Per una Regione insulare, la trasformazione digitale non significa soltanto adottare nuove tecnologie. Significa ridurre le distanze, rendere i servizi più accessibili e costruire un patrimonio informativo affidabile sul quale basare le decisioni pubbliche.
Questa è la direzione intrapresa dalla Regione Sardegna che ha avviato un programma di trasformazione digitale articolato, nel quale convergono il Polo Digitale Regionale, la data strategy, il gemello digitale della Sardegna e una delle prime leggi regionali italiane dedicateall’intelligenza artificiale.
Per capire come sta prendendo forma questa strategia e quale ruolo abbiano dati, cloud e AI nel ridisegnare i servizi pubblici, abbiamo parlato con Sebastiano Cocco, Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione Sardegna, e con Massimo Nappi, Direttore Vendite Tech Pubblica Amministrazione Italia di Oracle, che sta affiancando la Regione nello sviluppo dell’ecosistema digitale.
«Noi siamo un’isola e l’innovazione digitale ha il compito di ridurre il divario che l’insularità porta con sé, dal diritto alla salute ai trasporti, fino allo sviluppo economico», spiega Cocco. Che aggiunge: «Accanto a questo c’è il tema della sovranità digitale: proteggere il patrimonio informativo pubblico significa garantire continuità e sicurezza in uno scenario geopolitico profondamente cambiato, dove la minaccia non è più solo fisica ma sempre più cibernetica».
C’è poi un altro tassello che l’assessore porta come esempio di quanto la sfida digitale sia legata al territorio. Nelle zone interne dell’isola, tra le ex miniere di Lula, la comunità scientifica internazionale ha individuato il sito candidato a ospitare l‘Einstein Telescope, il progetto per la rilevazione delle onde gravitazionali che la Sardegna contende a Sassonia e Olanda. Per l’assessore non solo è un’occasione importante per il territorio ma in questa direzione va visto un Polo Digitale Regionale pensato anche per affiancare l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e gli enti coinvolti in un progetto che, se assegnato alla Sardegna, porterà con sé una mole di dati scientifici da elaborare e mettere in sicurezza.
Tre pilastri, un’unica visione
La trasformazione digitale della Regione si regge su tre pilastri strettamente connessi: sicurezza dei dati, prossimità ai cittadini e utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale. Come tiene a sottolineare Cocco non sono priorità separate, ma parti di uno stesso ragionamento: «L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale hanno senso solo se servono all’uomo. Se servono solamente agli apparati o a pochi centri che governano, l’obiettivo di migliorare le condizioni delle persone fallisce».
La prossimità ai cittadini si traduce, per prima cosa, nei punti di facilitazione digitale nei Comuni, un progetto PNRR che la Regione ha scelto di estendere: su 377 Comuni sardi, il 90% conta meno di 5.000 abitanti, luoghi dove non tutti i servizi digitali arrivano con la stessa velocità dei centri urbani. Accanto all’assistenza sul territorio, la stessa logica di prossimità guida gli strumenti digitali veri e propri con il Portale Unico dei Servizi Regionali, per la gestione dei dati geografici, territoriali e ambientali, e il SUS, Sportello Unico dei Servizi per la gestione digitale dei procedimenti amministrativi.
Sul fronte della governance dell’intelligenza artificiale, la Sardegna è tra le prime regioni italiane a essersi dotata di una legge regionale in materia, preceduta già dal 2025 da linee guida sull’uso dell’AI nella Pubblica Amministrazione.
La legge ha introdotto anche un Osservatorio regionale sull’intelligenza artificiale, con il compito di monitorare l’impatto delle tecnologie sui cittadini oltre che sui processi interni dell’amministrazione.
Il Digital Twin: dal turismo alla prevenzione incendi
Tra i progetti di punta della strategia regionale c’è il RAS Digital Twin, il Gemello Digitale della Sardegna, una rappresentazione virtuale e dinamica del territorio capace di integrare grandi quantità di dati pubblici per simulare scenari e supportare le decisioni amministrative. L’assessore indica due applicazioni concrete. La prima riguarda la gestione dei flussi turistici in crescita costante, trainati dal trasporto aereo, per capire come potenziare i collegamenti e, soprattutto, come proteggere le spiagge più fragili dall’impatto antropico.
La seconda legata alla prevenzione degli incendi: caricando nel gemello digitale i dati su vegetazione, temperature medie degli ultimi anni e carico antropico di un territorio, diventa possibile stimare il livello di rischio e allocare in modo più mirato le risorse destinate a Protezione civile, Vigili del fuoco, Barracelli e Corpo forestale.
Lo stesso approccio, aggiunge l’assessore, si potrebbe applicare alla lettura degli effetti di eventi meteorologici estremi come il ciclone Harry, che ha colpito duramente l’isola lo scorso gennaio. «Riprodurre digitalmente il territorio significa poter prevedere fenomeni complessi e intervenire sulle risorse. La prevenzione nasce dalla conoscenza» sintetizza Cocco.
Dalla gestione dei dati all’infrastruttura cloud con Oracle
All’interno di questo percorso Oracle rappresenta uno dei partner tecnologici della Regione. La collaborazione, nata dalla gestione delle basi dati regionali, competenza storicamente associata alle tecnologie Oracle, si è progressivamente estesa verso infrastrutture cloud, integrazione dei dati e supporto ai nuovi progetti di innovazione della Regione.
«Il nostro obiettivo non è essere semplicemente un fornitore tecnologico» spiega Nappi «ma vogliamo essere un partner che accompagna l’amministrazione nella trasformazione digitale, mettendo a disposizione competenze, piattaforme e l’esperienza maturata in contesti nazionali e internazionali».
La collaborazione trova oggi applicazione in diversi ambiti. Tra questi rientrano la migrazione in cloud di applicativi critici come il sistema informativo sanitario SISaR, realizzato insieme alla società in-house SardegnaIT, e l’integrazione delle tecnologie Oracle all’interno del piano di attuazione della Strategia Nazionale di Cybersicurezza, con l’obiettivo di rafforzare la protezione dei dati della Pubblica Amministrazione.
L’evoluzione ha portato la Regione ad adottare Oracle Cloud Infrastructure per servizi strategici, mentre il patrimonio informativo regionale viene progressivamente integrato per alimentare applicazioni avanzate come, appunto, il Digital Twin.
Sanità digitale: infrastrutture più resilienti
Uno degli ambiti in cui questa evoluzione è già concreta è la sanità. Tra gli interventi realizzati rientrano la migrazione del sistema CUP regionale insieme a servizi come pronto soccorso, ricoveri ordinari, presidi medici, veterinari e day hospital verso Oracle Cloud Infrastructure. Come evidenzia Nappi: «Questi progetti non sono semplici attività di migrazione. Diventano occasioni per modernizzare le applicazioni, introdurre nuovi servizi e sfruttare funzionalità già disponibili, comprese quelle legate all’intelligenza artificiale».
Anche i sistemi del Centro Trasfusionale poggiano su tecnologia Oracle, e alcuni sistemi critici sono stati portati anche sul Polo Strategico Nazionale permettendo alle ASL territoriali di accedere a informazioni e servizi centralizzati e superare la frammentazione delle installazioni locali.
Sul fronte dell’amministrazione regionale, il sistema SIBAR utilizza tecnologie Oracle per integrare e armonizzare i dati attraverso soluzioni di data integration. SardegnaIT si appoggia a un cloud Oracle per i servizi di autenticazione, mentre sono in corso sperimentazioni di GenAI a supporto delle integrazioni, gestite da fornitori esterni.
Per Nappi il ruolo di un fornitore come Oracle non può esaurirsi nella fornitura tecnologica: «La tecnologia non è mai il punto di partenza, è sempre il punto di arrivo. Il valore aggiunto, spiega, sta nell’affiancare l’amministrazione fin dalla definizione delle esigenze e degli obiettivi, e nel trasferire competenze affinché l’uso della tecnologia diventi autonomo, e non dipendente dal singolo fornitore. Un principio che si estende anche al rapporto con i system integrator locali e con il mondo accademico, su cui Oracle ha voluto partnership specifiche».
Un’AI governata, non subita
L’intelligenza artificiale è un tema centrale ma anche il più delicato da governare. Per Cocco la distanza da colmare non è tanto una resistenza culturale, quanto la differenza tra l’uso personale di strumenti come ChatGPT e l’uso di sistemi di intelligenza artificiale al servizio della Pubblica Amministrazione che richiede più cautela, più formazione, più governo del processo. Da qui l’impegno, anche nella prossima variazione di bilancio regionale, su azioni di formazione specifica sull’AI.
Una visione condivisa da Oracle, che sposta il discorso sul piano tecnico. «Quando l’AI entra nei processi amministrativi cambia completamente lo scenario. Servono dati certificati, controllo degli outcome e quello che definiamo human in the loop: il fattore umano deve rimanere sempre parte del processo» aggiunge Nappi.
Tra l’uso generico dell’AI generativa e il suo ingresso nei processi più critici, Nappi indica un terreno intermedio su cui muoversi rapidamente: applicazioni a basso rischio ma alto impatto sul cittadino, come assistenti intelligenti capaci di orientare le persone tra uffici, documenti e procedure, riducendo tempi, errori e complessità. Un caso d’uso, racconta realizzabile in tempi brevi.
Il metodo come miglior consiglio
Alla domanda su cosa consigliare ad altre Regioni che vogliano intraprendere percorsi simili, sia Coccoche Nappi preferiscono parlare di metodo più che di ricette. Cocco indica nello scambio di buone pratiche tra amministrazioni come il protocollo firmato con la Toscana su Polo Digitale e Gemelli Digitali, un valore in sé, più che un consiglio in senso stretto.
Nappi rilancia sull’importanza di coinvolgere il partner tecnologico fin dalle fasi iniziali di definizione degli obiettivi, e di affiancare al governo dei dati anche sperimentazioni rapide di prototipi applicativi basati sull’intelligenza artificiale, sempre sotto la regia degli organismi di controllo, ma senza rinunciare al time to market.
Ed è proprio in questo equilibrio, tra prudenza sui processi critici e velocità sulle applicazioni a minor rischio, che la Regione Sardegna e Oracle stanno costruendo, un pezzo alla volta, l’infrastruttura di un’amministrazione che facendo leva sulle specificità del territorio, si candida a diventare un caso di riferimento per altre amministrazioni impegnate nella modernizzazione della Pubblica Amministrazione.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Roberta Fiorucci
Source link




