A settembre torna puntuale il toto Manovra, ma la premier non si sbilancia sulle novità. Nel frattempo il tempo del Fisco torna a scorrere regolarmente: le principali notizie della settimana
Tra le tradizioni di settembre torna puntuale il toto Manovra, ma la premier Giorgia Meloni non si sbottona sui bonus in scadenza, su un nuovo taglio IRPEF e su altre novità.
A Bari il 4 settembre la celebrazione dei giorni di Governo ormai trascorsi e l’attenzione si è concentrata esclusivamente sui traguardi raggiunti dall’Esecutivo, che Fratelli d’Italia ha riassunto in una brochure dedicata. Lo sguardo è rimasto sul passato.
Nel frattempo dall’inizio di questa settimana è tornata a scorrere la clessidra del Fisco: è ripartito il calendario, gli invii di documenti da parte dell’Agenzia delle Entrate e il contatore degli adempimenti legati ai controlli.
Una panoramica delle notizie della settimana che per molti e molte segna il rientro alla routine.
Verso la Manovra 2027: si cercano le prime risposte su IRPEF, bonus e altre novità
A inizio settembre è già lunghissima la lista delle novità da inserire nella prossima Legge di Bilancio, che è l’ultima della Legislatura ed è per questo fondamentale per la prossima campagna elettorale.
C’è da chiudere il capitolo dell’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, che attende un nuovo taglio: dopo la revisione degli ultimi anni, l’intenzione del Governo è quella di fare un passo avanti per avvicinarsi un po’ di più alle promesse fatte quando la riforma fiscale muoveva i primi passi e tutto sembrava ancora possibile.
Il tempo delle ipotesi di una IRPEF a due aliquote è lontano, ma un nuovo intervento sulle regole di calcolo è già nell’elenco di impegni improrogabili, da mantenere necessariamente con la prossima Legge di Bilancio.
Si parla di una possibile estensione del secondo scaglione a 60.000 euro, riducendo di fatto l’aliquota che si applica attualmente a partire dai 50.000 euro, ma nelle ultime settimane si è fatta strada anche l’ipotesi di un taglio di un punto per la prima fascia di reddito.
La formula da adottare dovrà essere prima di tutto economicamente sostenibile e dovrà lasciare spazio anche agli altri desideri già in campo per la prossima Manovra.
Solo per fare degli esempi, c’è la necessità di confermare i bonus in busta paga approvati solo per il 2026, ma anche di mantenere alcune promesse legate alla riforma fiscale, che ha chiuso i battenti il 29 agosto scorso.
È il caso, ad esempio, della cedolare secca per i negozi e della flat tax sulle tredicesime, che negli ultimi anni è diventata uno dei cavalli di battaglia del rientro dalla pausa estiva.
Nonostante l’attenzione costante sul tema, la detassazione della mensilità natalizia è rimasta sempre e solo tra i buoni propositi e l’unica novità concreta di questi anni è stato il bonus Natale, il contributo di 100 euro erogato a dicembre 2024 a poche e selezionate famiglie.
Ma questa volta non c’è più tempo per rimandare: tagliato il traguardo del Governo più longevo della storia, l’Esecutivo si avvia a chiudere la Legislatura con una legge di Bilancio che sarà centrale, come conferma anche la cautela della premier Meloni.
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Lo sguardo di Meloni è sui traguardi raggiunti, nessuna anticipazione sulla Manovra 2027
A dispetto delle aspettative, dal porto di Bari, teatro delle celebrazioni del 4 settembre per il record di giorni in carica, non arriva nessuna conferma sul pacchetto di novità del prossimo inverno.
La presidente del Consiglio dei Ministri parla per un’ora dei traguardi raggiunti, ma non si sofferma sulle prossime tappe.
Cita, ad esempio, la riforma dell’IRPEF, ma non si sofferma su ipotesi future, i prossimi passi vanno studiati bene anche perché non basta semplicemente investire: è questa la lezione che arriva dal passato.
Per ora, considerando anche il taglio del cuneo fiscale e contributivo, la portata degli interventi adottati dal Governo sul binomio Fisco-stipendi, ammonta a 21 miliardi di euro ma il costo del lavoro resta alto, gli stipendi reali troppo bassi e alcune stime di guadagno concreto per cittadini e cittadine, riportate nella collezione di risultati ottenuti, sono puramente matematiche.
Oltre le esigenze celebrative, bisogna considerare che l’intersezione tra guadagni, tassazione e costo della vita rappresenta una questione sempre attuale e delicata, che comporta investimenti dispendiosi per le casse dello Stato.
Verso la Manovra 2027: nel frattempo il tempo del Fisco torna a scorrere
E mentre il Governo si appresta a scrivere una Legge di Bilancio decisiva per il futuro dei prossimi equilibri politici, l’agenda del Fisco torna all’ordinario.
Con settembre torna regolare il ritmo delle scadenze fiscali, parte il countdown per la trasmissione del modello 730/2026 e si va verso un appuntamento chiave per chi ha aderito alla rottamazione quinquies. Nessuna ulteriore tolleranza è prevista per chi ha saltato l’’appuntamento con la prima rata.
Ma la ripresa non riguarda solo il calendario ordinario. È ormai finita la tregua estiva che mette in pausa gli invii da parte dell’Agenzia delle Entrate: cartelle, lettere e comunicazioni rimaste nel cassetto nel mese di agosto vengono trasmesse ai destinatari.
Anche i termini processuali e le tempistiche di adempimento dei debiti fiscali tornano alla regolarità.
Per quanto riguarda gli avvisi bonari, in particolare, dal 5 settembre si riprende con il conteggio dei 60 giorni a disposizione per pagare o trasmesse documenti a sostegno della propria posizione.
Questo settembre porta lo stesso messaggio a cittadini e cittadine e al Governo: ci sono impegni che non possono essere più rimandati.
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