Due ore al giorno, non un minuto di più. È questo il numero attorno a cui ruota il pacchetto di misure che Meta dovrebbe introdurre su Facebook e Instagram per gli utenti sotto i 18 anni, secondo quanto previsto dal Consent Judgment depositato il 26 agosto 2026 presso il tribunale federale di Oakland, in California, davanti alla giudice Yvonne Gonzalez Rogers.
Va precisato che, al momento, si tratta soltanto di una proposta: il documento non ha ancora alcun valore vincolante.
Un tetto massimo di utilizzo, fissato di default
Il testo della proposta introduce quello che viene definito un “Daily Limit”: per gli utenti classificati come “Teen User” – cioè con un’età dichiarata o stimata tra i 13 e i 17 anni – Instagram e Facebook dovrebbero applicare automaticamente un tetto di 2 ore complessive al giorno, calcolato sommando il tempo trascorso su entrambe le app e con azzeramento a mezzanotte. Dal conteggio resterebbero esclusi il tempo dedicato ai contenuti video di lunga durata (“Longform Content”), quello passato in messaggistica e l’accesso alle sole impostazioni dell’account. Una volta raggiunta la soglia, l’adolescente perderebbe l’accesso alle funzioni principali della piattaforma fino al reset di mezzanotte; resterebbe comunque garantita, secondo quanto previsto dal testo, la possibilità di continuare a scambiare messaggi privati, anche se le piattaforme dovrebbero limitare le funzionalità di messaggistica e impostazioni in modo da impedire che vengano usate per aggirare di fatto il blocco.
Il limite, così come proposto, non sarebbe immodificabile, ma per allentarlo servirebbe il consenso di un adulto: il documento specifica che il passaggio a un tetto meno restrittivo richiederebbe l’approvazione di un “Supervising Parent”, cioè un genitore o tutore formalmente collegato all’account tramite gli strumenti di supervisione di Meta. Genitori e ragazzi potrebbero invece sempre scegliere di rendere le impostazioni più severe di quelle previste di default.
Buio digitale tra mezzanotte e le sei del mattino
La proposta prevede anche una modalità denominata “Night Access Mode”, articolata su due livelli distinti. Tra mezzanotte e le 6 del mattino, calcolate sul fuso orario del dispositivo, gli account dei minorenni non potrebbero più accedere alle funzioni ordinarie delle due piattaforme. A questo si affiancherebbe una restrizione più ampia sulle notifiche: dalle 22 alle 7 del mattino, il testo prevede che le piattaforme disattivino le notifiche push per gli utenti minorenni, fatta eccezione per quelle legate alla sicurezza dell’account o all’integrità della piattaforma.
Anche durante il blocco di accesso vero e proprio resterebbero attivi la messaggistica e l’accesso alle impostazioni dell’account, sempre secondo quanto scritto nel testo, che vieterebbe però a Meta di sfruttare questi spazi residui per aggirare di fatto il blocco notturno. Il documento chiarisce inoltre che, durante la modalità notturna, le piattaforme non potrebbero suggerire ai ragazzi di spostarsi su un altro prodotto Meta per continuare a navigare, né mostrare indicatori come i badge delle notifiche non lette.
Anche in questo caso, il passaggio a impostazioni meno restrittive resterebbe vincolato al via libera di un genitore supervisore.
Notifiche silenziate durante l’orario scolastico
Il documento definisce come “School Hours” la fascia dalle 8 alle 15, dal lunedì al venerdì. In queste ore, le notifiche push per gli utenti minorenni verrebbero disattivate di default su entrambe le piattaforme, salvo che un genitore supervisore decida di modificare l’impostazione. Farebbero eccezione le notifiche legate alla messaggistica, alla sicurezza dell’account o all’integrità della piattaforma, che continuerebbero a essere recapitate anche durante l’orario scolastico. Il documento prevede inoltre che un genitore supervisore possa, se lo desidera, restringere ulteriormente l’accesso del figlio durante questa fascia oraria, limitandolo alla sola messaggistica.
Se anche i concorrenti si adegueranno, le regole diventeranno più severe
Le misure descritte finora – le due ore giornaliere, il blocco notturno da mezzanotte alle 6 – sono quelle della “Fase I”, pensate per entrare in vigore da subito. Il documento prevede però anche una “Fase II”, con limiti più stringenti, che scatterebbe soltanto a una condizione precisa: che altre piattaforme concorrenti adottino restrizioni equivalenti per i propri utenti minorenni. Il testo la definisce “Industry-Wide Adoption” e individua come termine di paragone tre nomi precisi, chiamati “Core Industry Members”: Snap, TikTok e YouTube.
Se questa condizione si realizzasse, per Instagram e Facebook le regole si irrigidirebbero su due fronti. Il limite giornaliero scenderebbe da 2 ore a 60 minuti per singola piattaforma, con un tetto complessivo di 120 minuti cumulati tra le diverse app di Meta. E la finestra di blocco notturno dell’accesso si allargherebbe, passando dalla fascia mezzanotte-6 della Fase I a quella dalle 22 alle 7 del mattino.
I filtri estetici vietati ai minorenni
Al di là dei limiti orari, il documento prevede che Meta debba disabilitare per gli utenti minorenni l’utilizzo dei cosiddetti “Cosmetic Procedure Filters”, definiti nel testo come i filtri digitali che distorcono o rimodellano il volto in un modo ottenibile solo tramite chirurgia estetica o trucco estremo; il documento esclude esplicitamente da questa categoria i filtri “fantasy” (che trasformano il volto in un personaggio di fantasia o in un animale), quelli che si limitano a smussare la pelle in modo paragonabile a un trucco ordinario, e gli effetti parodistici o volutamente esagerati.
Entro quattro mesi dall’entrata in vigore, inoltre, le piattaforme dovrebbero rendere facilmente accessibile un’opzione per impostare come schermata predefinita un feed non basato sulla profilazione algoritmica (“Non-Personalized Feed”): il testo prevede che i minorenni ricevano un invito a valutare questo passaggio entro 10 giorni dall’apertura dell’account e poi ogni 90 giorni, ma vieta alle piattaforme di preselezionare o suggerire attivamente l’opzione, che resterebbe sempre a scelta del ragazzo o del genitore supervisore. Il documento prevede anche che, di default, i conteggi dei like e delle reazioni siano nascosti agli utenti minorenni, modificabili solo con l’approvazione di un genitore supervisore.
Più strumenti – e più informazioni – per i genitori
Un’intera sezione della proposta riguarda il rafforzamento della supervisione parentale. Ai genitori collegati tramite gli strumenti di controllo di Meta verrebbero fornite informazioni sul tempo trascorso dai figli sulle piattaforme. Il documento stabilisce inoltre che Instagram e Facebook dovrebbero avvisare il genitore supervisore quando il minore effettua ricerche ripetute legate a termini associati a suicidio, autolesionismo o disturbi alimentari. È inoltre prevista una notifica al genitore nel caso in cui il ragazzo crei o colleghi esplicitamente un nuovo profilo secondario.
Il testo prevede anche controlli periodici: le piattaforme dovrebbero proporre periodicamente ai genitori supervisori un momento di verifica congiunta delle impostazioni attive sull’account del figlio, senza però preselezionare o incoraggiare opzioni meno restrittive rispetto a quelle previste di default.
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Giuseppina Bonadies
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