiamo ricordarci che le istituzioni e le comunità hanno bisogno di mantenere questa vita interiore». Il sacerdote ha ricordato le iniziative attivate dalla parrocchia: la pesca di beneficenza curata da Noi Associazione, le aperture serali della chiesa per la preghiera e i concerti, nonché i percorsi guidati affidati ai volontari definiti “custodi di bellezza”.


Lo scultore e scrittore Max Solinas ha paragonato poeticamente i 45 anni di storia della festa a una grande albero, introducendo lo spazio espositivo “Sconfinando nelle arti” allestito al piano superiore delle antiche cantine. «Paragono questa grande festa di 45 anni a un grande albero. Io sono forse uno degli ultimi rametti germogliati, ma ho la fortuna di curare la mostra d’arte pura nello spazio delle cantine».
A chiudere gli interventi è stato il presidente della Pro Loco, Simone Moret, che nel suo vissuto può vantare un vero e proprio percorso all’interno dell’associazione: dagli inizi come volontario nei chioschi fino all’attuale incarico. Un cammino che oggi lo vede assumere una responsabilità importante e che rappresenta l’esempio di un ricambio generazionale necessario per garantire continuità a una manifestazione che da 45 anni coinvolge l’intera comunità. «Tutto questo sforzo è ripagato dalla bellezza di vedere riempire le vie del nostro borgo di tante persone e di tanti volti felici. Persone che magari non sarebbero mai venute a Cison e che invece rimangono qui con noi per nove giorni a gioire del patrimonio e delle creazioni dei nostri artigiani».


(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
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