L’Ucraina chiede una nuova guida, l’ex ministro della Difesa Fedorov è pronto



Guerra, l’Ucraina chiede una nuova guida

L’Ucraina non può essere tenuta ostaggio dalla Russia”, così l’ex ministro della difesa Fedorov ha invitato i cittadini ucraini a nuove elezioni. Dopo la sua destituzione il giovane Nerd, asceso alla gloria popolare grazie alla sua competenza tecnica e la sua visione di una guerra sintetica (con amplio dispiegamento di droni), si prepara per le prossime elezioni. Il tutto mentre scoppia l’ennesimo scandalo di corruzione nel gabinetto di Zelensky. Esiste il rischio di una guerra civile in Ucraina e un cambio di governo? Facciamo il punto

C’è un nuovo ministro della Difesa in città

Zelensky ha appena deciso chi sarà il nuovo ministro della difesa. Yevhenii Khmara, in precedenza facente funzioni di ministro dopo il defenestramento del precedente ministro Fedorov.  Prima della nomina, dal 2023, era a capo di Alfa, un’unità delle forze speciali della SBU (i servizi segreti ucraini) che ha condotto gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe, situate a migliaia di chilometri dalla linea del fronte, rappresentando il più importante successo tangibile dell’Ucraina nella guerra di quest’anno.

L’unità è stata inoltre responsabile dell’Operazione Spiderweb, un audace attacco condotto nel giugno dello scorso anno, durante il quale droni lanciati da camion all’interno della Russia hanno distrutto bombardieri a lungo raggio nelle basi dell’aeronautica militare dislocate in diverse parti del Paese.

Nel suo ruolo all’interno della SBU, Khmara ha inoltre supervisionato società “non pubbliche” impegnate nello sviluppo dei letali droni ucraini a lungo raggio. Data la sua vicinanza con il mondo dei droni è probabile che la strategia militare dell’Ucraina sotto Khmara sarà probabilmente caratterizzata dalla continuità, con un’attenzione costante agli attacchi in profondità per ridurre la capacità della Russia di condurre la guerra e minare il morale della popolazione russa.

Il fatto che Khmara provenga dalla SBU, l’agenzia dei servizi segreti ucraini, non è un elemento minore. La SBU ha operato tutte le principali operazioni extra territoriali ucraine: dalla distruzione dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 (arrestato in questi giorni un altro ucraino coinvolto nel progetto) a, si sospetta, il recente attentato a danni di un oligarca ucraino a Montecarlo.

L’appartenenza al SBU è una garanzia per Zelensky. L’organizzazione ha dimostrato più volte una fervente partecipazione alla vita politica e sociale dell’Ucraina, e un supporto incondizionato al suo leader che, negli anni, gli ha dato sempre più potere e libertà di azione. Khmara non è un tecnico ma un soldato, quindi la sua visione è più distante da quella di Fedorov e, probabilmente, la sua fedeltà è massima nei confronti di Zelensky, mentre Fedorov, da civile, aveva una visione più patriottica e volta al bene della nazione.

Chi era Fedorov, ex ministro della Difesa

In una recente intervista con l’emittente americana CBS l’Ex ministro Fedorov ha spiegato che futuro aspetta l’Ucraina. Un’evoluzione sempre più sofisticata degli armamenti, missili balistici capaci di colpire in profondità la Russia e una nazione che risorge dalle ceneri. Alcuni silenzi alle domande dell’intervistatore sul perché sia stato esautorato pesano molto più delle sue affermazioni.

Tuttavia, gli aspetti più interessanti di Fedorov sono le relazioni che ha intessuto in questi anni. Da semplice civile, proprietario di un’agenzia di marketing, è assurto prima a stratega, poi a capo dell’innovazione (a lui si deve la digitalizzazione dei ministeri ucraini della Difesa e degli Interni) e infine a ministro della Difesa.

Durante questa crescita, Fedorov ha sviluppato ottimi rapporti, come conferma nell’intervista, con alcuni dei più interessanti e potenti tecno-oligarchi occidentali, primo fra tutti Bezos, che con il suo Starlink ha fatto tanto per l’Ucraina.

Un’azienda non secondaria con cui Fedorov ha sviluppato ottimi rapporti è Palantir, l’entità che oggi ambisce a inserirsi in tutte le burocrazie occidentali con la promessa di ammodernarle dall’interno, valorizzando i dati (a suo vantaggio e a supposto vantaggio degli Stati dove sarà accettata).

La popolarità di Fedorov

La popolarità di Fedorov è manifesta. Ci sono due principali ragioni che gli hanno permesso di diventare così conosciuto presso il popolo. La prima, come già accennato, è l’aver ridotto l’esposizione dei soldati ucraini a molti scenari estremi. Sono numerose le notizie relative al dispiegamento di droni sul campo, sia per attività di medevac (per recuperare i feriti dal fronte), sia per operazioni di fuoco di supporto e ricognizione.

Per quanto la sua strategia sui droni aerei e marini abbia esteso il conflitto e permesso all’Ucraina di colpire obiettivi strategici della società civile e del tessuto industriale russo, sono le applicazioni sul campo ad aver dato sollievo ai soldati e ai relativi parenti. Sapere che almeno alcune delle missioni più rischiose, come gli attacchi mirati sulla linea del fronte, le ricognizioni o il trasporto della logistica, erano automatizzate ha contribuito a ridurre l’esposizione diretta dei militari.

Con turni massacranti e civili rapiti per strada dalle forze di polizia militare ucraina per essere forzatamente arruolati, uno scenario nel quale almeno una piccola parte dei soldati viene risparmiata dal “tritacarne” — termine ormai utilizzato dagli stessi civili ucraini — è sicuramente percepito come positivo.

Il secondo elementp è recente ma non meno importante. Il 12 giugno il ministro della Difesa Fedorov annunciava una riforma dell’esercito articolata su tre direttrici: retribuzioni, contratti e reclutamento.

Assunto che venga confermata dal nuovo ministro della Difesa, la riforma prevede che la paga base per i ruoli non combattenti raddoppi circa, passando da 20.000 a 30.000 grivne al mese. I fanti schierati al fronte riceveranno 300.000 grivne, circa 6.700 dollari, per un mese trascorso nelle posizioni avanzate. L’obiettivo è quindi invertire l’attuale struttura degli incentivi, nella quale proprio gli uomini che sostengono il peso maggiore dei combattimenti sono tra quelli che ricevono le ricompense minori.

Altrettanto importante rispetto al denaro è l’introduzione di nuovi periodi di servizio a durata prestabilita, una riforma richiesta da anni sia dai militari sia dalla società ucraina. Al personale di fanteria e alle unità d’assalto saranno offerti contratti da sei a quattordici mesi, al termine dei quali sarà prevista un’esenzione dalla mobilitazione per sei mesi.

Le riforme intervengono anche sulla possibilità di trasferimento tra le unità, da tempo una delle principali fonti di malcontento. I militari potranno essere trasferiti all’interno di un corpo attraverso l’applicazione Armiia+, riducendo sensibilmente gli ostacoli burocratici. È inoltre previsto un percorso accelerato per il reinserimento dei soldati assenti senza autorizzazione nelle unità operative.

La terza componente della riforma del personale riguarda la creazione di «molte più opportunità per il reclutamento di volontari stranieri». Fedorov ha dichiarato che il nuovo programma punta, nel tempo, a portare gli stranieri a rappresentare tra il 30% e il 50% degli effettivi delle unità d’assalto e della fanteria.

Fedorov, un ex ministro troppo popolare con amici potenti

Il 30 agosto 2025, l’ex presidente del Parlamento ucraino ed esponente di spicco dell’organizzazione delle proteste di Euromaidan, Andriy Parubiy, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Leopoli, in Ucraina, da un uomo armato travestito da corriere di una società di consegne a domicilio e in sella a una bicicletta elettrica.

La vittima era, per dirla semplicemente, uno dei principali organizzatori delle proteste che portarono alla caduta del precedente presidente, Viktor Yanukovych. Parubiy era quel tipo di uomo che si deve contattare per organizzare un colpo di Stato, specialmente se sei una potenza straniera che vuole un “lavoro interno”. L’assassino è stato arrestato e le autorità ucraine e i servizi segreti ucraini hanno dichiarato che aveva relazioni con la Russia.

Zelensky, in questi anni, ha collezionato una discreta quantità di scandali per corruzione che hanno visto come protagonisti alcuni suoi fedelissimi, dal ministro dell’Energia sino alla recente assistente personale. A questi si aggiungono casi di corruzione tra i generali ucraini, che ingrassavano a Kiev mentre le truppe sul campo lamentavano la mancanza di abiti invernali, materiale per le trincee e persino cibo immangiabile.

Negli anni, la popolarità del presidente è venuta a decrescere. A maggio 2026, la sua ex portavoce Iuliia Mendel ha dichiarato in un’intervista che Zelensky sarebbe “uno dei maggiori ostacoli alla pace” e lo ha descritto come sempre più “distaccato dalla realtà”. Mendel ha anche accusato di riciclaggio alcuni dei suoi più stretti collaboratori, dall’ex capo di gabinetto Andriy Yermak, indagato, al socio d’affari Timur Mindich, fuggito dal paese, fino all’ex ministro dell’Energia, coinvolto in uno scandalo da 112 milioni di dollari. Gli attori spesso tendono a essere egocentrici, ma di rado, in Paesi come l’Ucraina, arrivano ad accumulare una tale ricchezza e un tale potere, pur avendo conti in paradisi fiscali come Zelensky (come denunciato dal Guardian).

Esistono almeno tre potenziali candidati a succedere a Zelensky, osservando gli umori del popolo. Zaluzhny, ex generale delle forze armate ucraine, piaceva troppo: non voleva sacrificare le truppe inutilmente. Viene allontanato da Zelensky da ogni posizione di potere e inviato come ambasciatore a Londra.

Il sindaco di Kiev, ex pugile internazionale, continua a lamentare il livello endemico di corruzione della nazione e critica apertamente Zelensky. Su di lui nulla si può fare, ma la sua visibilità è fortemente menomata dalle scarse interviste — sia dei media locali sia di quelli occidentali — a cui vengono autorizzate le interviste che fanno comodo al presidente.

Ultimo e più recente è Fedorov, che, membro della società civile, ha fatto un percorso e una carriera che in molti riconoscono essere basati sulla meritocrazia e sull’assenza di favoritismi. Dei tre, Fedorov ha un altro asso nella manica: la sua esposizione internazionale ai “techno-bro” americani, Musk, Thiel e tutti gli altri tecno-oligarchi americani che si sono arricchiti con le nuove tecnologie, spesso legate all’industria bellica.

Non è un segreto che i tecno-bro americani guardino con interesse sia alle tecnologie robotiche sviluppate in Ucraina sia alla possibilità di vendere i loro servizi e prodotti usando la stessa Ucraina come campo di dimostrazione. Delle attività di Palantir in Ucraina avevo già parlato in queste pagine.

È ipotizzabile che un Fedorov, con amicizie importanti in America e una visione tecnologica, possa in qualche modo essere percepito come un valido sostituto di Zelensky? La domanda, ovviamente, è accademica. Fedorov ha annunciato una serie di viaggi negli USA per approfondire le tecnologie belliche automatizzate e, nella sua intervista all’emittente americana, ha apertamente sfidato Zelensky, un uomo che apprezza il lavoro continuo dei servizi segreti ucraini quando si tratta di uccisioni mirate e sabotaggi in territorio europeo.

La prematura morte dell’organizzatore di piazza Maidan ha privato qualunque potenza straniera di un valido uomo per cambi di governo, ma un esercito sempre più robotizzato e una popolazione grata per aver evitato ai propri figli di finire nel “tritacarne” potrebbero essere delle ottime leve per il futuro presidente Fedorov.


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