Anna Carlucci: “Quando si spengono le luci di Ballando con le Stelle, la macchina non si ferma mai”


Da oltre vent’anni Ballando con le Stelle è molto più di uno show televisivo: è diventato il simbolo del sabato sera di Rai1, un rito collettivo per milioni di spettatori. Stagione dopo stagione, il programma ha saputo accompagnare il pubblico attraverso mode, linguaggi e generazioni diverse, riuscendo nell’impresa più difficile: cambiare continuamente senza smarrire la propria identità. La nuova stagione prende il via il 3 ottobre e il programma ha già svelato, nelle sue pagine social, alcuni dei protagonisti, tra cui Aurora Ramazzotti, il cantautore Eugenio Finardi e Alessandro Matri, marito di Federica Nargi, terza classificata nell’edizione del 2024. Il format porta con sé diverse novità e alimenta inevitabilmente la curiosità del pubblico. Dalla composizione della giuria al cast dei ballerini, passando per la scelta dei nuovi VIP, fino a una domanda che in molti si stanno già ponendo: con il trasferimento nei nuovi studi cambierà anche la scenografia dello spettacolo? Per la prima volta, infatti, Ballando con le Stelle lascerà lo storico Auditorium del Foro Italico per approdare nei nuovi studi Rai di Saxa Rubra, aprendo un capitolo inedito nella storia del programma.

A raccontare la grande macchina che si muove dietro lo show dance è Anna Carlucci, professionista che ha attraversato diverse stagioni della televisione italiana. Una carriera variegata anche accanto a Luciano Rispoli in Parola mia, programma che negli anni Ottanta fece della lingua italiana un vero spettacolo televisivo e che, con il suo stile elegante e divulgativo, anticipò un modo nuovo di raccontare la cultura, trasformandola in un appuntamento popolare e di costume. Un’esperienza proseguita poi con programmi come La grande corsa, Una grande occasione e Argento e oro.

Oggi il suo lavoro è legato anche all’universo di Ballando con le Stelle, dove segue un sistema produttivo che non conosce pause. Quando a dicembre si spengono le luci dello studio, la macchina non si ferma: mentre il pubblico saluta la stagione appena conclusa, iniziano già le attività che porteranno alla successiva. Casting, selezioni, Ballando On the Road, Ballando Segreto, contenuti digitali e nuovi progetti si susseguono in un ciclo continuo.

Anna Carlucci, una pausa sul set durante una giornata di lavoro

La nostra intervista

Come prende forma Ballando On the Road?

L’idea è di mia sorella Milly e, nel 2027, compirà dodici anni: andare a scovare i talenti del ballo nei luoghi in cui vivono, anche nei piccoli paesi e nelle realtà più lontane dai grandi circuiti. Non sono soltanto gli aspiranti ballerini a cercare Ballando, ma è Ballando ad andare alla loro ricerca, intercettando talenti che rischierebbero di rimanere nell’ombra. In questi dodici anni è cambiato profondamente anche il mondo della danza. Nei primi anni di Ballando On the Road erano numerosissime le esibizioni di latinoamericano, mentre oggi sono sempre più presenti il moderno e il contemporaneo. È diminuita, invece, la presenza delle coppie, un cambiamento al quale ha contribuito anche la pandemia: molte scuole hanno perso allievi e, per continuare a garantire agli atleti la possibilità di allenarsi e competere, le federazioni hanno progressivamente aperto anche alla possibilità di esibirsi individualmente. Una trasformazione che ha modificato il panorama della danza, ma che non cambia la nostra convinzione: il ballo nasce dall’incontro e dalla relazione, e il vero ballo, per noi, è quello di coppia.

Durante le selezioni quali sono gli elementi più importanti?

Cerchiamo un mix di qualità. Il talento è fondamentale ma per Ballando On the Road è importante riuscire a trovare, attraverso il ballo, una storia da raccontare. Spesso dietro una performance c’è di più della tecnica: ci sono un percorso personale, una passione, una difficoltà superata o un’emozione capace di arrivare al pubblico. Come dice Milly, il ballo non può certo risolvere tutti i problemi della vita, ma può, sicuramente, contribuire a renderla migliore. È uno sport che regala entusiasmo, felicità ed energia e che può aiutare ad affrontare piccoli problemi quotidiani. È proprio questa capacità di trasmettere energia, unito al talento, che cerchiamo nei protagonisti.

Quindi non basta la tecnica?

E’ importante ma non sufficiente. Vogliamo valorizzare chi abbina una buona performance a un momento di spettacolo. E’ importante costruire una coreografia originale, con un messaggio da comunicare, studiata utilizzando i linguaggi e le esigenze della televisione. Molti ballerini non hanno compreso questo meccanismo e può capitare che al primo provino non vengano selezionati, ma che tornino l’anno successivo con una proposta più consapevole. Ci sono artisti che hanno avuto la determinazione di ripresentarsi anche tre o quattro volte, trasformando ogni provino in un’occasione per crescere e migliorarsi.

Quindi, saper accettare una bocciatura e trasformala in un’occasione può fare la differenza?

È questo il senso di un provino: comprendere che cosa sta cercando la giuria e imparare a presentare una proposta capace di incontrare le sue aspettative. Non essere selezionati al primo tentativo non significa aver fallito, ma avere l’opportunità di capire cosa migliorare e di acquisire maggiore consapevolezza. In fondo, è una lezione che vale anche nella vita.

Come funziona il percorso di selezione di Ballando On the Road e quanto tempo richiede la macchina organizzativa?

Questo progetto non si ferma mai: la sua preparazione comincia già mentre è in onda Ballando con le Stelle. Le candidature sul portale si aprono generalmente a gennaio e si chiudono intorno alla metà di marzo. Terminata questa prima fase, viene effettuata una selezione online e i ballerini individuati vengono convocati nelle diverse tappe dal vivo. È qui che entra in gioco una nuova fase di valutazione, attraverso la quale vengono scelti i talenti destinati alle puntate pomeridiane. Da queste selezioni emerge poi il gruppo che avrà accesso al torneo interno di Ballando con le Stelle. È una vera e propria macchina organizzativa a ciclo continuo, nella quale ogni fase si collega alla successiva.

Il racconto digitale di Ballando con le Stelle quanto può incidere sul percorso dei protagonisti?

La presenza del programma sui social è strategica, anche perché la platea che segue il programma sulle piattaforme digitali non coincide sempre con quella televisiva. Si tratta di un vero e proprio secondo schermo, che permette di ampliare il racconto e di instaurare un rapporto più diretto e personale con gli spettatori. A questo lavoro contribuiscono tutti: dai maestri ai VIP, ciascuno con la propria sensibilità e il proprio modo di comunicare. È un’attività corale che coordino, per la mia parte, insieme al reparto Digital della Rai, che svolge un lavoro straordinario. Il racconto non comincia con la prima puntata, ma prende forma molti mesi prima della messa in onda. Durante il periodo che precede la nuova stagione iniziamo a presentare i protagonisti, i nuovi VIP, i maestri scelti e le diverse coppie. Questo è uno degli aspetti più affascinanti: si parla di Ballando anche quando il programma non è ancora iniziato. Nascono indiscrezioni, ipotesi, anticipazioni e nomi che talvolta vengono confermati e altre volte smentiti.

Anna Carlucci: “Quando si spengono le luci di Ballando con le Stelle, la macchina non si ferma mai” – INTERVISTA ESCLUSIVA
Milly Carlucci, insieme alla sorella Anna Carlucci, unite anche nel lavoro e nella grande avventura di Ballando con le Stelle

Tra la fine della primavera e l’estate, l’attenzione cresce progressivamente e l’attesa diventa sempre più forte. È un fenomeno che ci entusiasma e ci dà la motivazione per proseguire lungo una strada intrapresa diversi anni fa, quando Ballando ha scelto di affacciarsi sui social network prima di molti altri programmi televisivi. Il pubblico diventa protagonista votando anche attraverso i social, una modalità che abbiamo introdotto tre anni fa e che oggi è diventata una pratica sempre più diffusa nel mondo televisivo.

Quanto incide il lavoro che i Vip devono sviluppare sui propri canali social?

Quando a settembre, prima dell’inizio della stagione, incontro i talent e i loro maestri, spiego loro che il pubblico di Ballando è particolare: con questa platea bisogna riuscire a creare un rapporto, a entrare in sintonia e a costruire empatia. Avere tanti follower non significa essere riconosciuti come beniamini del pubblico del programma. Quel rapporto va conquistato puntata dopo puntata, mostrando chi si è realmente. Per questo non esiste una formula valida per tutti: ogni VIP deve individuare la propria chiave narrativa e scegliere il modo più naturale per raccontarsi.

Il nostro compito è accompagnarli e, quando necessario, offrire indicazioni per una comunicazione social efficace, ma il protagonista del racconto deve rimanere sempre il personaggio. È lui a decidere quali aspetti della propria esperienza condividere e quale tono utilizzare. L’obiettivo è far conoscere al pubblico ciò che la televisione, inevitabilmente, non riesce a raccontare fino in fondo: gli allenamenti, la fatica, le difficoltà, i momenti di sconforto, ma anche la gioia, le conquiste e le emozioni. In questo modo i social diventano una finestra importantissima sul percorso umano oltre che artistico del concorrente: un cammino impegnativo e spesso faticoso, ma capace di regalare, alla fine, soddisfazioni profonde.

Dopo 21 anni, qual è il segreto della longevità di Ballando con le Stelle?

La capacità che Milly ha sempre dimostrato di rinnovare il programma senza tradirne l’identità. È riuscita a guardare avanti mantenendo saldi quei valori che ne hanno costruito la storia. Se confrontiamo la prima edizione con quella attuale, ci rendiamo conto di quanto sia cambiato il programma. Spesso lo dico scherzando: le uniche cose rimaste davvero uguali sono il lampadario e, naturalmente, Milly, oltre alla giuria, che nel tempo ha avuto delle trasformazioni. La vera sfida è stata proprio questa: saper interpretare il cambiamento, accogliere le nuove tendenze e affrontare temi sempre attuali, senza perdere il filo con la propria tradizione.

Organizzazione, creatività, intuizione, rapidità e passione. Quanto sono importanti questi elementi nel suo lavoro?

Sono ingredienti fondamentali, perché dietro a un progetto come Ballando con le Stelle serve una macchina organizzativa molto solida. I ritmi sono serrati e le tempistiche estremamente rapide: è un flusso continuo nel quale bisogna essere aggiornati, seguire ciò che accade e non perdere il filo degli eventi. Poi c’è la creatività, indispensabile quando si lavora con i contenuti. Bisogna avere la capacità di trovare nuovi modi per raccontare ciò che già conosciamo. Prendiamo Ballando Segreto: la struttura del format è consolidata, ma ogni stagione cerchiamo di introdurre elementi nuovi che possano distinguerla dalla precedente. Lo stesso principio vale per la comunicazione digitale.

L’intuizione è preziosa: occorre saper intercettare ciò che può incuriosire maggiormente gli spettatori e quali situazioni possono alimentare dinamiche coinvolgenti. La rapidità è imprescindibile. Non esistono tempi morti e bisogna mantenere il passo. Infine, c’è la passione, che rappresenta il motore di tutto. È un mestiere molto intenso, che richiede grande disponibilità, concentrazione e impegno. Bisogna lavorare con dedizione e spesso a ritmi sostenuti. Quando però c’è entusiasmo per ciò che si fa, anche la fatica assume un peso diverso e diventa più facile affrontare ogni nuova sfida.

E’ fondamentale per ogni VIP avere una figura dedicata alla comunicazione digitale durante Ballando con le Stelle?

La TV è cambiata e oggi il racconto televisivo continua anche attraverso i social. Per questo, negli ultimi anni, quasi tutti i personaggi televisivi hanno scelto di affidarsi a un social media manager o a un creator che ne segue la comunicazione digitale e li accompagna nel percorso professionale. È una figura sempre più centrale, e lo sarà ancora di più per i protagonisti di Ballando con le Stelle. Ogni VIP avrà accanto il proprio social media manager personale, esterno al programma, incaricato di costruire e sviluppare un percorso parallelo sui suoi canali, in sintonia con l’esperienza televisiva.

L’obiettivo non sarà semplicemente rilanciare ciò che accade in puntata, ma creare un racconto autonomo, capace di valorizzare la personalità di ciascun protagonista, intercettare il pubblico e amplificare sui social le emozioni, le dinamiche e i momenti vissuti dentro e fuori dallo studio. Il racconto digitale diventa così parte integrante dell’esperienza di Ballando con le Stelle.

Anna Carlucci: “Quando si spengono le luci di Ballando con le Stelle, la macchina non si ferma mai” – INTERVISTA ESCLUSIVA
Milena Vukotic e Simone Di Pasquale durante un momento della loro esibizione a Ballando con le Stelle nel 2019

Non tutti hanno il tempo o la possibilità di conoscere un personaggio soltanto attraverso il programma. Ricordo, per esempio, la partecipazione di Milena Vukotic a Ballando con le Stelle. Lei, all’epoca, non aveva la più pallida idea di cosa fossero i social. Fui io ad aiutarla ad aprire i suoi account. Fu incredibile vedere come riuscì a conquistare un pubblico di ragazze molto giovani, che le chiedevano consigli e volevano conoscerla meglio. E pensare che Milena aveva pochissimi follower rispetto a molti altri personaggi. Eppure, puntata dopo puntata, riusciva a vincere quello che allora era previsto dal programma, il cosiddetto tesoretto dei social. È stato un esempio straordinario di quanto possa essere importante costruire un racconto esterno e parallelo a quello televisivo.

Quali sono i suoi prossimi impegni, oltre a Ballando con le Stelle?

Il 28 settembre, in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, Rai 3 trasmetterà il mio documentario “La vita tra le mani”, realizzato circa un anno e mezzo fa. Racconta la storia straordinaria del professor Alessandro Frigliola, grande luminare della cardiochirurgia pediatrica e, soprattutto, uomo di profonda vocazione filantropica. La sua idea di solidarietà è molto concreta: non limitarsi a offrire un aiuto immediato, ma mettere le comunità più fragili nelle condizioni di diventare autonome.

Anna Carlucci: “Quando si spengono le luci di Ballando con le Stelle, la macchina non si ferma mai” – INTERVISTA ESCLUSIVA
Il professor Alessandro Frigiola con Anna Carlucci e Gabriella Carlucci alla presentazione del docufilm La Vita tra le mani, presso il Leon’s Place Rome

Da oltre trent’anni il professor Alessandro Frigiola forma i medici locali affinché possano operare direttamente i bambini del loro territorio, costruendo così un futuro che non dipenda esclusivamente dall’intervento di équipe internazionali. Il documentario sarà poi disponibile su RaiPlay e spero possa arrivare al cuore di chi lo guarderà. Parallelamente, vorrei continuare a dedicarmi alla scrittura. Sto lavorando ad alcuni progetti, ancora in fase di sviluppo, che richiedono tempo e cura. Il mio cuore batte anche in quella direzione. Poi, come si dice, chi vivrà vedrà.




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