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Il decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy 13 luglio 2026 modifica il DM 24 settembre 2014, la norma di Smart&Start Italia. È online dal 2 settembre 2026 nella pagina del decreto sul sito del MIMIT e cambia cinque cose: medie imprese ammesse, tutoraggio a 36 mesi e 10.000 euro, nuovi termini di conversione, due premialità in più, criteri semplificati fino a 250.000 euro.
Il punto che le altre sintesi lasciano in fondo: il decreto non è ancora operativo. L’art. 2 comma 2 lo applica «a decorrere dalla data di pubblicazione della circolare» attuativa, «compatibilmente con lo stato dei procedimenti già avviati», e all’11 settembre 2026 quella circolare non esiste. Fino ad allora Invitalia istruisce con il DM 2014 previgente e la circolare 16 dicembre 2019 (piccola impresa, 60 mesi dalla costituzione, tutoraggio sotto i 12 mesi): vedi la nostra guida a Smart&Start Italia con importi, requisiti e procedura in vigore.
Cosa cambia con il decreto 13 luglio 2026: prima e dopo
| Tema | Oggi (circolare 2019) | Dopo la circolare attuativa | Fonte: art. 1, lettera |
|---|---|---|---|
| Dimensione | Piccola impresa, micro comprese | Micro, piccola o media | d) n. 1 |
| Tutoraggio | Fino a 12 mesi; 15.000 euro al Sud, 7.500 altrove | Fino a 36 mesi; 10.000 euro per tutte | f) n. 2 e 3 |
| Regime di aiuto | Regolamento di esenzione (GBER) art. 22; tutoraggio in de minimis (la circolare cita il Reg. 1407/2013) | GBER art. 22; de minimis Reg. UE 2023/2831 fuori dall’art. 22 e per il tutoraggio | a), b) n. 2, f) n. 1 |
| Polizza catastrofale | Già richiesta dal DM MIMIT 18 giugno 2025, anche all’erogazione | Requisito di accesso e-bis) nel DM 2014 | d) n. 2 |
| Conversione in fondo perduto | Dopo il saldo, entro 6 mesi se già perfezionata; investitore terzo non definito | Dopo il saldo ed entro 60 giorni dalla scadenza dei 5 anni dalla concessione; investitore terzo definito, con partner tecnologici e titolari di Investor Visa for Italy | b) n. 4 e g) |
| Valutazione | Quattro criteri, quattro premialità | Premialità a-bis) parità di genere e b-bis) partner tecnologico al 30% del finanziamento; criteri semplificati fino a 250.000 euro e per ex beneficiari senza revoca | i) |
| Revoca | Perdita dei requisiti di startup innovativa, salvi scadenza del termine e soglia dei 5 milioni | Salva la crescita dimensionale dovuta al piano; con cessione totale delle quote, conferma alla subentrante o restituzione senza interessi; tutoraggio revocato solo se non fruito | m) |
L’art. 6-ter (lett. h) non è un bando ma una cornice per accordi internazionali come la linea Italia-Francia di Smart&Start. Importi, copertura e quota non rimborsabile del 30% al Sud non cambiano.
Da quando si applica: la circolare che ancora non c’è
All’11 settembre 2026 l’elenco delle circolari MIMIT non ne ha una su Smart&Start e la sezione normativa di Smart&Start sul sito Invitalia si ferma al 2025. L’avviso in Gazzetta non è uscito («in corso di pubblicazione», dice il MIMIT) e comunque non rende operative le regole. Una data non c’è e non la inventiamo. I precedenti: DM 30 agosto 2019, circolare il 16 dicembre 2019, domande dal 20 gennaio 2020; DM 24 febbraio 2022, circolare il 4 luglio 2022, conversioni dal 14 luglio 2022.
Le fonti ufficiali si contraddicono: la pagina MIMIT della misura, aggiornata il 2 settembre 2026, mostra le regole nuove senza dire che non sono operative, il testo coordinato accanto ha refusi nei numeri, le pagine Invitalia descrivono ancora la disciplina 2019. Fa fede il decreto firmato.
Cosa il decreto delega alla circolare. Su questi punti non c’è ancora un numero e chi ne scrive uno lo inventa: criteri semplificati, rendicontazione semplificata, requisiti del partner tecnologico, peso delle due premialità nuove, calcolo dell’equivalente sovvenzione in de minimis, sorte delle domande presentate prima della circolare. Aggiorneremo l’articolo quando uscirà.
Cosa fare adesso, caso per caso
Piano fino a 250.000 euro: la corsia semplificata non vale un taglio
La soglia (art. 8 comma 6) è il piano al netto dell’IVA, minimo 100.000 euro; nella nostra lettura dell’art. 5 il circolante conta nel totale. Quanto costa tenersi sotto si calcola già: mutuo all’80% e 30% non rimborsabile al Sud non cambiano (conti senza circolante).
| Voce | Piano da 240.000 euro | Piano da 300.000 euro | Differenza |
|---|---|---|---|
| Mutuo a tasso zero (80%) | 192.000 euro | 240.000 euro | 48.000 in meno |
| Quota non rimborsabile al Sud (30%) | 57.600 euro | 72.000 euro | 14.400 in meno |
| Mezzi propri (più IVA da anticipare) | 48.000 euro | 60.000 euro | 12.000 in meno |
Al Sud ogni 10.000 euro tolti dal piano costano 8.000 di mutuo e 2.400 di fondo perduto, per una corsia dal vantaggio ignoto: un investimento non si taglia per entrarci. Fra 230.000 e 270.000 euro la leva è il circolante, non l’investimento.
Media impresa: entri, ma con un altro regime
Le medie entreranno, ma non con gli stessi importi. Il mutuo è un aiuto ai sensi dell’art. 22 del regolamento di esenzione (GBER, Reg. UE 651/2014), riservato a «ogni piccola impresa non quotata» entro cinque anni dall’iscrizione. Per la media vale, nella nostra lettura, la frase nuova dell’art. 6 comma 1 lettera a): fuori dall’art. 22, aiuti «entro i limiti» del de minimis, 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni (Reg. UE 2023/2831) in equivalente sovvenzione (nel nostro calcolo circa il 28% del nominale; il metodo di Invitalia non è pubblicato). E sotto i 5 milioni di valore della produzione imposti dallo status, una startup è media quasi solo per il gruppo che la controlla, cioè la sua impresa unica: prima serve la visura del plafond de minimis sul Registro nazionale aiuti.
Costituita da 12 a 36 mesi: aspettare il tutoraggio?
Oggi il tutoraggio spetta alle imprese costituite da non più di 12 mesi (15.000 euro al Sud, 7.500 altrove); con la circolare, 36 mesi e 10.000 euro per tutte: 5.000 in meno al Sud, 2.500 in più al Centro-Nord. È un servizio in de minimis, non denaro: consuma 10.000 euro di plafond alla concessione. Chi ha fra 12 e 36 mesi oggi non lo riceve, ma rinviare la domanda per 10.000 euro di servizi rinvia il mutuo per un tempo indefinito. E l’impresa del Sud sotto i 12 mesi oggi prende 15.000 euro, domani 10.000: presentare adesso le conviene due volte.
Consiglio operativo. Se rientri con le regole di oggi, presenta la domanda. La clausola sui «procedimenti già avviati» non ha un’interpretazione ufficiale e nessuno sa con quali regole sarà valutata una domanda di oggi. Se entri solo con quelle nuove, prepara intanto polizza, sezione speciale e visura de minimis.
Conversione in fondo perduto e partner tecnologico: le regole nuove
La conversione in fondo perduto (art. 6-bis) conserva i suoi limiti: 50% dell’apporto di un investitore terzo, 50% delle agevolazioni, minimo 80.000 euro, tre anni di permanenza. Il decreto definisce chi è terzo (comma 1-bis: non socio, nessun quasi-equity prima della domanda, nessuna partecipazione reciproca) e fissa il calendario: richiesta dopo il saldo (già così dal 2022) ed entro 60 giorni dalla scadenza dei cinque anni dalla concessione; le operazioni non perfezionate si chiudono entro sei mesi dall’accoglimento; cade il termine dei sei mesi dal saldo.
Il fisco non cambia: la quota convertita è un contributo in conto capitale, va in A5 nell’esercizio in cui il provvedimento diventa efficace, è tassata per intero ai fini IRES in quell’esercizio (art. 88 TUIR; dal 2027 art. 97 D.Lgs. 117/2026) e concorre all’IRAP: su 100.000 euro convertiti da una startup in utile (IRES 24%, IRAP 3,9%) restano circa 72.100 netti. La ritenuta del 4% è in astratto dovuta, ma non si sa se Invitalia la chieda in rivalsa; la quota resta cinque anni in riserva indisponibile.
La premialità b-bis) va ai piani finanziati «per almeno il 30% del finanziamento richiesto» con conferimenti in denaro a capitale e sovrapprezzo da un partner tecnologico. La base è il finanziamento, non il piano: con 250.000 euro all’80% il finanziamento è 200.000 e la soglia 60.000 euro, più dei 50.000 di mezzi propri già richiesti. Controindicazione: il partner è un’impresa, non un fondo, e dal 25% del capitale la startup diventa «associata» e somma pro quota i suoi addetti, fatturato e attivo (Allegato I GBER, art. 3); se il totale la fa media, esce dall’art. 22.
Domande frequenti
Il DM 13 luglio 2026 è già in vigore?
No. È online dal 2 settembre 2026, ma le regole nuove si applicano dalla circolare attuativa (art. 2 comma 2), non adottata all’11 settembre 2026; l’avviso in Gazzetta, non ancora uscito, non è condizione di efficacia.
Le medie imprese possono già fare domanda per Smart&Start?
No. Oggi entrano solo le startup innovative di piccola dimensione. Le medie entreranno con la circolare e, senza i requisiti dell’art. 22 GBER, nel de minimis: 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni, con un importo oggi non determinabile.
Cambia qualcosa per chi ha già il contratto di finanziamento?
Il contratto resta quello firmato; sui rapporti in corso deciderà la circolare. Le tre novità per chi è già dentro (riga «Revoca» della tabella): niente revoca per la crescita dimensionale dovuta al piano; con la cessione totale delle quote, subentro o restituzione senza interessi; tutoraggio perso solo se non fruito. SAL, rendicontazione e CUP: guida alla gestione e rendicontazione di Smart&Start dopo l’approvazione.
La polizza catastrofale è una novità del decreto?
No. L’obbligo nasce dalla L. 213/2023 e per Smart&Start vale già dal DM MIMIT 18 giugno 2025: domande di micro e piccole dal 1° gennaio 2026, verifica anche all’erogazione. Senza immobili, impianti, macchinari o attrezzature l’obbligo non c’è (FAQ MIMIT n. 9), ma i beni comprati con il piano vanno assicurati prima del SAL: vedi come la polizza catastrofale può bloccare l’erogazione di Smart&Start.
Il decreto elimina il limite dei 60 mesi dalla costituzione?
No. Il nuovo art. 4 comma 1 non lo ripete, ma la definizione di startup innovativa (art. 25 DL 179/2012) dice ancora «costituita da non più di sessanta mesi» e l’iscrizione nella sezione speciale resta requisito. Dopo il terzo anno serve un requisito del comma 2-bis (L. 193/2024): vedi la guida all’iscrizione come startup innovativa e al vaglio del terzo anno.
Come procedere
- Se rientri con le regole di oggi (il simulatore di Smart&Start Italia fa il conto), presenta la domanda adesso: importi e procedura nella guida su quanto dà Invitalia con Smart&Start tra tasso zero e fondo perduto.
- Se entri solo con le regole nuove, prepara quello che non cambierà: le spese ammissibili di Smart&Start per il piano di investimento restano quelle del DM.
- Se non sei una startup innovativa, resta il bando ON Nuove Imprese a Tasso Zero; le altre misure aperte sono nella rassegna dei bandi a fondo perduto aperti adesso.
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