Flessibilità energetica, la nuova sfida della transizione: così case e auto diventano risorse per la rete
La crescita delle energie rinnovabili non basta, da sola, a costruire un sistema elettrico più sostenibile. Con la diffusione del fotovoltaico, delle pompe di calore, delle batterie domestiche e delle auto elettriche, diventa infatti sempre più importante riuscire a coordinare produzione, consumi e accumulo dell’energia. È qui che entra in gioco la flessibilità energetica, cioè la capacità di spostare i consumi nelle ore più favorevoli, immagazzinare l’elettricità quando è disponibile in abbondanza e utilizzarla o restituirla alla rete nei momenti di maggiore domanda.
Un concetto ancora poco conosciuto al grande pubblico, ma destinato ad avere un impatto crescente sulla vita quotidiana di famiglie e imprese. La transizione elettrica sta infatti entrando in una fase nella quale milioni di dispositivi distribuiti sul territorio possono contribuire non soltanto a consumare energia, ma anche a rendere la rete più stabile, efficiente e resiliente. L’espansione delle fonti rinnovabili rende questa evoluzione necessaria. L’energia solare ed eolica non viene prodotta in modo costante e programmabile: può essere abbondante in alcune ore e insufficiente in altre. Per evitare sprechi e squilibri, il sistema deve quindi imparare a utilizzare in maniera più intelligente le risorse disponibili.
Una batteria domestica, per esempio, può accumulare l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico durante il giorno e metterla a disposizione dell’abitazione la sera. Allo stesso modo, può caricarsi quando l’elettricità costa meno e ridurre il prelievo dalla rete nelle fasce di maggiore domanda. L’Italia parte da una posizione favorevole, grazie a una delle infrastrutture di smart metering più sviluppate d’Europa e alla crescita degli impianti fotovoltaici residenziali. Restano però ostacoli infrastrutturali, normativi e culturali che rallentano il passaggio verso un sistema realmente intelligente e interconnesso.
Secondo gli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, entro il 2030 saranno necessari almeno 6 gigawatt di capacità flessibile aggiuntiva per sostenere l’elettrificazione dei consumi e integrare la crescente produzione da fonti rinnovabili. La trasformazione non riguarderà soltanto i grandi operatori. Anche i consumatori sono destinati ad assumere un ruolo diverso. Da semplici utenti passivi, le famiglie possono diventare “prosumer”, producendo e consumando la propria energia, e successivamente “flexumer”, mettendo a disposizione della rete una parte della flessibilità offerta da batterie, impianti e veicoli.
Perché questo modello possa funzionare su larga scala, tuttavia, la complessità tecnica deve restare sullo sfondo. Nessun consumatore vuole controllare continuamente l’andamento dei prezzi, la produzione del fotovoltaico e le necessità del sistema elettrico. La gestione deve avvenire automaticamente attraverso software, piattaforme digitali e sistemi capaci di coordinare i diversi dispositivi. È su questo principio che E.ON sta lavorando alla costruzione di un ecosistema energetico distribuito, digitale e interconnesso. Batterie domestiche, pompe di calore, sistemi di ricarica e veicoli elettrici possono dialogare tra loro e con la rete, contribuendo al bilanciamento del sistema senza richiedere interventi continui da parte dell’utente.
Tra le soluzioni sviluppate in Italia c’è E.ON Smarty Link, un sistema che consente di integrare le batterie domestiche in un modello di gestione intelligente dell’energia. Attraverso un dispositivo collegato al Wi-Fi di casa, il sistema può ottimizzare automaticamente i cicli di carica e scarica della batteria in base alla disponibilità di energia rinnovabile, alle esigenze dell’abitazione e alle condizioni del mercato elettrico.
In concreto, la batteria può immagazzinare l’energia solare prodotta durante il giorno e utilizzarla nelle ore successive, oppure caricarsi nei momenti in cui l’elettricità è più conveniente. Quantità limitate di energia possono inoltre essere gestite da remoto per contribuire alla stabilità della rete, senza modificare le normali abitudini del cliente. La flessibilità energetica incontra anche la mobilità elettrica. Le automobili trascorrono gran parte del tempo ferme e collegate a una stazione di ricarica: le loro batterie possono quindi diventare risorse energetiche distribuite.
Con la tecnologia Vehicle-to-Grid, il veicolo non si limita a prelevare elettricità dalla rete, ma può anche restituirne una parte nei momenti di maggiore necessità. L’auto elettrica si trasforma così in una batteria mobile, capace di contribuire al bilanciamento del sistema e, allo stesso tempo, di ottimizzare i costi sostenuti dall’utente. Un esempio è il progetto Vehicle-to-Grid sviluppato da E.ON insieme al Gruppo BMW in Germania, tra le prime soluzioni commerciali europee di ricarica bidirezionale rivolte ai clienti privati. La tecnologia consente ai veicoli di partecipare attivamente al sistema energetico, coordinando le sessioni di ricarica e l’eventuale restituzione di energia in funzione delle necessità della rete.
Nella stessa direzione si inserisce l’annuncio del progetto BDL Next, sviluppato da E.ON con operatori energetici, imprese automobilistiche e centri di ricerca. L’iniziativa punta ad accelerare la diffusione della ricarica bidirezionale e a integrare veicoli elettrici, impianti fotovoltaici domestici, sistemi di accumulo e piattaforme di gestione dell’energia all’interno di un ecosistema aperto e interoperabile. Il digitale rappresenta il collegamento necessario tra tutte queste tecnologie. L’evoluzione dell’App E.ON in Italia punta a riunire in un unico spazio la gestione delle forniture, il controllo dei consumi, la consultazione delle bollette e le funzioni dedicate all’ottimizzazione dell’energia.

Tra i servizi disponibili figura Car Connect, dedicato ai clienti dell’offerta E.ON Luce Drive Smarty. L’utente può indicare il livello di carica desiderato e l’orario entro il quale l’automobile dovrà essere pronta, lasciando poi al sistema il compito di programmare automaticamente la ricarica nelle fasce più convenienti. La mobilità elettrica entra così in un sistema nel quale fornitura, consumi e ricarica dialogano all’interno della stessa piattaforma. L’obiettivo è ridurre costi e complessità, senza chiedere al cliente di seguire direttamente ogni passaggio tecnico.
Per chi possiede un impianto fotovoltaico, la funzionalità Sun Connect consente invece di monitorare la produzione e i consumi attraverso analisi orarie, giornaliere e mensili. Lo storico dei dati permette di conoscere meglio le proprie abitudini, aumentare l’autoconsumo e valorizzare l’energia prodotta sul tetto di casa. La vera evoluzione della flessibilità energetica sarà quindi la sua progressiva invisibilità. Le tecnologie diventeranno più sofisticate, ma per l’utente dovranno risultare sempre più semplici. Software e automazione gestiranno la complessità, mentre famiglie e imprese potranno beneficiare di una maggiore efficienza e di una migliore valorizzazione dell’energia autoprodotta. In questa direzione si inseriscono anche le prossime evoluzioni dell’App E.ON, che continuerà ad arricchirsi di nuove funzionalità pensate per aiutare i clienti a comprendere meglio i propri consumi e a gestire l’energia in modo ancora più consapevole.
Il futuro del sistema elettrico sarà più distribuito e partecipativo. Batterie, automobili, impianti fotovoltaici e dispositivi domestici non saranno più elementi isolati, ma parti coordinate di una rete capace di adattarsi alla produzione rinnovabile e alle esigenze dei consumatori. La flessibilità diventa così uno dei passaggi decisivi della transizione energetica: non soltanto produrre più energia pulita, ma riuscire a utilizzarla meglio, nel momento in cui serve e con il minore impatto possibile sulla rete.
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