Arbovirosi, caldo e umidità favoriscono il proliferare delle zanzare – Agipress – Agenzia di stampa nazionale


Nicola Vigiani, responsabile dell’Area dipartimentale Igiene pubblica e Nutrizione

AGIPRESS – Il caldo e l’umidità che stanno caratterizzando questo mese di settembre continuano a favorire la presenza e la diffusione delle zanzare. Per questo Asl Toscana sud est richiama l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni sull’importanza di continuare a mettere in atto le misure di prevenzione contro le arbovirosi, cioè le malattie causate da virus trasmessi principalmente attraverso la puntura di zanzare, zecche e altri piccoli insetti.
Tra le arbovirosi presenti o sorvegliate in Italia ci sono West Nile, Dengue, Chikungunya, Zika, Usutu, encefalite da zecca (TBE) e infezioni da virus Toscana. È importante distinguere anche il ruolo delle diverse specie di zanzare. La zanzara comune (Culex pipiens) è il principale vettore del virus West Nile, mentre la zanzara tigre (Aedes albopictus) può trasmettere virus come Dengue, Chikungunya e Zika. Le due zanzare hanno inoltre abitudini diverse: la zanzara comune è più attiva nelle ore serali e notturne, mentre la zanzara tigre punge soprattutto durante il giorno.

«Alcuni di questi virus, – spiega Nicola Vigiani, responsabile dell’Area dipartimentale Igiene pubblica e Nutrizione, – sono stabilmente presenti anche in Italia. È il caso, ad esempio, del virus West Nile, del virus Usutu, del virus Toscana e del virus responsabile della TBE. Altri, come Dengue, Chikungunya e Zika, vengono invece introdotti soprattutto attraverso persone che hanno contratto l’infezione durante viaggi in Paesi tropicali e subtropicali».
«Il rischio, – prosegue Vigiani, – è che un caso importato possa dare origine a una trasmissione locale, perché la zanzara tigre è ormai stabilmente presente nei nostri centri urbani e nei nostri territori. Per questo la prevenzione e il controllo delle zanzare sono fondamentali anche in assenza di casi».

Il virus West Nile è oggi l’arbovirosi più diffusa in Italia e in Europa. Viene trasmesso principalmente dalla zanzara comune (Culex pipiens), particolarmente attiva nelle ore serali e notturne.
Il virus circola soprattutto tra le zanzare e alcune specie di uccelli selvatici. L’uomo e il cavallo possono infettarsi attraverso la puntura di una zanzara infetta, ma non contribuiscono alla diffusione del virus: una persona infetta non trasmette il virus attraverso una normale relazione con altre persone né direttamente alle zanzare.
Nella maggior parte delle persone l’infezione non provoca sintomi. Quando presenti, i sintomi sono generalmente lievi e possono comprendere soprattutto la febbre. In una piccola parte dei casi, soprattutto nelle persone anziane, immunodepresse o affette da gravi patologie croniche, l’infezione può invece interessare il sistema nervoso e provocare forme più gravi, come meningite o encefalite, che in alcuni casi possono avere conseguenze molto serie.

La zanzara tigre (Aedes albopictus) è particolarmente attiva durante il giorno e può trasmettere virus come Dengue, Chikungunya e Zika. Un aspetto importante è che gran parte dei focolai di zanzare si sviluppa proprio negli spazi privati, come giardini, terrazzi e orti. «Per questo, – sottolinea Vigiani, – la collaborazione dei cittadini è fondamentale. Bastano alcune semplici attenzioni per ridurre in modo significativo i luoghi in cui le zanzare possono riprodursi».

In particolare è importante: eliminare l’acqua stagnante da secchi, bacinelle, annaffiatoi, sottovasi e altri contenitori e, quando possibile, conservarli capovolti; coprire con coperchi o zanzariere i contenitori utilizzati per raccogliere l’acqua destinata all’irrigazione; nei ristagni d’acqua che non possono essere eliminati, come tombini, pozzetti e griglie di scarico, utilizzare prodotti larvicidi oppure proteggerli con apposite reti; mantenere ordinati giardini e terrazzi, evitando dove possibile condizioni che favoriscano la presenza delle zanzare.

La prevenzione si basa anche su una rete di sorveglianza che coinvolge operatori sanitari, veterinari ed esperti nel monitoraggio degli insetti. Da aprile a novembre vengono effettuati controlli periodici nelle aree considerate a rischio attraverso apposite trappole per zanzare. Gli insetti catturati vengono analizzati per verificare l’eventuale presenza di virus, anche prima che si manifestino casi nell’uomo.
La sorveglianza riguarda inoltre gli uccelli selvatici, i cavalli e la popolazione. Questi controlli consentono di individuare tempestivamente la circolazione del virus e di attivare, quando necessario, specifiche misure di prevenzione, compresi i controlli sulle donazioni di sangue e sugli organi e tessuti nelle aree interessate dalla circolazione del virus.

In presenza di un caso sospetto o confermato di arbovirosi, il Dipartimento di Prevenzione di Asl Toscana Sud Est attiva tempestivamente le procedure previste, coinvolgendo i diversi professionisti interessati e, quando necessario, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e i Comuni.
Gli interventi possono comprendere anche attività straordinarie di disinfestazione.
La prevenzione riguarda però anche le aree pubbliche. Durante il periodo di maggiore attività delle zanzare, che generalmente va da giugno a ottobre e può essere prolungato in relazione alle condizioni climatiche, Comuni ed enti locali effettuano trattamenti larvicidi periodici nei tombini, nelle caditoie e negli altri luoghi pubblici dove possono formarsi ristagni d’acqua.
Importanti sono inoltre la manutenzione del verde pubblico e lo sfalcio della vegetazione, che contribuiscono a ridurre i luoghi favorevoli alla presenza delle zanzare.

Oltre a ridurre i luoghi di riproduzione delle zanzare, è importante proteggersi direttamente dalle punture. Asl Toscana Sud Est raccomanda di: utilizzare repellenti cutanei seguendo le indicazioni riportate sulla confezione; indossare, soprattutto nelle aree e negli orari di maggiore presenza delle zanzare, abiti chiari e che coprano braccia e gambe; installare zanzariere alle finestre e alle porte;  prestare particolare attenzione nelle aree dove la presenza di zanzare è maggiore.
Anche le zecche, presenti soprattutto nelle aree boschive e rurali, possono trasmettere alcune infezioni. Per ridurre il rischio è consigliabile indossare scarpe chiuse e abiti che coprano gambe e braccia, infilare i pantaloni nei calzettoni, rimanere sui sentieri evitando l’erba alta e non sedersi direttamente sul terreno. Al rientro da un’escursione è importante controllare attentamente la pelle, in particolare testa, collo, ascelle e inguine, per verificare l’eventuale presenza di zecche. Anche gli animali domestici devono essere protetti attraverso trattamenti antiparassitari regolari.
La prevenzione delle arbovirosi è una responsabilità condivisa. L’attenzione delle istituzioni, insieme alla collaborazione dei cittadini, è fondamentale per ridurre la presenza delle zanzare e limitare il rischio di trasmissione delle infezioni.


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