Frosinone – Cristofari (Pd): “Concordo con Venturi, il civismo buono può cambiare la città. Primarie ok”


  • Dottor Cristofari, il suo collega di gruppo Norberto Venturi ha recentemente affermato che il Pd deve superare le logiche di stretta appartenenza per aprirsi al «civismo buono». Condivide questa autocritica sui ritardi del partito nel fare da catalizzatore? E quali criteri pone il gruppo consiliare per definire cos’è davvero civismo sociale e responsabile, distinguendolo dal semplice trasformismo?

“È un contributo positivo al fatto che abbiamo la necessità morale di cambiare verso al Comune di Frosinone. È evidente che rimanere costretti in un ambito stretto di centrosinistra e di partiti è ampiamente insufficiente. Soprattutto alla luce di quel che accade nella cosiddetta maggioranza, che da due anni si trascina tra mille divisioni ed è stata abbandonata da quasi un terzo degli esponenti eletti nel 2022”.

  • L’asse degli 11 consiglieri di minoranza ha dimostrato una convergenza importante in Aula su diversi temi. Da capogruppo, considera questo coordinamento un patto d’azione stabile verso il 2027 o soltanto una somma di battaglie tattiche contro la giunta Mastrangeli?

“Credo che quello sia un territorio in cui si possono elaborare temi destinati a contribuire alla formazione del programma. Il civismo si caratterizza per scelte ambientali, per una città vivibile, per il recupero dei giovani che sono andati via. Quasi il 10% dei cittadini non è più residente: al netto delle residenze di comodo sulle località marine, molti risiedono ormai nei Comuni vicini di Ferentino, Ceccano e Alatri. E questo rilancia un tema che portiamo avanti da tanti anni, sostenuto anche da Vincenzo Iacovissi: quello di un’estensione geografica della città in termini di organizzazione e risorse, la famosa “città grande””.

Nel centrosinistra serve un confronto allargato, tutti propongano candidati

  • Venturi ha riaperto il dibattito sul metodo di scelta del candidato sindaco: prima la sintesi politica al tavolo, ma primarie di coalizione se la quadratura non si trova. Il Pd di Frosinone è pronto a sottomettersi al verdetto delle primarie o rivendicherà a prescindere la guida della coalizione?

“Innanzitutto credo che il confronto debba diventare allargato, con tutte le candidature messe sul tavolo in maniera corretta. Le primarie le hanno inventate il Pd e Veltroni. Se non si arriva a una sintesi, è obbligatorio farle per chi si dice di centrosinistra, tanto più che il sindaco uscente si ricandida pur senza avere tutta la maggioranza. Sono stato favorevole alle primarie anche quando mi sono candidato da solo: prima di scendere in campo invitai Marini a disputarle insieme a Venturi. Le considero uno strumento corretto”.

  • – I socialisti hanno già tracciato una rotta autonoma proponendo la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi. Qual è oggi il reale stato del dialogo tra Pd e Psi nel capoluogo? Ci sono margini concreti per ricucire o la frattura rischia di essere irrecuperabile?

“Non ho mai militato nel Psi, a differenza dei due consiglieri che siedono con me nel gruppo consiliare dem, ma sono ritenuto uno dei più grandi amici dei compagni socialisti a Frosinone. All’epoca della mia candidatura, Iacovissi costituì un ticket con me. Penso che il dialogo sia obbligatorio: la rottura non si deve fare, e se si fa non potrà essere che unilaterale da parte dei socialisti. Se ragioniamo di civismo, di resistenza e del tentativo di vincere l’elezione contro una destra della Lega e vannacciana, non possiamo poi spaccare il centrosinistra. La sintesi va trovata, a livello locale o regionale. I socialisti hanno assunto una posizione rigida non tanto nel rivendicare la candidatura quando nella scelta del nome e forse qualcuno deve cominciare a tornare indietro: l’obiettivo è vincere le elezioni”.

“Se si perde, viene meno anche il traino che potrebbe contribuire alle elezioni nazionali e regionali. Tutti devono mettere sul tavolo le risorse migliori. Si fanno le primarie e dovrebbero parteciparvi tutti. per quano riguarda il Pd penso che quella di Angelo Pizzutelli sia in assoluto la proposta di candidatura a sindaco migliore”.

La rottura? Se ci sarà verrà dai socialisti. I 5S avranno un successo

  • – L’espressione “campo largo” a Frosinone include o esclude un’interlocuzione organica con il Movimento 5 Stelle e con l’area della sinistra radicale? Come si evitano i veti incrociati che in passato hanno bloccato la costruzione di un’alternativa al centrodestra?

“Da quanto mi è stato riferito dalla delegazione che è andata al tavolo, e anche per una consuetudine attiva con i colleghi di 5 Stelle, Avs e sinistra radicale, non mi sembra questo un tempo di veti, ma di contributi. Abbiamo il tempo di ascoltare le istanze di tutti. Penso che a Frosinone il M5S invertirà la rotta e farà una lista di successo: sono nostri alleati, serenamente. In una tavola di centrosinistra allargato ognuno può esprimere programma e candidature”.

  • La maggioranza Mastrangeli continua a mostrare forti crepe, impantanata sull’elezione del nuovo presidente dell’assise dopo l’uscita di Max Tagliaferri. Qual è la linea del Pd di fronte a questa stasi? L’opposizione intende continuare a fare da spettatrice dei malumori altrui o ha in mente una mossa istituzionale d’iniziativa?

“C’è stato un tempo in cui questa carica istituzionale veniva attribuita alle minoranze, per garantire e tutelare l’andamento dell’Aula. Una prassi cessata una quindicina d’anni fa, come è cessata in Parlamento. A quel punto, è la maggioranza ad avere la responsabilità di eleggere il presidente del Consiglio. Il balletto che il centrodestra ci ha fatto vedere negli ultimi sei mesi è indegno: all’ennesimo fallimento, arrabbiato, ho detto che si stava litigando per la poltrona, per lo stipendio o per un fatto politico. Ci vorrebbe un’iniziativa politica seria da parte dei partiti di maggioranza per trovare in Aula una sintesi su un presidente di garanzia. La disputa sulla validità delle delibere è mortificante, e il Prefetto ci ha dato una lezione: il Consiglio deve trovare una strada, e a farlo dev’essere la maggioranza, non la minoranza”.

L’amico Marzi è ora che torni a farsi sentire. La sfiducia? È nei numeri

“Sui commenti entusiasti al parere prefettizio dico questo: se la maggioranza si spacca in due, o si elegge insieme un presidente condiviso, oppure uno dei due tronconi vota con la minoranza. Noi abbiamo il consigliere anziano Angelo Pizzutelli, persona degnissima di occupare lo scranno per un anno e di garantire l’equilibrio. Ma serve un voto esplicito. E aggiungo: tra gli 11 consiglieri ci sono persone valide. Sulla presidenza, la scelta del mio grande amico Memmo Marzi è stata l’assenza dall’Aula; forse serve adesso un minimo di responsabilità nel tornare a farsi sentire, lì dove è riuscito a tenere in piedi una maggioranza che traballava”.

“Gli 11 dei consiglieri che hanno sottoscritto le iniziative comuni, quelli della Lista Marzi e dei socialisti, possono anche portare alla sfiducia, rappresentando quasi la maggioranza dei consiglieri comunali. Nessuno vuole andare a casa a sette mesi dalle elezioni, ma o la maggioranza esprime un presidente del Consiglio, oppure lo si chiede apertamente in Aula, proponendo i nomi alla luce del sole e non dentro le botteghe”.

  • Il tema del Brt sta spaccando la città tra proteste sui disagi alla viabilità e difese dell’opera legate alla transizione ecologica. Qual è la posizione ufficiale del gruppo Pd? Considerate il progetto un’opera da ridisegnare radicalmente o un intervento necessario che sconta solo i deficit di pianificazione della giunta?

“Il Brt fu proposto nel piano triennale delle opere pubbliche della giunta Ottaviani e non ebbe voti negativi in quella seduta, perché ci venne illustrato come un’opera finanziata dal Pnrr che, con una corsia dedicata, aveva il compito di snellire o annullare il traffico nella parte bassa, liberando le strade dalle auto e pedonalizzandole: una ‘metro veloce’ su corsia dedicata, quello che si deve immaginare per le città più importanti. Questa era la filosofia che ispirava l’opera”.

“Dopo due anni, fatta la progettazione e avviata la realizzazione, con il balletto delle piste ciclabili rifatte tre volte e spese più che raddoppiate rispetto a quelle originarie, abbiamo capito che l’opera aveva delle falle e abbiamo chiesto una riunione del Consiglio per verificarne l’operatività. Si è venuti in aula senza avere alcuna chiarezza: i tecnici si sono trovati spiazzati, perché in quella sede sono arrivate modifiche dalla giunta. Sono uscito da quella seduta con le idee meno chiare di quando vi sono entrato”.

Nato in una maniera e finito ad ingorgare il traffico: il fallimento del Brt

“Oggi la realizzazione è risibile, le piste dedicate sono risibili, il 50% del percorso resta in fila con le auto al semaforo. Stiamo parlando, di fatto, di una circolare: che poi a Frosinone si usava 50 anni fa, e allora raggiungeva anche le zone più disagiate e periferiche. Ma un trasporto veloce che diventa circolare, che non passa ai Cavoni né a Madonna della Neve, in assenza dell’ascensore inclinato, è destinato a ingorgare il traffico e a non servire nessuno. Dire che noi siamo favorevoli alle auto e non al trasporto pubblico è un insulto, ma siamo abituati a riceverne. Noi porteremo un programma di umanizzazione di Frosinone ben diverso da quello realizzato finora”.

  • Come capogruppo, come sta guidando l’integrazione tra l’esperienza dei dirigenti storici e le nuove energie emerse nel gruppo e nella segreteria cittadina? C’è una visione condivisa sulla classe dirigente che dovrà rappresentare il Pd al voto?

“Credo seriamente e fermamente che il ringiovanimento sia un fatto fondamentale. Tra gli iscritti e nel circolo ci sono energie giovani, forti, capaci e qualificate: dobbiamo promuoverle. E lo dico per il centrosinistra in generale. Il ricambio è fondamentale: i giovani se ne vanno a gruppi di quattromila l’anno. Mia figlia ha una prospettiva europea, preferisce andare ad abitare nella periferia di Roma piuttosto che a Frosinone. Sarei favorevole a candidature di vertice affidate ai giovani, per favorire il rinnovamento”.

La mia disponibilità per il 2027 non ci sarà col centrosinistra spaccato

  • – Nel 2017 lei è stato la figura di sintesi dell’intero centrosinistra come candidato sindaco. Guardando al 2027, qual è la sua prospettiva personale? Intende mettere a disposizione la sua figura per un ruolo di prima linea o vede il suo contributo soprattutto nella veste di regista e garante dell’unità del partito?

“Ho solo un’indisponibilità per motivi di età a candidarmi a sindaco. L’esperienza del 2017 è stata molto positiva, ma per certi versi traumatica. Questo è il momento di guardare in faccia gente diversa. Per quanto mi riguarda, il mio gruppo e i miei amici sono a disposizione: in Consiglio, provo a fare la mia parte e spesso ci riesco nonostante io sia presidente dell’Ordine dei Medici e mi trovi di fronte il presidente dell’Ordine dei Farmacisti. L’impegno c’è e ci sarà. Ma non posso vedere partiti spaccati, un centrosinistra che va a pezzi e che non prende in considerazione i civici. Quella sarebbe l’unica prospettiva in cui il mio impegno verrebbe meno”.


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Stefano Di Scanno

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